Il 120esimo anniversario del Coro dell’Immacolata di Bergamo

In occasione dei 120 anni della sua fondazione, il Coro dell’Immacolata di Bergamo presenta “Cantate Domino”, tredici appuntamenti, uno per ogni CET – Comunità Ecclesiale Territoriale diocesana, con il patrocinio della Diocesi di Bergamo e il contributo della Fondazione Banca Popolare di Bergamo, che opera insieme ad Intesa Sanpaolo. In programma tredici Elevazioni musicali, espressione coniata da monsignor Egidio Corbetta – che assunse la direzione del coro nel 1955 per cinquant’anni, portandolo ai livelli delle migliori cappelle musicali d’Italia – e dall’allora direttore dell’Oratorio, monsignor Angelo Paravisi.

Il primo appuntamento è per domenica 24 marzo, alle 17.00, presso la Basilica di Sant’Alessandro in Colonna. “Cantate Domino” si concluderà domenica 20 ottobre a Palazzago. Il calendario è disponibile sul sito coroimmacolata.it. I concerti sono diretti dal M° Ivan Zucchetti con l’accompagnamento organistico a cura del M° Fabio Nava. In un viaggio che lo porterà a visitare ognuna delle tredici CET diocesane, il Coro dell’Immacolata coinvolgerà simbolicamente tutta la Diocesi di Bergamo, che è sempre stata accompagnata dalle voci dei cantori. Storicamente, il Coro dell’Immacolata anima la solenne celebrazione delle Ordinazioni presbiterali e tiene il concerto natalizio presso il Seminario cittadino. Nei suoi lunghi anni ha visto essere educati al canto centinaia di bambini e ragazzi; molti uomini adulti gli hanno prestato le loro voci. Da tempi relativamente più recenti anche le donne sono entrate a far parte della grande famiglia del Coro. Molti sacerdoti bergamaschi sono stati formati alla musica da monsignor Corbetta e, dopo di lui, da don Ugo Patti, direttore del coro dal 2005 al 2021 e attuale direttore dell’Ufficio di Musica Sacra della Diocesi di Bergamo.

IL CALENDARIO

Bergamo (24 marzo ore 17, Basilica di Sant’Alessandro in Colonna); Osio Sopra (6 aprile ore 20,45, Chiesa di San Zenone Vescovo); Pagazzano (7 aprile ore 20,45, Chiesa dei Santi Nazario e Celso Martiri); Clusone (21 aprile ore 16, Basilica di S. Maria Assunta e S. Giovanni Battista); Suisio (27 aprile ore 20,45, Chiesa di Sant’Andrea Apostolo); Sarnico (12 maggio ore 17, Chiesa di San Martino Vescovo); Solto Collina (15 giugno ore 20,45, Chiesa di Santa Maria Assunta); Costa Valle Imagna (30 giugno ore 17, Chiesa della Visitazione di Maria Vergine); Piazzatorre (7 luglio ore 16,30, Chiesa di San Giacomo Maggiore Apostolo); Leffe (22 settembre ore 16, Chiesa di San Michele Arcangelo); Bagnatica (28 settembre ore 20,45, Chiesa di San Giovanni Battista); Verdello (12 ottobre ore 20,45, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli); Palazzago (20 ottobre ore 16,30, Chiesa di San Giovanni Battista).

Armando Santus, presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «Il 120esimo anniversario della fondazione del Coro dell’Immacolata ha una valenza che va ben oltre i confini della liturgia e della musica sacra. Il Coro è un’istituzione culturale, che per più di un secolo ha accompagnato le bergamasche e i bergamaschi nelle celebrazioni solenni e non, trasmettendo valori fondativi per ogni comunità: l’inclusione, l’unità, l’armonia, la bellezza, la memoria. Perché il Coro esprime la gioia del cantare insieme, ad un’unica voce. Fondazione è lieta di partecipare ai festeggiamenti e augura lunga vita a questa storica istituzione bergamasca».

Ivan Zucchetti, direttore Coro dell’Immacolata: “Il 120esimo anniversario è sicuramente l’occasione per guardare con riconoscenza a chi ha reso il Coro dell’Immacolata un punto di riferimento della Musica Sacra liturgica nella nostra provincia; a noi oggi è affidato il compito di proseguire nel solco della tradizione affrontando le difficoltà che questo settore sta vivendo. Ecco allora che il tour che abbiamo ideato diventa un trampolino di lancio per il futuro, per far sì che questa bella storia possa rinnovarsi e continuare ancora per lunghi anni. Un doveroso ringraziamento alla Fondazione Banca Popolare di Bergamo per aver creduto in questo progetto e nel valore culturale, educativo ed aggregativo che una realtà amatoriale come la nostra riesce ancora oggi ad esprimere».

UN CORO NATO PER RIFONDARE LE ANTICHE SCHOLAE CANTORUM

Il Coro dell’Immacolata ha sede nell’omonimo Oratorio della parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna, dove presta il servizio liturgico. È di Giuseppe Greppi, fondatore di quell’Oratorio nel 1903, l’idea di costituire una scuola di canto, in osservanza del motu proprio sulla musica liturgica “Inter pastoralis officii sollecitudines” di Papa Pio X del 22 novembre 1903, con il quale il Pontefice invitava a rifondare “almeno presso le chiese principali, le antiche Scholæ Cantorum”. Così, nell’aprile del 1904, nasce quello che oggi conosciamo come il Coro dell’Immacolata. Dal 2021 la direzione è affidata al M° Ivan Zucchetti. Il coro è accompagnato all’organo dal Mº Fabio Nava. Oltre alle composizioni dei maestri che si sono succeduti alla direzione del coro, particolare attenzione è dedicata al repertorio gregoriano, alla polifonia rinascimentale e ai grandi compositori dell’epoca ceciliana.

 

Restituzione al pubblico del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, al termine del monumentale restauro

Al termine di un anno e mezzo di lavori le preziose tarsie del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto, all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore, nel cuore medievale di Bergamo Alta, sono ammirabili in tutta la loro ritrovata bellezza, e nell’anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 tornano ad essere interamente fruibili da parte del pubblico. Dopo la sezione del Coro dei Laici (1553-1555), inaugurata nell’aprile 2023, torna oggi all’originario splendore anche il Coro dei Religiosi, il più antico (1523-1533).

Termina così un lungo lavoro di restauro, voluto da Fondazione MIA (che gestisce la Basilica, di proprietà del Comune di Bergamo), curato da Luciano Gritti dell’omonima Bottega di restauro con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, e sostenuto da Fondazione Banca Popolare di Bergamo, partner esclusivo dell’intervento.

Chiude, contestualmente, anche ‘Cantiere Vivo’, l’innovativo progetto di valorizzazione dei restauri che ha permesso agli oltre 700mila visitatori di osservare in diretta tutte le fasi dei lavori, grazie a pannelli di plexiglass su cui sono stati riportati testi, immagini e QR-code per approfondire contenuti storici e artistici legati all’opera e al suo contesto.

NUOVI STUDI SULLE OMBRE DELLE TARSIE

Fin dalla prima fase di restauro – culminata con l’inaugurazione del Coro dei Laici – erano emerse alcune sorprese: il rinvenimento di un affresco di fine Trecento raffigurante una Madonna con Bambino e una tarsia decorata da Capoferri su bozzetto del pittore pavese Francesco Rosso che rimanda alla storia di Caino e Abele. Già allora era stato svelato il sistema dei “coperti”, di cui si ignorava l’esistenza, utilizzato nel Coro dei Religiosi per coprire in alcune occasioni, attraverso un meccanismo a scomparsa, le tarsie lignee raffiguranti storie bibliche con altre immagini, a motivi neoplatonici.
La seconda parte dei lavori ha riportato alla sua originaria bellezza anche il Coro dei Religiosi, il più antico tra quelli realizzati da Capoferri a partire dai disegni del Lotto nella Basilica. In questa fase proprio le enigmatiche opere a motivi neoplatonici presenti all’interno di questa sezione del Coro sono state oggetto di uno studio approfondito. In particolare, si è potuto notare come i vari coperti si distinguano tra loro dal punto di vista della struttura, del disegno e del modo in cui le ombre cadono sullo stesso. Da questa osservazione si è compreso che l’idea progettuale era quella di dare risalto ai disegni valorizzando l’illuminazione naturale della chiesa – che in questo punto giungeva all’altare attraverso le finestre poste alle spalle del presbiterio –, poiché la luce delle candele risultava molto flebile. Un’osservazione che mette in stretta relazione il Coro con il contesto circostante, e che valorizza ulteriormente quest’area della Basilica.
L’accurata analisi della distribuzione delle ombre effettuata nel corso della pulitura ha rivelato inoltre che il coperto più emblematico del Coro, ‘Creazione’ o ‘Magnum Chaos’, in origine doveva essere quasi certamente collocato in posizione dritta, con la scritta ordinata secondo le regole della lingua latina che prevede prima l’aggettivo (“Magnum”) e poi il sostantivo (“Chaos”), e dunque con i piedi in basso e le braccia nella posizione naturale. Durante un restauro, probabilmente quello di Pasquale Carrara (1855-1863), i coperti vennero smontati e successivamente ricollocati, ma posizionando il “Magnum Chaos” al contrario venne interrotta la serie di coperti che prevedono l’illuminazione dell’opera in una direzione ben precisa.

UNO SGUARDO D’INSIEME AL CORO

Con l’apertura al pubblico dell’intero Coro torna alla luce una storia artistica che risale a cinquecento anni orsono quasi senza mostrare più i segni del tempo, e lo sguardo d’insieme restituisce un’immagine articolata: le trentasei immagini enigmatiche ideate da Lorenzo Lotto e intarsiate da Giovan Francesco Capoferri mostrano un’inesauribile fantasia scenica, con una narrazione che si distanzia fortemente, per esempio, dai toni aulici e composti delle opere di Tiziano che venivano realizzate in quegli stessi anni. Un itinerario “iniziatico”, che attraverso figure simboliche sintetizza visivamente i temi attinti dagli eterogenei campi di ricerca del Rinascimento, in un sincretismo fra temi religiosi e archetipi pagani, concetti spirituali e temi profani, storie bibliche e metafore ermetiche, suggestioni della mitologia greco-romana e concetti della filosofia neoplatonica. Un’opera che racchiude in sé tutto lo scibile dell’umanesimo del primo Cinquecento. Queste raffigurazioni simboliche sono state pensate per non essere facilmente decodificate, così da creare un alone di mistero che dia adito a molteplici interpretazioni, anche in contraddizione l’una con l’altra. Con i suoi disegni, Lotto va oltre la relatività dell’interpretazione soggettiva, scardinando ogni certezza, superando qualsiasi spiegazione dialettica, poiché l’immagine innanzitutto deve evocare il senso di mistero legato all’ineffabilità della presenza divina.

Il restauro del Coro Ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto, che si era reso necessario e urgente per preservare il bene dal deperimento causato dello scorrere del tempo, ha seguito le tecniche più innovative: i lavori hanno previsto il monitoraggio micro-climatico dell’ambiente; la campagna di analisi per studiare le tecniche esecutive e le antiche vernici; la pulitura svolta con metodi tradizionali e sistemi laser di ultima generazione; il consolidamento e la disinfestazione dell’opera; la scansione 3D dell’intero Coro e il rilievo CAD di tutti gli elementi che lo compongono; la campagna fotografica di documentazione.

LE DICHIARAZIONI

Fabio Bombardieri, Presidente Fondazione MIA: «Siamo qui oggi con grande orgoglio e gratitudine per celebrare un momento importantissimo. Nel solco della responsabilità civica e sociale che accompagna la Fondazione sin dal 1265, la MIA ribadisce l’importanza di proteggere e preservare la nostra cultura, il nostro patrimonio, i nostri monumenti; in poche parole, la nostra storia. Con la chiusura del Cantiere Vivo e la restituzione al pubblico del Coro ligneo di Lorenzo Lotto e Giovan Francesco Capoferri in tutta la sua bellezza e magnificenza, la Fondazione MIA tiene fede alla parola data oltre un anno e mezzo fa: terminare i lavori in occasione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023. Si tratta di un evento dalla portata artistica, storica e religiosa fondamentale. Il Coro è infatti l’opera più importante commissionata dalla Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo a uno dei più grandi maestri del Rinascimento. Oggi, insieme, celebriamo non solo il passato ritrovato, ma anche un futuro che sarà illuminato dalla luce visionaria di questo gioiello della Basilica e dalla passione che ha reso possibile il suo restauro. Ammirando quest’opera, ritrovata in tutto il suo splendore, vediamo infatti non solo colori e forme, luci e ombre, ma la nostra identità collettiva, la nostra missione di custodi di uno straordinario patrimonio da curare e onorare, affinché esso continui a ispirare, educare e connettere le future generazioni».

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «Con la restituzione al pubblico dell’intero Coro ligneo di Capoferri e Lotto termina un progetto entusiasmante, che ha dato nuova luce ad una delle opere d’arte più preziose del Nord Italia. Fondazione Banca Popolare di Bergamo, che continua la sua promozione sociale sul territorio con Intesa Sanpaolo, è orgogliosa di aver sostenuto questo straordinario intervento di restauro, che ha garantito la salvaguardia di un’opera d’arte così preziosa, che ha permesso la scoperta di nuove sue componenti e l’approfondimento delle conoscenze ad essa legate, e che soprattutto ha reso possibile la fruizione di questo tesoro da parte delle future generazioni. Tutela e insieme trasmissione del nostro patrimonio artistico sono, crediamo, il miglior modo di interpretare la salvaguardia e la protezione dei beni storici e culturali del territorio, tra le priorità della missione istituzionale della nostra Fondazione».

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo: «L’anno della Capitale della Cultura non è solo un contenitore di eventi e di iniziative, lo abbiamo sempre detto. È anche un’occasione in cui abbiamo voluto e saputo valorizzare il patrimonio storico e artistico della nostra città, avviando o concludendo interventi di restauro e trasformazione molto significativi in tanti luoghi della cultura. La Fondazione MIA aggiunge un tassello importante a questo grande lavoro, restituendo alla città lo splendore dell’opera di Capoferri e Lotto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, monumento di proprietà del Comune di Bergamo, da quasi seicento anni amministrato dalla Misericordia Maggiore, che si è dedicata all’abbellimento del sacro edificio e al suo arricchimento, ornandolo di preziose opere d’arte e valorizzandone il prestigio. Nel frattempo, si è concluso il cantiere pilota sulla facciata dell’abside della chiesa: il Comune è al lavoro con la Soprintendenza per individuare la lavorazione più adatta per restaurare anche le parti esterne della Basilica e nei prossimi anni saremo impegnati nella cura della pietra che dona alla chiesa l’aspetto che tutti conosciamo».

Luciano Gritti, Bottega di Restauro ‘Luciano Gritti’: «Per un restauratore lavorare su un bene così prezioso è un vero onore. Per un anno e mezzo ci siamo presi cura del Coro con interventi che hanno unito tecniche tradizionali e innovative, anche grazie all’utilizzo di una tecnologia all’avanguardia. Ci siamo trovati davanti ad un’opera composta da mille opere, straordinaria: oltre alle numerose tarsie anche i più piccoli dettagli hanno rivelato un’attenzione progettuale ed esecutiva di raro valore e bellezza. Tutto ciò è stato possibile grazie ad una squadra competente e appassionata, in cui i giovani sono stati protagonisti».

Stefano Marziali, Project Manager Smart Puzzle e allestimento ‘Cantiere Vivo’: «Dopo un anno e mezzo dal suo avvio, ‘Cantiere Vivo’ si è rivelato un esempio eccezionale di buona gestione di un Bene Culturale. Il progetto non solo ha preservato uno dei beni artistici più importanti della città, ma ha migliorato l’immagine di Bergamo in Europa e la percezione della città come luogo di cultura. Fondazione MIA vuole dare continuità all’esperienza di ‘Cantiere Vivo’ e per questo motivo ha già avviato diverse attività. In particolare, la realizzazione del documento cinematografico ‘Restauratio Humana’ sul recupero del Coro di Lotto e Capoferri da parte dello studio Coral Climb per raccogliere e divulgare le scoperte e le riflessioni maturate in questi mesi di lavoro anche al grande pubblico».

Torna a splendere il Coro dei Laici nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo

Fondazione MIA e Fondazione Banca Popolare di Bergamo presentano il restauro del Coro dei Laici, parte del cinquecentesco Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto posto nella Basilica di Santa Maria Maggiore, in Città Alta a Bergamo. Si tratta della prima parte del più ampio intervento di restauro, ancora in corso, che restituirà alla città di Bergamo l’intera sequenza di tarsie lignee raffiguranti immagini di storie bibliche e simboliche, la cui esecuzione si colloca tra il 1523 e il 1555. Il Coro dei Laici, impreziosito da ventinove tarsie che rappresentano scene dell’Antico Testamento, disegnate dal Lotto e realizzate dal maestro intarsiatore Capoferri tra il 1523 e il 1530, è quello più recente – realizzato tra il 1553 e il 1555 – e occupa l’area absidale della Basilica. Il nome di questa sezione del Coro fa riferimento alla posizione in cui sedevano durante le celebrazioni i congregati laici di quella che oggi è la Fondazione MIA. Oltre alla sezione dedicata ai laici, il Coro ligneo si compone di una seconda parte, il Coro dei Religiosi, il cui restauro sarà ultimato entro l’autunno 2023.

IL RESTAURO E LE SCOPERTE

Il Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto – come la Basilica di Santa Maria Maggiore che lo custodisce – è gestito da Fondazione MIA che ne ha commissionato un importante restauro, avviato ad aprile 2022, curato da Luciano Gritti dell’omonima Bottega di restauro con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. Fondazione Banca Popolare di Bergamo è partner esclusivo dell’intervento. Il restauro, che si è reso necessario e urgente per preservare il bene dal deperimento causato dello scorrere del tempo, ha seguito le tecniche più innovative. I lavori hanno previsto il monitoraggio micro-climatico dell’ambiente; la campagna di analisi per studiare le tecniche esecutive e le antiche vernici; la pulitura svolta con metodi tradizionali e sistemi laser di ultima generazione; il consolidamento e la disinfestazione dell’opera; la scansione 3D dell’intero Coro e il rilievo CAD di tutti gli elementi che lo compongono; la campagna fotografica di documentazione. Grazie all’intervento di restauro, sono state scoperte opere inedite sia al pubblico che agli addetti ai lavori. La prima è un affresco di fine Trecento raffigurante una Madonna col Bambino, rimasta nascosta fino ad oggi dietro ad una tarsia del Coro. La seconda testimonianza è un’opera attribuita al pittore pavese del Cinquecento Francesco Rosso, intarsiata da Giovan Francesco Capoferri, raffigurante Caino e Abele. Fino ad oggi, gli studiosi erano convinti che la figura di Caino fosse stata persa per sempre. Si tratta di un ritrovamento straordinario, non solo perché questa tarsia, intatta e perfettamente conservata poiché inserita nella struttura portante del Coro, è visibile per la prima volta dal Cinquecento, ma anche perché alcune parti raffigurate si sono svelate come dipinte. La terza grande scoperta attiene all’antico sistema di “coperti” delle tarsie. Dalla metà del 1800 le tarsie sono state nascoste alla vista del pubblico da coperchi di legno e, prima del restauro, solo alcune erano osservabili durante le visite guidate. Smontando la parte presbiteriale del Coro, la più antica (il Coro dei Religiosi), si è scoperto che le tarsie con simbologie neoplatoniche lì disposte, erano in origine pensate come coperchi, “coperti” per l’appunto, delle tarsie a tema testamentario, ora posizionate nella metà absidale (il Coro dei Laici). Fino ad oggi gli studiosi non erano riusciti a spiegare la funzione dei “coperti”, non sapendo se qualificarli come ante o semplici coperchi da mettere e togliere per salvaguardare le opere. L’intervento di restauro ha rivelato un sistema unico e mai visto in un oggetto di questo tipo: le sedute del coro presbiteriale erano state predisposte per ospitare un originale sistema a scomparsa, ovvero la tarsia simbolica sarebbe sparita dietro l’alzata della seduta con un sistema a ghigliottina, lasciando scoperta la tarsia biblica.

CON IL ‘CANTIERE VIVO’ UN RESTAURO SEMPRE APERTO

Quello allestito all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore è un ‘Cantiere Vivo’ che, delimitato da pannelli di plexiglass su cui sono riportati testi, immagini e QR code che permettono l’approfondimento di contenuti storici e artistici legati all’opera e al suo contesto, mantiene l’area dei lavori sempre accessibile ai visitatori, che possono quindi sia ammirare il Coro cinquecentesco e le sue preziose tarsie in legno, sia osservare da vicino le tecniche di restauro e il lavoro dei professionisti in tempo reale. L’allestimento di tutta l’area di cantiere è stato ideato e realizzato da Smart Puzzle, un team di professionisti specializzato nella valorizzazione di beni culturali, con la direzione scientifica di Stefano Marziali. Il ‘Cantiere Vivo’ è protagonista dell’anno di Bergamo Brescia Capitale della Cultura: l’intera area rimarrà accessibile, negli orari di apertura della Basilica, fino al termine dei lavori (autunno 2023). Iniziativa di restauro e, insieme, di divulgazione culturale, ‘Cantiere Vivo’ è animato dall’intento di generare un impatto profondo sul territorio, con particolare attenzione ai più giovani. Il Cantiere ha infatti coinvolto anche numerosi studenti delle scuole del territorio di Bergamo e di Brescia – grazie alla collaborazione con Officina dello Storico, l’associazione che si occupa dell’organizzazione delle attività di valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Fondazione MIA – con un’adesione di oltre 1.200 studenti di scuole di ogni ordine e grado. Ad oggi, oltre 500 mila persone hanno visitato il cantiere di restauro del Coro ligneo di Capoferri e Lotto.

PUBBLICATE LE LETTERE DI LORENZO LOTTO ALLA FONDAZIONE MIA. QUATTRO INCONTRI PER CONOSCERE L’ARTISTA.

In occasione del restauro del Coro ligneo di Capoferri e Lotto, Fondazione MIA pubblica il volume “Lorenzo Lotto. Lettere. Corrispondenze per il coro intarsiato” (Officina Libraria, 2023) a cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi, con contributi di Antonella Anedda, Franco Cardini, Marco Carobbio, Enrico Maria Dal Pozzolo, Telmo Pievani.
L’opera riproduce integralmente le trentanove lettere inviate tra il 1524 e il 1532 da Lorenzo Lotto ai reggenti della Misericordia Maggiore di Bergamo. I documenti epistolari vertono sulla realizzazione dei cartoni per il progetto del coro di Santa Maria Maggiore di Bergamo: circa settanta disegni poi tradotti a intarsio con una quindicina di essenze lignee da Giovan Giovanni Francesco Capoferri e dalla sua bottega. Le lettere testimoniano sia le istruzioni epistolari che intercorrevano tra artista e committenti, sia il progressivo deteriorarsi dei loro rapporti, ma sono anche un documento imprescindibile per comprendere l’animo inquieto e geniale del maestro rinascimentale. Corredano il volume la riproduzione di tutte le tarsie bibliche del coro, oggetto del restauro, associate ai propri “coperti” come nelle intenzioni di Lotto.
L’anteprima di presentazione del volume è in programma per giovedì 13 aprile, alle ore 18.30, presso l’Accademia Carrara di Bergamo con l’intervento di Enrico Maria Dal Pozzolo, storico dell’arte esperto in pittura veneta dell’età rinascimentale e barocca (evento su prenotazione fino a esaurimento posti, telefonando allo 035211355 oppure scrivendo a info@fondazionemia.it). L’incontro è il primo della rassegna “Lotto. L’immaginazione e la luce”, un ciclo di quattro eventi, voluto da Fondazione MIA in occasione del restauro per approfondire la figura dell’artista veneziano, considerato uno dei più controversi e misteriosi del Rinascimento. Gli altri appuntamenti della rassegna sono: Lorenzo Lotto e la nascita della psicologia moderna con Flavio Caroli (20 aprile); Lorenzo Lotto e il suo tempo con Franco Cardini (27 aprile); Lotto, Copernico e la lanterna del mondo con Telmo Pievani (4 maggio). Tutti gli eventi si tengono in Basilica di Santa Maria Maggiore alle ore 20.45; introduzione musicale sul tema della luce a cura della Cappella di Santa Maria Maggiore con il coro diretto dal Maestro Cristian Gentilini. Ingresso libero. Il ‘Cantiere Vivo’ del Coro ligneo di Giovanni Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto è visitabile negli orari di accesso alla Basilica di Santa Maria Maggiore, che sono i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. Il sabato dalle 10.30 alle 18; domenica e festivi dalle 9 alle 10.30 e dalle 13.30 alle 18. Ingresso: 5€ per i non residenti a Bergamo e provincia; 2€ biglietto ridotto per giovani (14-25 anni) e over 70. Gratuito per residenti, bambini fino a 13 anni inclusi, disabili e accompagnatore, scuole fino al ciclo secondario, sacerdoti, suore, giornalisti, militari e forze dell’ordine. Il biglietto di ingresso comprende un’audioguida che si attiva direttamente dal proprio smartphone, disponibile in cinque lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo).

LE DICHIARAZIONI

Fabio Bombardieri, presidente Fondazione MIA: «È grande la soddisfazione della Fondazione MIA nel vedere realizzato, nell’anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, e a 500 anni dall’inizio dei lavori di costruzione, l’importantissimo restauro del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto, i cui risultati sono ampiamente superiori alle aspettative. I visitatori della Basilica potranno ora apprezzare, in tutto il loro splendore, le tarsie del Coro dei Laici e, dal prossimo autunno, anche quelle del Coro dei Religiosi che, ancora poco conosciute, rappresentano una straordinaria sorpresa. È un altro degli importanti recuperi, dopo quello del Monastero e della valle d’Astino, messo in atto in questi anni da Fondazione MIA nel solco della responsabilità civica e sociale acquisita nella sua pluricentenaria storia e nell’attività di gestione e cura della Basilica di Santa Maria Maggiore. Un grande ringraziamento, oltre al maestro Luciano Gritti e a tutti quelli che hanno contribuito al recupero dell’opera, a Fondazione Banca Popolare di Bergamo, per l’importante supporto. Infine, desidero rivolgere al pubblico l’invito a visitare gli ultimi mesi del ‘Cantiere Vivo’ del restauro del Coro dei Religiosi: vedere dal vivo il lavoro dei professionisti è un’occasione suggestiva, unica e irripetibile. Da non perdere».

Armando Santus, presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «Fondazione Banca Popolare di Bergamo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, sostiene l’intervento di restauro del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto in piena coerenza con la missione istituzionale tesa alla salvaguardia e protezione di pregevoli beni storici e culturali del territorio. Il Coro è sintesi perfetta e luminosa della storia dell’arte e della fede della comunità bergamasca: è collocato in Città Alta, cuore di Bergamo, nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, insieme al Duomo, i bergamaschi considerano la loro casa. Inoltre, questo restauro è avvenuto con modalità innovative e partecipate che permettono di coinvolgere non solo i numerosi turisti in visita in città, ma anche i bergamaschi, i più giovani e gli studenti, in particolare, che rappresentano il futuro nostro e della nostra Bergamo».

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo: «Questo intervento è un tassello importante nel grande progetto in corso in questi mesi in occasione dell’anno di Bergamo Brescia, Capitale Italiana della Cultura 2023. Ho detto tempo fa che ci stavamo preparando come se fossimo stati invitati a una grande festa e credo che quel che sta avvenendo in città e, in particolare, in Città Alta sia la dimostrazione che Bergamo ha deciso di presentarsi con il suo vestito migliore. Penso al centro Piacentiniano, ma anche a piazza Cittadella, ai lavori in corso in Casa Suardi e al museo archeologico, al complesso monumentale di Sant’Agostino e molto altro ancora. E anche questo gioiello aveva bisogno da tempo di un restauro. Il Comune ne è particolarmente felice, anche perché di questa basilica il Comune, forse non tutti lo sanno, è proprietario da secoli, da quando nel Quattrocento la Chiesa domandò un aiuto per conservarla e il Comune intervenì, affidandone la gestione alla Misericordia Maggiore che da allora, qui, è padrona di casa. Un grande ringraziamento, da parte mia, a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, a Fabio Bombardieri, a Giuseppe Epinati, ai componenti del direttivo della Fondazione MIA, e a Fondazione Banca Popolare di Bergamo per il suo importante supporto. Il Comune di Bergamo sta lavorando con la Soprintendenza per dare corso il prossimo anno a un altro importante intervento sulla basilica, ovvero il restauro delle pareti esterne dell’abside: proprio in questi ultimi mesi sono stati eseguiti cantieri pilota per decidere il miglior modo di intervenire su questo grande patrimonio della nostra città, in preparazione al cantiere del primo lotto che pensiamo di realizzare nell’arco del 2024».

Luca Rinaldi e Angelo Loda, Direttore generale e Responsabile settore storico-artistico Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia: «Quando il Ministero della Cultura scelse Bergamo e Brescia insieme come Capitale della Cultura per l’anno 2023 lo fece con il preciso intento, non solo di ricordare le sofferenze patite insieme da queste due province durante il biennio pandemico, ma anche di sottolineare quanto fosse unitario e condiviso il patrimonio storico e culturale che dai tempi della Dominante Serenissima collega le due realtà. E ciò sottendeva anche che nel 2023 si promuovessero eventi culturali atti a valorizzare un patrimonio culturale quanto mai ricco e variegato; eventi che fossero non solo di carattere espositivo, ma che riguardassero anche il restauro di beni mobili ed immobili per una corretta tutela e valorizzazione. E grandi restauri si stanno susseguendo in entrambe le province a partire da quello degli immensi teleri di Tiepolo per la Basilica di Verolanuova, proposto al pubblico a partire dal mese di febbraio con due piattaforme per una visione ravvicinata delle tele. L’odierna presentazione del restauro del coro ligneo di Giovanni Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto è tessera quanto mai significativa di questo variegato mosaico, non solo per l’indiscutibile valore del manufatto in sé all’interno della cornice di una delle chiese bergamasche più ricche di tesori d’arte e di fede, ma anche per le innovative metodologie condotte da Luciano Gritti e dalla sua équipe di lavoro, tali da restituire se non “all’antico splendore” come si è soliti dire, ma ad una leggibilità assai migliore le tarsie che nel corso dei secoli erano state più volte “aggiustate” in maniera spesso impropria”.

Corrado Benigni, presidente Commissione Cultura Fondazione MIA e curatore del volume “Lorenzo Lotto. Lettere”: “Sono molti i motivi per leggere questo epistolario. Innanzitutto, perché contiene una precisa relazione dei progressi del lavoro per la realizzazione dei disegni del Coro ligneo, ma anche perché questa corrispondenza si integra perfettamente con il processo creativo. Le immagini nel Coro lasciano trapelare anche enigmi non facilmente risolvibili. Va anche detto che Lotto teneva molto alle immagini che aveva ideato per questo progetto, tanto che non cessò mai di rinnovare le sue richieste di restituzione dei cartoni, temendo che qualcuno se ne appropriasse indebitamente. Aggiungo che, tra le righe della corrispondenza con i reggenti della Misericordia Maggiore, possiamo cogliere come Lotto muova il suo pensiero e il suo disappunto attraverso la scrittura, nelle sottigliezze delle espressioni verbali del suo tempo, nelle inflessioni dialettali. Le Lettere sono dunque un documento straordinario per comprendere la complessa personalità del maestro veneziano».

Fondazione BPB sostiene il restauro del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto nella Basilica di Santa Maria Maggiore

Fondazione MIA e Fondazione Banca Popolare di Bergamo presentano ‘Cantiere Vivo’, il progetto di restauro del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto situato nella Basilica di Santa Maria Maggiore, edificata nel XII sec. nel cuore medioevale di Bergamo Alta.

Questo intervento, che si concluderà nel 2023, in tempo per celebrare al meglio l’importante appuntamento di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, è concepito come un cantiere aperto, multimediale e interattivo per avvicinare i giovani, e non solo, all’arte e alla storia di Bergamo.

Il Coro ligneo, annoverato a pieno titolo tra le opere più rilevanti del patrimonio storico-artistico lombardo, impreziosisce la Basilica di Santa Maria Maggiore, che la tradizione vuole edificata dai bergamaschi nel 1135 per ottemperare a un voto fatto alla Madonna nel 1133. La Basilica di Santa Maria Maggiore custodisce, tra i suoi tesori, anche il monumento funebre al compositore Gaetano Donizetti.

In occasione dell’importante restauro, a cura della Fondazione MIA saranno pubblicate le Lettere che Lorenzo Lotto inviò agli allora reggenti della Misericordia Maggiore in un’edizione speciale. Il volume sarà arricchito dal contributo di sette brevi saggi di altrettanti importanti studiosi italiani nel campo dell’arte, della storia e della letteratura.

L’INTERVENTO: TECNOLOGIA A SERVIZIO DEL RESTAURO

Il Coro ligneo è gestito, come l’intera Basilica di Santa Maria Maggiore che lo custodisce, dalla Fondazione MIA. L’opera è composta da una sequenza di tarsie lignee raffiguranti immagini di storie bibliche e simboliche, realizzata tra il 1523 e il 1555. Il restauro, che si è reso necessario e urgente per preservare il bene dal deperimento causato dello scorrere del tempo, segue le tecniche più innovative. I lavori prevedono il monitoraggio micro-climatico dell’ambiente; la campagna di analisi per studiare le tecniche esecutive e le antiche vernici; la pulitura svolta con metodi tradizionali e sistemi laser di ultima generazione; il consolidamento e la disinfestazione dell’opera.

L’intervento di restauro, eseguito da Bottega Luciano Gritti con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, vede come partner esclusivo Fondazione Banca Popolare di Bergamo che per l’importante intervento ha stanziato un contributo di 200 mila euro su un investimento complessivo di 315 mila euro sostenuto da Fondazione MIA.

IL ‘CANTIERE VIVO’: UN RESTAURO IN TRASPARENZA

Il restauro del Coro ligneo è stato intitolato ‘Cantiere Vivo’ perché mantiene l’area dei lavori aperta ai visitatori che possono accedervi e seguire il lavoro dei professionisti all’opera. L’allestimento di tutta l’area di cantiere è stato ideato e realizzato da Smart Puzzle, un gruppo di professionisti guidato da Stefano Marziali specializzato nella valorizzazione di Beni Culturali e docente alla Scuola di restauro dell’Accademia di Verona. Grazie a questo intervento, un’area solitamente preclusa al pubblico si trasforma in uno spazio aperto, raccontato con l’allestimento di pannelli di plexiglass su cui sono riportati diversi contenuti: testi, immagini e QRcode che permettono sia la visione dei lavori che l’approfondimento di contenuti storici e artistici, legati all’opera e al suo contesto. Sfruttando la superficie delle barriere perimetrali del cantiere, il progetto prevede la creazione di una sorta di ‘diaframma’ trasparente tra l’area del cantiere e il pubblico, capace di mostrare cosa succede all’interno e comprendere ancora meglio la genesi storico-artistica del Coro.

IL CANTIERE VIVE ANCHE GRAZIE AI GIOVANI: UN PROGETTO INCLUSIVO PER DIPLOMANDI E NEOLAUREATI

‘Cantiere Vivo’ sarà visitabile e liberamente accessibile ai visitatori della Basilica per fornire ulteriori dettagli nella scoperta di una delle opere più emblematiche dell’arte lombarda.

Questa innovativa iniziativa di restauro e, insieme, di divulgazione è animata dall’intento profondo di generare un impatto sul territorio, con particolare attenzione ai più giovani. Sono proprio i giovani a fare da trampolino di lancio al ‘Cantiere Vivo’ che si fa evento culturale, trasformandosi anche in opportunità di lavoro. Nelle numerose attività di cantiere è previsto il coinvolgimento di diplomandi e neolaureati; saranno infatti proposti tirocini formativi a studenti degli enti di formazione del territorio, fornendo così un’occasione di sviluppo e avvio alla professione.

L’attività del restauro diventa un’azione culturale al servizio della comunità, della sua partecipazione e della sua consapevolezza. Il restauro genera cultura, come spiega Fabio Bombardieri, Presidente Fondazione MIA: “Il restauro del Coro ligneo è un evento storico in quanto l’ultimo significativo intervento è avvenuto oltre un secolo fa (1902). Il Coro di Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto rappresenta un’opera artistica fondamentale sia sotto il profilo artistico sia sotto quello religioso. Conosciuta in tutto il mondo, è l’opera più importante commissionata dalla Misericordia Maggiore a uno dei più importanti maestri del Rinascimento. La MIA è sempre stata vicina alla gente e questa sua particolare attenzione emerge anche in questo grandioso progetto che, nella tradizione della Biblia Pauperum, cerca di tradurre in immagini gli episodi raccontati nel Vecchio Testamento. L’intervento fa parte del più ampio programma che la Fondazione MIA sta realizzando per il recupero e la conservazione del prezioso patrimonio artistico sia della Basilica che del Monastero di Astino, con l’obiettivo di restituirli alla città in tutta la loro bellezza e magnificenza in occasione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023.”

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo onlus: “Quando, alcuni mesi fa, la Fondazione MIA ci ha chiesto di partecipare al progetto del restauro del coro della Basilica di Santa Maria Maggiore, la parola che più ci ha conquistati è stata ‘trasparenza’. Solitamente tutta l’attività di restauro di un bene del patrimonio artistico è protetta, in primis alla vista, e non condivisa con la cittadinanza. Forse perché si pensa che non sia sufficientemente avvincente o comprensibile dai più. Il progetto della Fondazione MIA ribalta la prospettiva. Per noi significa restituire il giusto spazio all’opera dei professionisti del settore, riconoscimento che, oggi più che mai, apprezziamo e condividiamo. Con la partecipazione a questo cantiere ‘vivo’, Fondazione, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, rinnova il suo impegno per la cultura e per la valorizzazione del patrimonio artistico e storico, e traguarda l’appuntamento di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura; lo fa nel segno della responsabilità verso la memoria del nostro territorio, la sua conservazione e la sua comunicazione alla cittadinanza, perché ciascuno di noi sia consapevole non solo di essere parte di una narrazione collettiva, ma di essere il custode della sua bellezza.”.

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo: “Penso che l’intervento di Fondazione MIA, sostenuto da Fondazione Banca Popolare di Bergamo, sia davvero un tassello in più del grande fermento di questi mesi nella nostra città in vista di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. Quest’anno avvieremo un cantiere-pilota per capire come intervenire sull’abside della Basilica di Santa Maria Maggiore, per poi proseguire, nel 2024, con un intervento importante da un milione di euro per il primo lotto delle facciate. Ancora quest’anno invece interverremo sulla scala che separa la Basilica di Santa Maria maggiore dall’Ateneo. Quindi come Comune, con Fondazione MIA e Fondazione Banca Popolare di Bergamo, ci mettiamo d’impegno per cercare di conservare il grande patrimonio di questa città e di questa Basilica, che ha una storia così particolare, essendo di proprietà del Comune che, secoli fa, la diede in gestione alla Fondazione MIA”.

Stefano Marziali, Project Manager Smart Puzzle e allestimento ‘Cantiere Vivo’: “Cantiere Vivo è un’occasione unica per raccontare la storia affascinante del Coro della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo e la professionalità dell’intervento di restauro condotto dalla Bottega Luciano Gritti. Per Smart Puzzle, poter accompagnare i visitatori nel riscoprire il Coro ligneo attraverso un allestimento trasparente e interattivo è un’occasione importante di confronto con uno dei beni più preziosi dell’intera città di Bergamo”.

Corrado Benigni, Presidente Commissione Cultura Fondazione MIA e curatore del volume Lettere di Lorenzo Lotto: “Le lettere che Lorenzo Lotto inviò agli allora reggenti della Misericordia Maggiore rappresentano un documento straordinario per comprendere la sofferta genealogia dei disegni preparatori del Coro ligneo, a cui l’artista dedicò molti anni di lavoro, oggetto di continui ripensamenti e varianti. Queste lettere – la cui ultima pubblicazione, oggi introvabile, è del 1968, curata da Luigi Chiodi – sono anche una preziosa testimonianza dell’animo tormentato di Lotto, non a caso definito un artista-psicologo. La scrittura è una componente fondamentale nell’opera e nella vita del maestro veneziano. Questo spiega perché la sua personalità sia eccezionalmente ben documentata per un pittore italiano del Cinquecento”.