Nuove attrezzature per la mensa dei Frati Cappuccini di Bergamo. Continua l’impegno di Fondazione BPB contro povertà e emarginazione

C’è una solidarietà che si misura nei pasti distribuiti ogni giorno, nell’accoglienza offerta alle persone più fragili, nel lavoro silenzioso di centinaia di volontari. E c’è un modo concreto per sostenerla: mettere chi opera quotidianamente al servizio degli altri nelle condizioni di farlo sempre meglio.

Con questo spirito, Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico sostiene con un contributo di circa 17 mila euro l’acquisto di nuove attrezzature destinate alla Mensa Opera Padre Alberto Beretta dei Frati Minori Cappuccini di Bergamo, contribuendo al rinnovamento della cucina e degli spazi di servizio attraverso la fornitura di un armadio freezer, di un abbattitore e di una macchina industriale lavapavimenti. La richiesta nasce dall’aumento delle persone accolte, circa 200 ogni giorno per sei giorni alla settimana, e dalla necessità di adeguare la dotazione della mensa per garantire un servizio sempre più efficiente.

L’intervento si inserisce in un percorso che la Fondazione porta avanti da tempo a favore delle realtà che, ogni giorno, rappresentano un presidio fondamentale contro la povertà e l’emarginazione.

Solo pochi mesi fa la Fondazione ha destinato 50 mila euro al Patronato San Vincenzo per il completo rinnovamento delle cucine, consentendo la realizzazione di spazi più funzionali e l’aumento della capacità di preparazione dei pasti. Un investimento che non si limita a sostenere un’attività assistenziale, ma crea condizioni strutturali che permettono al volontariato e alla solidarietà di continuare a operare nel tempo.

Due interventi diversi, ma ispirati dalla stessa idea: aiutare chi aiuta, fornendo strumenti che rendano il servizio alle persone più fragili sempre più efficace, accogliente e capace di rispondere ai bisogni della comunità.

Accanto a questi interventi, la Fondazione continua a sostenere numerose realtà impegnate quotidianamente nel contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, tra cui la Fondazione don Fausto Resmini, l’Associazione La Quercia di Mamre, la cooperativa don Giuseppe Ferrari, la cooperativa Promozione Umana, oltre al costante sostegno assicurato negli anni ai Centri di Aiuto alla Vita, all’Istituto Palazzolo, alla Fondazione Bonomelli e a molte altre organizzazioni che costituiscono una rete indispensabile di prossimità, accoglienza e cura del territorio.

Per la Fondazione, sostenere queste realtà significa non soltanto contribuire alle attività quotidiane, ma investire nella loro capacità di continuare a svolgere una funzione essenziale per la comunità.

Armando Santus, Presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: «La nostra Fondazione è accanto a chi, ogni giorno, si prende cura delle persone più fragili e affronta con competenza, generosità e discrezione le tante forme della povertà. Crediamo che il modo migliore per sostenere questo impegno non sia limitarsi a interventi episodici, ma contribuire a realizzare quelle infrastrutture della solidarietà che consentono al volontariato di operare nelle migliori condizioni possibili. Una cucina rinnovata, un’attrezzatura adeguata, uno spazio più funzionale non sono semplicemente beni materiali: sono strumenti che permettono di accogliere meglio, di preparare più pasti, di offrire un servizio più dignitoso ed efficiente. Sono investimenti che restano nel tempo e continuano a produrre valore per tutta la comunità».

Il Festival Treccani della Lingua Italiana 2026 approda in Valle Seriana (Bergamo).

Per la prima volta la Valle Seriana ospita una tappa del Festival Treccani della Lingua Italiana, uno dei più autorevoli appuntamenti culturali nazionali promossi da Fondazione Treccani Cultura. L’appuntamento è in programma sabato 18 e domenica 19 luglio 2026 nei comuni di Gromo e Clusone, due borghi medievali tra i più significativi della Lombardia, entrambi appartenenti all’associazione I Borghi più belli d’Italia e al network delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano.

Sabato 18 luglio ore 16,30 presso la Sala Filisetti Romano di Gromo si terrà l’inaugurazione con la partecipazione del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Gromo e da Fondazione Treccani Cultura, con la partecipazione del Comune di Clusone e del Sistema Bibliotecario Val Seriana.

L’iniziativa si avvale del contributo e del patrocinio della Provincia di Bergamo e del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei Fiumi Brembo e Serio (BIM), del contributo di Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico, Intesa Sanpaolo, e di numerose realtà imprenditoriali del territorio: Fonti Pineta Acqua Minerale, Farmacia Taddei, Negroni Real Estate, Arredo Legno, Fornoni Soluzioni Informatiche, Fra.Mar, oltre al patrocinio dell’Università degli studi di Bergamo, di PromoSerio – Agenzia per il territorio della Valle Seriana e della Valle di Scalve e di UniAcque. Progettazione e coordinamento: Briane, L’Aquilone Cooperativa Sociale.

Partecipa inoltre all’iniziativa la Fondazione Casa dell’Orfano di Clusone, che per l’occasione mette a disposizione una preziosa copia storica dell’Enciclopedia Treccani, autografata dall’editore, destinata a entrare nel percorso espositivo del Festival come testimonianza del legame tra il patrimonio culturale nazionale e la storia del territorio.

La scelta di Gromo e Clusone riflette la volontà del Festival di valorizzare luoghi in cui il patrimonio storico, artistico e paesaggistico continua a dialogare con il presente. Due borghi che, per storia e identità, offrono il contesto ideale per ospitare una riflessione sul valore della lingua, della cultura e del dialogo, confermando come anche i territori più decentrati possano diventare protagonisti di una proposta culturale di respiro nazionale.

IL ‘DIALOGO’ FILO ROSSO DELL’INIZIATIVA

La IX edizione del Festival Treccani della Lingua Italiana è dedicata alla parola “Dialogo”, scelta come chiave di lettura per una riflessione multidisciplinare sul ruolo della lingua italiana nella società contemporanea.

Il dialogo viene proposto come strumento di confronto, ascolto e costruzione di relazioni, capace di favorire la comprensione reciproca nei diversi ambiti della vita sociale, culturale e istituzionale. In un tempo caratterizzato da polarizzazioni e conflitti, il Festival invita a riscoprire il valore della parola come occasione di incontro, crescita e partecipazione.

La tappa di Gromo e Clusone porta questa riflessione all’interno di un contesto territoriale ricco di storia, tradizioni e identità, creando un ponte tra cultura nazionale e patrimonio locale. Le lezioni magistrali, le visite guidate, la mostra, i laboratori e gli appuntamenti pubblici trasformano i due borghi in un laboratorio diffuso dedicato alla lingua, alla cittadinanza e alla cultura.

Particolare attenzione è rivolta alle giovani generazioni, grazie a iniziative specifiche dedicate a bambini e ragazzi e al coinvolgimento del Sistema Bibliotecario Val Seriana in un percorso preparatorio sul tema del dialogo.

Il Festival Treccani della Lingua Italiana conferma così la propria vocazione a portare nei territori occasioni di confronto culturale di alto profilo, valorizzando al tempo stesso le identità locali e il patrimonio delle comunità che lo ospitano. In Valle Seriana, il tema del dialogo troverà una declinazione concreta nell’incontro tra cultura nazionale, memoria dei luoghi e partecipazione delle comunità.

IL PROGRAMMA PRE FESTIVAL

Aspettando il Festival Treccani – con la partecipazione del Sistema Bibliotecario Val Seriana

Martedì 14 luglio 2026 – Ardesio

Ore 20.30 – Sala Consiliare Comune di Ardesio

Incontro con il pubblico: “Paesaggio come Dialogo fra uomo e natura” con:

  • Fabio Deotto, scrittore, editor e giornalista, autore di saggi, romanzi e approfondimenti per riviste nazionali e internazionali occupandosi di scienza, cultura e politica

Mercoledì 15 luglio 2026 – Gandino

Ore 20.30 – Piazza Vittorio Veneto, Salone della Valle

Incontro con il pubblico: “Terre alte in movimento: abitare e produrre nelle montagne di mezzo” con

  • Fulvio Adobati, Professore Associato di Urbanistica – Università degli studi di Bergamo, Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate (Dalmine); Direttore del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” (Bergamo)

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Sabato 18 luglio 2026 – Gromo Ore 15.00 – Piazza Dante

Visita guidata al borgo medievale.

Ore 16.30 – Sala Filisetti Romano

Inaugurazione del Festival e saluti istituzionali. Conduce Alma Maria Grandin, giornalista TG1 RAI.

Ore 17.00 Politica e istituzioni: il linguaggio per il dialogo con i cittadini”

  • Michele Cortelazzo, professore emerito di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Padova e Accademico della Crusca
  • Remo Morzenti Pellegrini, già Rettore dell’Università degli studi di Bergamo e vicepresidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione

Ore 18.00 – Sala Filisetti Romano

“Arte e spettatore in dialogo

  • Nicolas Ballario, critico d’arte contemporanea, giornalista e divulgatore culturale, volto del programma RAI3 Splendida Cornice.
  • Simone Facchinetti, storico dell’arte, docente presso l’Università del Salento.

Ore 18.45 – Palazzo Milesi, Sala Consiliare

Inaugurazione della mostra fotografica “Dialoghi nel tempo. Ricostruzione e sguardo al futuro nelle fotografie dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (1946 1974)”, a cura dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo. In mostra una selezione di 26 fotografie provenienti dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, un patrimonio di oltre 7 milioni di fotografie che raccontano la storia dell’Italia dagli anni ’30 agli anni ’90 del Novecento.

La mostra sarà inoltre arricchita dall’esposizione di una copia storica dell’Enciclopedia Treccani, autografata dall’editore e concessa dalla Fondazione Casa dell’Orfano di

Clusone, testimonianza del valore che l’opera enciclopedica ha rappresentato nella diffusione della conoscenza e della cultura nel nostro Paese.

Ore 21.00 – Piazza Dante

Concerto a cura del Corpo Musicale di Gromo “Di pietra, fuoco e acqua. Gromo in musica tra storia, leggenda e memorie”, dirige il Maestro Francesco Maffeis.

Domenica 19 luglio 2026 – Clusone Ore 9.30 – Sala Legrenzi

“Paesaggio come dialogo fra uomo e natura”

  • Fabio Deotto, scrittore, editor e biotecnologo, autore di saggi, romanzi e approfondimenti che esplorano l’intersezione di scienza, cultura e politica
  • Renato Ferlinghetti, professore di Geografia presso l’Università degli studi di Bergamo

Ore 10.30 – Parco Nastro Azzurro

Parola a Topolino, laboratorio di fumetto per i più piccoli con Blasco Pisapia,

disegnatore ufficiale di Topolino.

(In caso di maltempo, il laboratorio sarà spostato negli spazi del MAT – Museo Arte Tempo)

Ore 11.30 – Piazza dell’Orologio

Visita guidata al borgo medievale.

Domenica 19 luglio 2026 – Gromo Ore 11.00 – Piazza Franzini (portici)

“Oltre le parole: il coraggio e la fatica del dialogo”

  • Beatrice Cristalli, linguista, formatrice e consulente editoriale per Mondadori Education e Rizzoli Education, specializzata nello studio dei linguaggi contemporanei e generazionali.

Le Lectio magistralis sono ad ingresso libero.

LE DICHIARAZIONI

Sara Riva, Sindaco di Gromo: “Dopo anni di costante impegno nell’ambito culturale, con questa prestigiosa iniziativa il Comune di Gromo, in sinergia con Clusone, compie un vero e proprio salto di qualità. Per un piccolo paese come il nostro, poter ospitare un evento di portata nazionale come il Festival Treccani della Lingua Italiana rappresenta un’opportunità unica e straordinaria. Siamo profondamente onorati di accogliere questa manifestazione, certi che rappresenti un’occasione imperdibile di valorizzazione per tutto il territorio.

Questo Festival dimostra concretamente come i nostri Comuni non abbiano nulla da invidiare ai grandi centri in termini di proposta e attivismo culturale. Si tratta sicuramente di una visione ambiziosa, che è stata pienamente condivisa dalla Fondazione Treccani e da tutte le realtà che hanno creduto fin da subito in questo progetto e che ringrazio sentitamente, a nome di tutta la cittadinanza, per il prezioso sostegno.

La parola di questa edizione, dialogo, si sposa perfettamente con lo spirito dell’iniziativa, nata proprio per accorciare le distanze e favorire un proficuo scambio tra i piccoli comuni montani e le grandi città. La cultura si conferma così il volano fondamentale per lo sviluppo sociale, economico e turistico delle nostre valli.

Questa importante tappa, inoltre, consolida ulteriormente il legame con Clusone: due comunità unite non solo dalla vicinanza geografica, ma anche dai marchi d’eccellenza che entrambe le località hanno saputo ottenere e conservare, ossia l’appartenenza ai Borghi più belli d’Italia e il riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Insieme siamo pronti a dimostrare il valore del nostro territorio su un palcoscenico di rilievo nazionale”.

Massimo Morstabilini, Sindaco di Clusone: “È con immensa soddisfazione che annunciamo la presenza di Clusone tra le tappe del Festival Treccani della Lingua Italiana 2026. Vedere un’istituzione culturale così autorevole scegliere la nostra cittadina è la conferma del grande potenziale attrattivo dei nostri borghi. Un ringraziamento speciale va agli amici del Comune di Gromo: la collaborazione attiva tra le nostre due realtà, entrambe eccellenze riconosciute tra i Borghi più belli d’Italia e tra le Bandiere Arancioni, è stata la chiave per portare sul territorio un evento di portata nazionale. Insieme a Gromo, Clusone diventerà per un fine settimana il palcoscenico della lingua e della cultura italiana, un’occasione unica di crescita, incontro e promozione di cui siamo profondamente fieri».

Mario Romano Negri, Presidente di Fondazione Treccani Cultura: “Portare il Festival Treccani della Lingua Italiana a Gromo e Clusone, due borghi di straordinaria bellezza e forte identità culturale, riflette pienamente lo spirito di questa edizione dedicata al dialogo. In questi luoghi, dove storia, memoria e tradizioni continuano a dialogare con il presente, il Festival diventa un’occasione di incontro e confronto tra persone e generazioni diverse, per riscoprire e valorizzare il legame tra lingua, comunità e territorio”.

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: “Sostenere una tappa del Festival Treccani della Lingua Italiana in Valle Seriana significa contribuire a portare sul territorio un’iniziativa di altissimo profilo culturale, capace di coinvolgere studiosi, divulgatori e cittadini attorno a temi che riguardano tutti. Crediamo che la cultura debba essere accessibile e diffusa, non concentrata esclusivamente nei grandi centri urbani, ma capace di raggiungere anche i borghi, le vallate e le comunità che rappresentano una parte fondamentale dell’identità del nostro territorio. La scelta di Gromo e Clusone dimostra come qualità, prestigio e partecipazione possano trovare casa anche in contesti decentrati, valorizzandone la storia, il patrimonio e la vitalità culturale. Per questo Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene con convinzione iniziative che rendono la cultura un’occasione di incontro, crescita e condivisione aperta a tutti”.

Daniele Pastore, Direttore regionale Lombardia Nord Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Con il Festival Treccani, Intesa Sanpaolo sostiene la cultura come leva di valorizzazione dei territori. Le fotografie della storica agenzia fotogiornalistica Publifoto, valorizzate dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo all’interno delle Gallerie d’Italia di Torino, raccontano un dialogo tra memoria e comunità, rendendo accessibile il patrimonio culturale e favorendo occasioni di incontro e riflessione anche nei borghi. Un impegno che contribuisce a generare crescita, partecipazione e valore condiviso per le comunità della Valle Seriana”.

Gianfranco Gafforelli, Presidente Provincia di Bergamo: “La tappa del Festival Treccani a Gromo e Clusone rappresenta un’importante occasione di crescita culturale e di valorizzazione del nostro territorio. Accogliere un’iniziativa di così alto profilo in due dei borghi più belli e significativi della Bergamasca significa riconoscere il ruolo che la cultura svolge nel promuovere conoscenza, partecipazione e sviluppo delle comunità locali. La Provincia di Bergamo guarda con particolare favore a eventi che sanno coniugare approfondimento, dialogo e valorizzazione delle identità territoriali. Gromo e Clusone, con la loro storia, il loro patrimonio artistico e il loro straordinario contesto paesaggistico, offrono una cornice ideale per ospitare riflessioni sui grandi temi del nostro tempo. Ringrazio la Fondazione Treccani, il Comune di Gromo e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione per aver scelto il nostro territorio. Sono certo che le giornate del 18 e 19 luglio sapranno coinvolgere cittadini, giovani e visitatori, contribuendo a rafforzare il legame tra cultura e comunità, elemento fondamentale per costruire il futuro della nostra provincia”.

Massimo Scandella, Presidente Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei Fiumi Brembo e Serio (BIM): “Non poteva mancare il sostegno del Consorzio BIM del Lago di Como e Fiumi Brembo e Serio a quest’iniziativa. Complimenti ai Comuni di Gromo e Clusone per aver portato in Val Seriana una tappa della IX edizione del Festival Treccani, un evento di rilevanza nazionale che darà ulteriore prestigio a due dei “Borghi più belli d’Italia”, entrambi conosciuti anche per la propria storia, per la propria identità, per la propria cultura, e che sarà un’ulteriore testimonianza della bellezza e delle unicità che caratterizzano il nostro territorio”.

Daniele Esposito, Sindaco di Albino e Presidente del Sistema Bibliotecario della Val Seriana: “Le biblioteche della Val Seriana rappresentano da sempre un presidio di cittadinanza e cultura diffusa sul territorio, luoghi di incontro tra generazioni, linguaggi e comunità. Accogliamo con grande favore questa tappa del Festival Treccani, che trova nelle nostre biblioteche un naturale punto di riferimento e prosecuzione sul territorio, in perfetta sintonia con il tema del dialogo che da sempre anima il nostro lavoro quotidiano. Anche le nostre biblioteche partecipano all’evento con un percorso di avvicinamento sul tema dell’ambiente come dialogo tra uomo e natura con la presenza in biblioteca dello scrittore Fabio Deotto e del professor Fulvio Adobati. Ringraziamo la Fondazione Treccani e i Comuni di Gromo e Clusone per questa importante occasione offerta alla Valle Seriana”.

Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo: “Il Festival Treccani della Lingua Italiana rappresenta un’importante occasione per riflettere sul ruolo della lingua come strumento di conoscenza, relazione e partecipazione alla vita civile. Il tema del dialogo, al centro di questa edizione, richiama una delle missioni fondamentali dell’università: promuovere il confronto tra idee, discipline e persone, creando spazi di ascolto e di crescita condivisa. Siamo particolarmente lieti di sostenere un’iniziativa che porta nel cuore della Valle Seriana un appuntamento culturale di rilievo nazionale, valorizzando al tempo stesso il patrimonio storico, sociale e culturale di questo territorio. La presenza di docenti e studiosi del nostro Ateneo all’interno del programma testimonia inoltre il forte legame tra l’Università degli studi di Bergamo e le comunità locali, nella convinzione che la diffusione della conoscenza e il dialogo con il territorio siano elementi essenziali per generare sviluppo culturale e coesione sociale.”

“Comunità in dialogo – II edizione. Fare comunità, da 35 anni”. Luglio-novembre 2026

Nel 2026 Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico celebra 35 anni di attività con la seconda edizione della rassegna “Comunità in dialogo”: quattro incontri pubblici aperti alla città, dedicati a cultura, educazione, filantropia e pace, con alcune delle più autorevoli voci del panorama culturale, educativo e civile italiano.

Dopo la prima edizione del 2025 – dedicata al rapporto tra economia e bene comune – la rassegna torna con quattro prospettive diverse, unite da un unico orizzonte: interrogarsi su che cosa significhi oggi fare comunità.

Tutti gli incontri sono moderati da Alberto Ceresoli, direttore de L’Eco di Bergamo, e si svolgono presso la Sala Funi di via Roma 2 (sede di Intesa Sanpaolo e Fondazione Banca Popolare di Bergamo), nel centro città. Al termine di ogni incontro, un aperitivo per continuare il dialogo.

–Ingresso libero e gratuito, è richiesta la registrazione qui

1. La cultura che costruisce cittadinanza

Giovedì 16 luglio 2026, ore 18

Il primo appuntamento della rassegna mette al centro il valore pubblico della cultura, la sua capacità di tenere insieme memoria, identità e futuro, generando consapevolezza e partecipazione.

Saluti introduttivi:

  • Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF
  • Daniele Pastore, Direttore Lombardia Nord Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo
  • Elena Carnevali, Sindaca di Bergamo
  • Gianfranco Gafforelli, Presidente della Provincia di Bergamo
  • Mons. Davide Pelucchi, Vicario generale della Diocesi di Bergamo

In dialogo:

  • Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore
  • Roberta Frigeni, Direttrice Museo delle Storie di Bergamo

2. Passione educativa, passione per la comunità

Giovedì 24 settembre 2026, ore 18

Il secondo incontro guarda al mondo dei giovani e alla sfida educativa come a un investimento decisivo sul futuro del territorio, perché ogni comunità si costruisce a partire dalle opportunità che sa offrire alle nuove generazioni.

Intervengono:

  • don Dario Acquaroli, Direttore Comunità don Lorenzo Milani
  • Francesca Galbiati, Direttrice IMIBERG Bergamo
  • Roberto Samaden, Responsabile settore giovanile Atalanta Bergamasca Calcio

3. La filantropia che fa crescere la comunità

Giovedì 22 ottobre 2026, ore 18

La filantropia, oggi, non è soltanto sostegno economico: è capacità di leggere i bisogni, costruire alleanze e generare opportunità. Il terzo appuntamento propone una riflessione sul ruolo delle fondazioni, dell’impresa responsabile e delle istituzioni nella crescita delle comunità.

Intervengono:

  • Giovanni Bazoli, Presidente emerito Intesa Sanpaolo
  • Gianfelice Rocca, Presidente Gruppo Techint, Presidente Humanitas e Presidente Fondazione Rocca

4. Costruire la pace

Giovedì 12 novembre 2026, ore 18

Il quarto appuntamento propone una riflessione sul significato della pace nel nostro tempo e sul contributo che persone, istituzioni e comunità possono offrire per costruirla, custodirla e promuoverla. Un confronto tra pensiero laico e tradizione cristiana sul ruolo della responsabilità, dell’educazione, della fraternità e del dialogo nella costruzione di una convivenza più giusta e pacifica.

Intervengono:

  • Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
  • Mauro Ceruti, filosofo, teorico del pensiero complesso e professore emerito dell’Università IULM di Milano

Assistenza sociale, cultura e patrimonio al centro del Bilancio Sociale 2025 approvato insieme al rinnovo degli organi di Fondazione BPB

Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico approva, oltre al Bilancio economico, il Bilancio Sociale 2025, che racconta un anno di consolidamento dell’attività filantropica a servizio del territorio bergamasco, con erogazioni complessive pari a oltre 800 mila euro (805.319), di cui 500 mila ordinarie e 300 mila straordinarie.

Nel suo trentaquattresimo anno di attività, la Fondazione conferma così il proprio ruolo di servizio alla comunità bergamasca.

Un impegno che si è sviluppato su tutti gli ambiti di intervento della Fondazione – dall’assistenza sociale alla promozione dell’arte e della cultura, dalla tutela del patrimonio artistico alla ricerca scientifica e alla formazione – confermando una presenza attenta e continua accanto ai bisogni della comunità.

ASSISTENZA SOCIALE PRIORITÀ, QUASI METÀ DELLE RISORSE

L’assistenza sociale alle persone fragili si conferma il principale ambito di intervento, con il 48,1% delle erogazioni ordinarie (243.419 euro) destinate a sostenere mense, centri di accoglienza, progetti di reinserimento lavorativo e iniziative di supporto alle categorie più in difficoltà: donne, giovani, persone private della libertà personale.

Accanto a questo, la Fondazione ha continuato a investire nella cultura e nell’arte (123.500 euro), nella tutela del patrimonio, nell’istruzione e nella ricerca, contribuendo alla qualità della vita e alla coesione del territorio.

CULTURA E IDENTITÀ: INTERVENTI STRAORDINARI

Tra le iniziative più significative del 2025 si segnalano due interventi straordinari:

• l’acquisizione dell’opera Il Grande Cardinale in piedi di Giacomo Manzù, donata alla Città di Bergamo.
• il contributo alla Fondazione Adriano Bernareggi per il grande restauro dell’Aula Picta in Città Alta, parte del nuovo Museo Diocesano di Bergamo, così restituita alla fruizione pubblica.

Due azioni che testimoniano l’impegno della Fondazione nella valorizzazione dell’identità culturale e artistica del territorio.

Nel corso del 2025 la Fondazione, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha inoltre promosso il ciclo di incontri “Comunità in dialogo”, pensato per favorire occasioni di confronto tra istituzioni, realtà sociali e cittadini sui temi di interesse collettivo.

UN IMPEGNO COSTANTE NEL TEMPO

Dalla sua nascita nel 1991, la Fondazione ha sostenuto oltre 1.500 progetti, erogando complessivamente circa 40 milioni di euro a favore della comunità bergamasca. Nel quinquennio 2021–2025, gli interventi hanno riguardato in modo trasversale tutti i settori, con una particolare incidenza sulla tutela del patrimonio artistico e sull’assistenza sociale.

SOLIDITÀ E PROSPETTIVA

La Fondazione conferma una solida base patrimoniale, con un patrimonio netto pari a oltre 15,4 milioni di euro, e una capacità di programmazione che vede già deliberati oltre 275 mila euro per erogazioni future.

Un elemento che consente di guardare con continuità agli impegni dei prossimi anni, mantenendo saldo il legame con il territorio e la capacità di risposta ai bisogni emergenti.

Il 2025 segna inoltre un passaggio importante nel percorso evolutivo della Fondazione, con l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) nella sezione degli Enti Filantropici.

CONTINUITA’ NELLA GOVERNANCE

Nel corso della seduta del Consiglio di Amministrazione che ha approvato il Bilancio economico e sociale 2025, Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico ha inoltre provveduto al rinnovo dei propri organi sociali per il triennio 2026–2028, nel segno della continuità e della prosecuzione del lavoro svolto negli ultimi anni.

Sono stati confermati i componenti del Consiglio di Amministrazione: Armando Santus, Rossella Leidi, Daniele Pastore, Stefano Berlanda, Marco Ghitti, Raffaella Giavazzi e Laura Viganò.

Armando Santus è stato confermato nel ruolo di Presidente della Fondazione, così come Rossella Leidi nel ruolo di Vicepresidente.

Si rinnova parzialmente anche il Collegio dei Revisori, con l’uscita di Marco Rescigno e l’ingresso di Elena Rubini. Confermati Giorgio Berta, nel ruolo di Presidente, e Raffaele Moschen.

LA DICHIARAZIONE

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: “Il Bilancio Sociale rappresenta per noi uno strumento di trasparenza, ma anche l’occasione per restituire alla comunità il senso del lavoro svolto. Il 2025 conferma un impegno costante su tutti i fronti, con una particolare attenzione alle persone più fragili, che rimangono al centro della nostra azione.

Accanto a questo, continuiamo a investire nella cultura, nel patrimonio e nella formazione, perché crediamo che lo sviluppo di una comunità passi anche attraverso la qualità dei luoghi, delle relazioni e delle opportunità.

La solidità della Fondazione e il sostegno di Intesa Sanpaolo, ci consentono di operare con continuità, guardando al futuro con responsabilità e con la volontà di continuare a essere un punto di riferimento per il territorio bergamasco

La riconferma degli organi sociali rappresenta per noi un segnale importante di continuità e fiducia, che ci permette di proseguire il lavoro avviato in questi anni mantenendo saldo il legame con la comunità bergamasca e con i valori che ispirano l’azione della Fondazione. Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento a Marco Rescigno per il contributo offerto nel Collegio dei Revisori e formulare un augurio di buon lavoro a Elena Rubini, che entra oggi a far parte dell’Organo di controllo della Fondazione.”.

I Bilanci sono disponibili sul sito della Fondazione qui.

Nuovo volume della collana “Mille storie” sostenuta da Fondazione BPB. Oggetti, documenti, memorie personali dei protagonisti del Risorgimento

È stato presentato “Con Garibaldi. Oggetti e storie dei volontari della Città dei Mille”, nuovo volume della collana “Mille storie” (Nomos Edizioni) curata dal Museo delle storie di Bergamo e sostenuta da Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico. Il libro raccoglie e descrive cimeli, testimonianze e materiali storici appartenuti a protagonisti del Risorgimento come Francesco Nullo, Gabriele Camozzi e Giuseppe Garibaldi, restituendo una dimensione concreta e quotidiana dell’esperienza garibaldina e mettendo al centro le vicende umane dei volontari bergamaschi che parteciparono all’impresa dei Mille e che contribuirono a fondare l’Italia.

“Questo volume restituisce al Risorgimento una dimensione concreta e vicina, attraverso oggetti che custodiscono storie di partecipazione, responsabilità e impegno civile”, sottolinea Armando Santus, Presidente di Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico. “Fondazione Bpb sostiene questo lavoro editoriale pluriennale che valorizza il ricco patrimonio di archivi e collezioni del Museo, un impegno portato avanti attraverso alleanze con altre realtà del territorio che consideriamo essenziale per rafforzare la consapevolezza dell’identità e della storia del nostro territorio”.

Scopri di più qui.

Svelato in piazza Giacomo Carrara il “Grande Cardinale in piedi” di Giacomo Manzù, opera donata da Fondazione Banca Popolare di Bergamo alla città di Bergamo

Il Grande Cardinale in piedi, una delle opere più significative di Giacomo Manzù, è stato svelato oggi in piazza Giacomo Carrara, dove trova la sua collocazione permanente.
L’imponente scultura in bronzo, realizzata tra il 1985 e il 1988, è stata donata alla Città di Bergamo, terra natale dell’artista, dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: un gesto di mecenatismo che restituisce alla comunità bergamasca uno dei capolavori più intensi del maestro, collocandolo nel cuore del distretto culturale che unisce Accademia Carrara, GAMeC e Museo Diocesano Adriano Bernareggi.

Acquistata dagli eredi Manzù, l’opera proviene da Ardea (Roma), dove lo scultore visse gli ultimi anni della sua vita. È stata collocata nell’area verde lungo il margine sinistro della piazza, tra le sedute esistenti e in prossimità del percorso pedonale principale. La posizione scelta consente una fruizione diretta e raccolta dell’opera, senza compromettere le visuali prospettiche verso l’Accademia Carrara né interferire con i flussi di attraversamento della piazza.

La scelta di questa collocazione valorizza un luogo simbolico, punto d’incontro tra arte classica e moderna, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di ammirare da vicino una delle creazioni più maestose e intense di Manzù.

La cerimonia di svelamento e di consegna simbolica alla città si è svolta alla presenza di Giulia Manzù, presidente della Fondazione Manzù e figlia dell’artista, della sindaca di Bergamo Elena Carnevali, dell’assessore alla Cultura Sergio Gandi e dell’assessore alla Rigenerazione Urbana Francesco Valesini, insieme al presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF Armando Santus.

UNA NUOVA TAPPA PER MANZÙ A BERGAMO

Il Grande Cardinale in piedi (1985–1988, fusione in bronzo) rappresenta una figura monumentale, alta oltre tre metri, avvolta in un piviale stilizzato e con la mitra sul capo. Appartiene alla celebre serie di cardinali e vescovi che Manzù iniziò a scolpire alla fine degli anni Trenta, trasformando l’esperienza diretta della liturgia romana in un ciclo che l’avrebbe accompagnato per tutta la vita. Quest’opera, in particolare, fu realizzata negli ultimi anni di attività dello scultore (1985–1988). Secondo le ricerche di Barbara Cinelli – storica dell’arte ed esperta di Giacomo Manzù, curatrice del primo catalogo digitale dedicato all’artista –, la scultura nacque dall’assemblaggio – tramite saldature e successiva patinatura – di porzioni fuse dall’artista nella sua fonderia di Campo del Fico. Rimasta a lungo presso gli eredi, oggi arriva nella città natale di Manzù, in una collocazione che ne valorizza il significato artistico e simbolico.

Con questa donazione, Bergamo arricchisce ulteriormente il proprio “museo diffuso” dedicato a Manzù, che già annovera opere come il Monumento al Partigiano in piazza Giacomo Matteotti, gli Amanti nel cortile della GAMeC e il Cardinale nei giardini del Palazzo della Provincia.

Giulia Manzù, figlia dell’artista: “Negli ultimi anni è stata mia intenzione costante riannodare i fili delle radici che legano a Bergamo la figura di mio padre. È dunque con molto orgoglio che con mio fratello Mileto possiamo oggi vedere in un luogo simbolico, tra l’Accademia Carrara e la Galleria d’Arte Moderna, il Grande Cardinale di Giacomo Manzù. Grazie alla donazione di Fondazione Banca Popolare di Bergamo il Grande Cardinale esce dall’atelier di Ardea, dove i miei genitori l’hanno custodito per molti anni, e diviene il simbolo tangibile di un rinnovato legame tra l’artista e la sua città”.

Elena Carnevali, sindaca di Bergamo: “Per la città di Bergamo, il Grande Cardinale in piedi di Giacomo Manzù rappresenta un dono particolarmente prezioso, non solo per il valore artistico intrinseco dell’opera, ma anche per la sua forza evocativa, che continua a parlarci della dimensione interiore dell’essere umano, del potere e della spiritualità. Ringrazio la Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF, il Consiglio di Amministrazione e il suo Presidente Armando Santus per aver consegnato alla città un’opera straordinaria di uno dei massimi interpreti dell’arte del Novecento, che si inserisce pienamente nel percorso a cielo aperto delle sculture di Giacomo Manzù già presenti in diversi luoghi pubblici della nostra città. La collocazione del Grande Cardinale in piedi in piazza Giacomo Carrara porta l’arte nel tessuto vivo della città, permettendole di parlare ogni giorno a pubblici diversi, in un’area che si configura sempre più come luogo di connessione tra cultura e natura. L’Amministrazione comunale crede, e oggi lo riconferma, nel ruolo dell’arte come leva di rigenerazione urbana e culturale, capace di dare nuova vita agli spazi pubblici e rafforzare l’identità della nostra città come luogo in cui la cultura è parte integrante del vivere quotidiano”.

Armando Santus, presidente di Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF: “Desideriamo offrire alla città non solo una grande opera d’arte, ma anche un segno di riconoscenza verso il luogo da cui tutto è cominciato. L’Accademia Carrara rappresenta infatti il punto sorgivo di ogni successivo sviluppo artistico dentro la nostra comunità: senza la Carrara non ci sarebbero stati né Giacomo Manzù né, più tardi, la GAMeC. La collocazione in piazza Carrara è una scelta felice, decisa insieme al Comune di Bergamo, che ringrazio per la collaborazione e la sensibilità dimostrata. È il luogo ideale per illuminare le radici stesse della nostra storia artistica e mettere in dialogo l’arte classica con quella moderna e contemporanea. Con il “Grande Cardinale in piedi” si rinsalda ancora di più il legame tra Manzù e la sua città. Un legame che continuerà a crescere nel tempo: più passano gli anni, più emergono le radici e il ricordo che ci restituiscono la forza di superare anche i momenti di difficoltà, riconoscendo nella bellezza e nell’arte una forma di fiducia condivisa nella nostra comunità”.

Sergio Gandi, assessore alla cultura “Oggi Bergamo celebra un momento di profondo significato civico e culturale. Con lo svelamento del Grande Cardinale in piedi di Giacomo Manzù, dono generoso della Fondazione Banca Popolare di Bergamo alla città, rendiamo infatti omaggio ad un artista che con la sua opera ha saputo dare forma universale all’anima della nostra terra. Collocata nel cuore di un distretto che unisce le più importanti istituzioni artistiche della città, il Grande Cardinale in piedi si offre così allo sguardo di tutti come simbolo di bellezza e di interiorità, come invito a sostare, a contemplare, a ritrovare, nella forza silenziosa del bronzo e nella verticalità assorta della figura, un messaggio di dignità e di umanità che parla a ciascuno di noi. Bergamo accoglie il Grande Cardinale in piedi come un nuovo custode della propria anima culturale, un punto di riferimento che testimonia la grandezza dell’artista e, insieme, la volontà collettiva di rendere l’arte accessibile, quotidiana, condivisa.” 

SCHEDA TECNICA DELL’OPERA

Titolo: Grande Cardinale in piedi
Autore: Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 – Ardea, 1991)
Datazione: 1985–1988
Materiale: Fusione in bronzo
Dimensioni: h. 325 cm (senza basamento)

Il “Grande Cardinale in piedi” appartiene alla celebre serie di cardinali e vescovi che accompagnò l’attività di Manzù per oltre cinquant’anni. Realizzata negli ultimi anni della sua carriera, l’opera fu ottenuta dall’assemblaggio di porzioni fuse dall’artista nella sua fonderia di Campo del Fico, successivamente unite tramite saldature e patinate per conferire alla superficie una cromia variegata, dai toni verde scuro al grigio-biancastro. Rimasta a lungo presso gli eredi, è oggi donata alla città di Bergamo da Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF, che la colloca in piazza Carrara, luogo simbolico di dialogo tra arte classica e moderna.

Finanza e bene comune al centro dell’ultimo incontro della Rassegna ‘Comunità in dialogo’

Giovedì 23 ottobre 2025 si è tenuto l’ultimo appuntamento della rassegna “Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”, avviata lo scorso 18 giugno in occasione della trasformazione della Fondazione Banca Popolare di Bergamo in Ente Filantropico. Un ciclo di incontri realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, pensato per offrire alla città un percorso di riflessione sul ruolo dell’economia e della finanza nel generare valore quando al centro vengono posti la persona e il bene comune.

L’incontro conclusivo, ospitato nel centro di Bergamo, nella Sala Funi – sede condivisa da Intesa Sanpaolo e da Fondazione Banca Popolare di Bergamo –, ha avuto come tema centrale “Valore comune. La finanza al servizio della comunità”. A dialogare sul significato profondo di questo titolo sono intervenuti Giovanni Bazoli Presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Mons. Francesco Beschi Vescovo di Bergamo, e Paolo Bonassi Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo.

Ad aprire la serata, il saluto istituzionale di Armando Santus, Presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: “Questo appuntamento riunisce voci di grande autorevolezza per riflettere sul ruolo della finanza nel generare valore comune. È un tema che tocca da vicino la nostra identità: Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico nasce per rafforzare la connessione tra sviluppo economico e crescita sociale, in continuità con una storia che affonda le sue radici nella comunità bergamasca”.

A seguire, l’intervento di Daniele Pastore, Direttore Regionale Lombardia Nord della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato l’impegno concreto del gruppo sul territorio: “Per Intesa Sanpaolo la finanza sostenibile è un fattore determinante per generare impatti positivi e duraturi per le persone, le imprese e i territori. Anche a Bergamo il nostro impegno si esprime quotidianamente attraverso la vicinanza alla comunità e con il sostegno all’economia reale, favorendo l’accesso al credito per i giovani, le famiglie e le imprese”.

Il professor Giovanni Bazoli ha aperto il confronto con un intervento che ha ripercorso la vicenda del Banco Ambrosiano, il suo fallimento nel 1982 e il successivo risanamento che, attraverso successive fusioni, ha portato alla nascita di Intesa Sanpaolo. Un passaggio cruciale della storia economica italiana, che Bazoli ha definito “un segnale di svolta, l’avvio di un cambiamento, segno di un’attenzione e di una cura rivolta dal sistema del credito agli interessi di tutti gli stakeholders della banca. Perché allora – senza che fosse imposto da una legge – si ritenne giusto tutelare sia gli interessi degli azionisti (che, secondo le teorie economiche classiche, avrebbero dovuto essere abbandonati), sia quelli di tutti i dipendenti (non implicati nel fallimento) che mantennero il posto di lavoro”. Bazoli ha poi posto una domanda provocatoria: “Un’operazione straordinaria che sarebbe riproponibile oggi? Credo di sì, a condizione che si vada alle radici dei valori che allora vennero tradotti in scelte concrete. Fu una scelta etica incentrata su una comunità fatta di persone. In questo senso, le piccole banche possono fare meglio, perché con la clientela hanno un rapporto di prossimità. Oggi il rischio concreto in Italia è quello della spersonalizzazione, perché l’uso dell’intelligenza artificiale può impoverire il riferimento al territorio, associando la società alla somma anonima di personalità indistinte. Se si abbraccia questa visione, non ha senso parlare di comunità”.

A supporto del dibattito, Giovanni Foresti, Head of Regional Research di Intesa Sanpaolo, ha presentato un quadro di dati e analisi che ha evidenziato come “Disuguaglianza e povertà non dipendono solo dalla crescita economica. Altri fattori sono rilevanti: ricchezza e rendita, istruzione e mercato del lavoro, intervento pubblico”.

Su questa base si sono innestati gli interventi di Paolo Bonassi e monsignor Francesco Beschi. Bonassi ha raccontato l’evoluzione dell’impegno sociale di Intesa Sanpaolo: “Dal 2018 ha fatto entrare l’impegno sociale, a pieno titolo, nel piano di impresa. La nostra banca non è solo un intermediario creditizio, ma è attivo nel promuovere opportunità di crescita economica, sociale, soprattutto per chi vive una situazione di fragilità. Una visione che nasce dalla consapevolezza che le disuguaglianze non sono un problema del singolo, ma riguardano l’intera collettività. In Italia i NEET sono 400mila, 150mila solo in Lombardia. A loro dedichiamo programmi per il reinserimento in percorsi scolastici, formativi, occupazionali”.

Mons. Francesco Beschi ha aperto il suo intervento citando Paolo VI: “Lo sviluppo autentico deve essere integrale, cioè volto alla promozione di ogni uomo e di tutto il mondo. Non accettiamo di separare lo sviluppo economico dall’umano. Non è la potenza che ci salva, e non è solo e prima di tutto la potenza economica. È l’integrità della visione umana che ci può salvare”. Ha poi definito il professor Bazoli “d’ispirazione per la mia vita” e ha riflettuto sul significato profondo della parola “comunità”, oggi spesso abusata e quindi svuotata. Richiamando le radici etimologiche e culturali del termine – koinonia, communitas, ubuntu (“sono, perché siamo”) – il Vescovo ha sottolineato come la comunità sia “essenziale, alla portata di tutti, semplice, comune, modesto, appartenente ad ogni essere umano”, e come essa implichi “un compito e una responsabilità condivisi”. Ha concluso con un monito: “La moneta si fonda su valori non monetizzabili. Il criterio ispiratore di una finanza al servizio della comunità è l’attenzione alla comunitarietà”.

Fondazione Banca Popolare di Bergamo dona alla città di Bergamo il “Grande Cardinale in piedi” di Giacomo Manzù. Sarà collocata in piazza Giacomo Carrara. Inaugurazione dell’opera, sabato 8 novembre ore 10,30 alla presenza di Giulia Manzù, figlia dell’artista.

Fondazione Banca Popolare di Bergamo dona ufficialmente alla città di Bergamo il Grande Cardinale in piedi (1985–1988, fusione in bronzo), una delle opere più significative di Giacomo Manzù, tra i massimi scultori italiani del Novecento.
L’opera, in accordo con il Comune di Bergamo, sarà collocata in piazza Giacomo Carrara, al centro di un distretto culturale che unisce la Pinacoteca e l’Accademia Carrara, la GAMeC e, in prospettiva, la nuova sede della Galleria, poco distante, oltre all’Oratorio di San Lupo, spazio dedicato all’arte contemporanea del Museo Diocesano Adriano Bernareggi.
L’intervento prevede la collocazione della scultura all’interno di piazza Giacomo Carrara, in corrispondenza dell’area verde situata lungo il margine sinistro dello spazio pubblico, tra le sedute esistenti e in prossimità del percorso pedonale principale. La posizione individuata garantisce una fruizione diretta e raccolta dell’opera, senza compromettere le visuali prospettiche verso l’Accademia Carrara né interferire con i flussi di attraversamento della piazza. La scultura sarà fissata tramite un sistema di perni su un basamento in pietra arenaria locale, analogo per tonalità e trattamento superficiale al materiale lapideo impiegato nella pavimentazione della piazza, al fine di garantire continuità materica e armonia compositiva.
La scelta di questa collocazione intende valorizzare un luogo simbolico che mette in dialogo l’arte classica con quella moderna, offrendo ai cittadini e ai visitatori l’occasione di incontrare da vicino una delle creazioni più imponenti e intense di Manzù.
La donazione pubblica dell’opera alla città, con l’inaugurazione della statua, si terrà sabato 8 novembre 2025 alle ore 10.30, alla presenza di Giulia Manzù, figlia dell’artista. Ad accoglierla, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, l’assessore alla cultura Sergio Gandi, l’assessore alla rigenerazione urbana Francesco Valesini, insieme al presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo, Armando Santus. Previsto anche un intervento di Barbara Cinelli, storica dell’arte ed esperta di Giacomo Manzù, curatrice del primo catalogo digitale dedicato all’artista.
UNA NUOVA TAPPA PER MANZÙ A BERGAMO
Il Grande Cardinale in piedi rappresenta una figura monumentale, alta oltre tre metri, avvolta in un piviale stilizzato e con la mitra sul capo. Appartiene alla celebre serie di cardinali e vescovi che Manzù iniziò a scolpire alla fine degli anni Trenta, trasformando l’esperienza diretta della liturgia romana in un ciclo che l’avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Quest’opera, in particolare, fu realizzata negli ultimi anni di attività dello scultore (1985–1988). Secondo le ricerche di Barbara Cinelli, nacque dall’assemblaggio – tramite saldature e successiva patinatura – di porzioni fuse dall’artista nella sua fonderia di Campo del Fico. Rimasta a lungo presso gli eredi, oggi arriva nella città natale di Manzù, in una collocazione che ne valorizza il significato artistico e simbolico.
Con questa donazione, Bergamo arricchisce ulteriormente il proprio “museo diffuso” dedicato a Manzù, che già annovera opere come il Monumento al Partigiano in piazza Giacomo Matteotti, gli Amanti nel cortile della GAMeC e il Cardinale nei giardini del Palazzo della Provincia.
Armando Santus, presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo“Restituire alla città natale di Giacomo Manzù una delle sue opere più magnifiche significa rafforzare il legame tra Bergamo e uno dei suoi artisti più grandi. Abbiamo scelto, insieme al Comune di Bergamo, di collocare l’opera in piazza Carrara perché è un luogo simbolico, cuore pulsante dell’arte cittadina, tra l’Accademia Carrara, la GAMeC e il Museo Diocesano Bernareggi. Uno spazio bello e accessibile a cittadini e cittadine, ma anche strategico per i tanti turisti che percorrono l’asse tra Città Alta e Città Bassa. Con questa donazione il nostro desiderio è che l’opera possa essere vissuta da tutti e diventi parte del patrimonio condiviso della comunità”.
Elena Carnevali, sindaca di Bergamo: “Desidero innanzitutto ringraziare la Fondazione Banca Popolare di Bergamo e il suo Presidente Armando Santus, per questa donazione così significativa che consegna alla città un’opera straordinaria di Giacomo Manzù, tra i massimi interpreti dell’arte del Novecento e che rafforza ulteriormente il legame con la sua terra natia.
Il Grande Cardinale in piedi è una presenza imponente, austera e profondamente evocativa. Non solo colpisce per la sua forza plastica, ma invita a una riflessione più profonda sul senso del potere, del silenzio, dell’interiorità.
La sua collocazione in piazza Giacomo Carrara, tra l’Accademia Carrara, l’attuale e la futura GAMeC, il Parco Suardi, gli Orti di San Tomaso, ritengo sia un gesto di grande rilevanza culturale: un’opera che si inserisce in luoghi di incontro, dove arte antica, moderna e contemporanea si confrontano ogni giorno parlando a pubblici diversi. Qui l’arte non resta chiusa in uno spazio espositivo, ma entra nel tessuto vivo della città in una area che va sempre più configurandosi come un luogo di connessione tra cultura e natura. La presenza del Cardinale darà forza alla piazza attraverso la capacità dell’arte di suscitare emozioni e domande.
Bergamo conserva altre importanti opere di Manzù – come il Monumento al Partigiano in centro città, Gli Amanti nel cortile della GAMeC, la Carrozza di Giulia e Mileto nel cortile della sede universitaria del Collegio Baroni – testimonianze diverse ma tutte accomunate dalla capacità dell’autore di parlare dell’essere umano nella sua verità più profonda.
Con questo intervento l’Amministrazione conferma ancora una volta il ruolo dell’arte come leva di rigenerazione urbana e culturale, capace di dare nuova vita agli spazi pubblici e di rafforzare l’identità della nostra città come luogo in cui la cultura è parte integrante del vivere quotidiano”. 
Sergio Gandi, assessore alla cultura del Comune di Bergamo: “Con la donazione del Grande Cardinale in piedi di Giacomo Manzù alla città di Bergamo, la Fondazione Banca Popolare di Bergamo rinnova il proprio impegno nel promuovere la cultura come bene comune, rendendo accessibile a tutti un capolavoro che appartiene alla storia e all’identità della nostra comunità.
Collocata nel cuore di un distretto che unisce le più importanti istituzioni artistiche della città, l’opera diviene occasione per riaffermare il valore della bellezza come legame civile, e contemporaneamente simbolo della volontà condivisa di rendere l’arte parte viva dello spazio pubblico, luogo d’incontro e di ispirazione per cittadini e visitatori, territorio di dialogo vitale tra tradizione e contemporaneità, tra memoria e futuro.
Il Grande Cardinale in piedi, tra le creazioni più intense di Manzù, non è solo un segno di eccellenza artistica, ma un invito a sostare, a contemplare, a riscoprire la forza umana e spirituale della scultura.
Bergamo accoglie il Grande Cardinale in piedi come un nuovo custode della sua anima culturale, un punto di riferimento che racconta, con la forza silenziosa del bronzo, la grandezza di uno dei suoi figli più illustri e il desiderio collettivo di rendere l’arte accessibile, quotidiana, condivisa.” 
 
Francesco Valesini, assessore alla rigenerazione urbana del Comune di Bergamo: L’inserimento della scultura nel punto scelto assume un valore simbolico collocandosi in prossimità dell’area un tempo occupata dalla chiesa di San Tomaso, poi demolita, e in un contesto urbano storicamente connotato dalla presenza di numerosi edifici religiosi oggi non più esistenti né leggibili nello spazio fisico. In tal senso, l’opera di Manzù, per sua natura espressiva e iconografica legata alla dimensione sacrale, si configura come segno contemporaneo capace di restituire, in forma evocativa e discreta, memoria di quei luoghi scomparsi. La sua presenza contribuisce a ricucire idealmente la trama storica del sito, restituendo profondità culturale e stratificazione simbolica allo spazio pubblico.”
SCHEDA TECNICA DELL’OPERA
Titolo: Grande Cardinale in piedi
Autore: Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 – Ardea, 1991)
Datazione: 1985–1988
Materiale: Fusione in bronzo
Dimensioni: h. 325 cm (senza basamento)
Il Grande Cardinale in piedi appartiene alla celebre serie di cardinali e vescovi che accompagnò l’attività di Manzù per oltre cinquant’anni. Realizzata negli ultimi anni della sua carriera, l’opera fu ottenuta dall’assemblaggio di porzioni fuse dall’artista nella sua fonderia di Campo del Fico, successivamente unite tramite saldature e patinate per conferire alla superficie una cromia variegata, dai toni verde scuro al grigio-biancastro. Rimasta a lungo presso gli eredi, è oggi donata alla città di Bergamo dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo, che la colloca in piazza Carrara, luogo simbolico di dialogo tra arte classica e moderna.

Inaugurato il nuovo Museo Diocesano di Bergamo. Aula Picta con accesso gratuito la prima domenica del mese grazie a Fondazione BPB

‘il Bernareggi’, il nuovo Museo Diocesano di Bergamo, è aperto nel cuore di Città Alta. Al suo interno l’Aula Picta, cuore della nuova sede del Museo, l’antico Palazzo Vescovile di Bergamo.

Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF ha sostenuto il restauro dell’Aula Picta – che continuerà nel 2026 -, vero e proprio tesoro della città, per permettere a tutti di ammirare i suoi stupendi affreschi del XIII secolo. Per questo ogni prima domenica del mese l’Aula Picta sarà visitabile gratuitamente.

Qui l’approfondimento sull’Aula Picta e sui lavori di restauro in corso.

Su fondazionebernareggi.it tutte le informazioni sul nuovo Museo Diocesano Adriano Bernareggi.

‘IL BERNAREGGI’ – IL NUOVO MUSEO DIOCESANO DI BERGAMO

Il Museo Diocesano Adriano Bernareggi torna sul colle di San Salvatore, dove fu inaugurata la sua prima sede nel 1961. Su una superficie espositiva di oltre 900 metri quadrati trovano sede circa 70 opere d’arte, distribuite in dieci sale su due piani. Si tratta di dipinti, sculture e oggetti preziosi risalenti ad un periodo che va dal XIV al XX secolo: dalla scultura medievale a Lorenzo Lotto e Andrea Previtali, da Giovan Battista Moroni a Carlo Ceresa ed Evaristo Baschenis (XV-XVIII secolo), fino all’omaggio novecentesco a Manzù e Scorzelli. A queste esposizioni si aggiungono opere provenienti da alcune parrocchie della Diocesi, che saranno esposte temporaneamente, rendendo il nuovo Museo punto di riferimento e luogo di ricomposizione e narrazione del ricco patrimonio artistico custodito nelle chiese del territorio. Oltre alle sale espositive, il Museo offre spazi per conferenze e per attività educative, e una sala multimediale dedicata al racconto dello sviluppo architettonico di piazza Duomo e degli edifici che la circondano. Ma il nuovo Museo è molto più che uno spazio espositivo: si configura come un vero e proprio itinerario storico e geografico dedicato alla Chiesa bergamasca che unisce sin d’ora l’antico Palazzo vescovile (con l’Aula Picta), il Battistero della Cattedrale, i resti dell’antica Cattedrale paleocristiana e, in futuro, anche l’area archeologica del Tempietto romanico di Santa Croce – posto tra il nuovo Museo e la Basilica di Santa Maria Maggiore – dove è in corso una campagna di scavo, condotta dalla Soprintendenza. Chiude idealmente il percorso l’Oratorio di San Lupo situato in via San Tomaso, in Città Bassa, dedicato all’arte contemporanea. Un biglietto unico consente ai visitatori di conoscere tutti questi luoghi, in un viaggio che abbraccia oltre 1700 anni di storia.