Il Festival Treccani della Lingua Italiana 2026 approda in Valle Seriana (Bergamo).

Per la prima volta la Valle Seriana ospita una tappa del Festival Treccani della Lingua Italiana, uno dei più autorevoli appuntamenti culturali nazionali promossi da Fondazione Treccani Cultura. L’appuntamento è in programma sabato 18 e domenica 19 luglio 2026 nei comuni di Gromo e Clusone, due borghi medievali tra i più significativi della Lombardia, entrambi appartenenti all’associazione I Borghi più belli d’Italia e al network delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano.

Sabato 18 luglio ore 16,30 presso la Sala Filisetti Romano di Gromo si terrà l’inaugurazione con la partecipazione del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Gromo e da Fondazione Treccani Cultura, con la partecipazione del Comune di Clusone e del Sistema Bibliotecario Val Seriana.

L’iniziativa si avvale del contributo e del patrocinio della Provincia di Bergamo e del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei Fiumi Brembo e Serio (BIM), del contributo di Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico, Intesa Sanpaolo, e di numerose realtà imprenditoriali del territorio: Fonti Pineta Acqua Minerale, Farmacia Taddei, Negroni Real Estate, Arredo Legno, Fornoni Soluzioni Informatiche, Fra.Mar, oltre al patrocinio dell’Università degli studi di Bergamo, di PromoSerio – Agenzia per il territorio della Valle Seriana e della Valle di Scalve e di UniAcque. Progettazione e coordinamento: Briane, L’Aquilone Cooperativa Sociale.

Partecipa inoltre all’iniziativa la Fondazione Casa dell’Orfano di Clusone, che per l’occasione mette a disposizione una preziosa copia storica dell’Enciclopedia Treccani, autografata dall’editore, destinata a entrare nel percorso espositivo del Festival come testimonianza del legame tra il patrimonio culturale nazionale e la storia del territorio.

La scelta di Gromo e Clusone riflette la volontà del Festival di valorizzare luoghi in cui il patrimonio storico, artistico e paesaggistico continua a dialogare con il presente. Due borghi che, per storia e identità, offrono il contesto ideale per ospitare una riflessione sul valore della lingua, della cultura e del dialogo, confermando come anche i territori più decentrati possano diventare protagonisti di una proposta culturale di respiro nazionale.

IL ‘DIALOGO’ FILO ROSSO DELL’INIZIATIVA

La IX edizione del Festival Treccani della Lingua Italiana è dedicata alla parola “Dialogo”, scelta come chiave di lettura per una riflessione multidisciplinare sul ruolo della lingua italiana nella società contemporanea.

Il dialogo viene proposto come strumento di confronto, ascolto e costruzione di relazioni, capace di favorire la comprensione reciproca nei diversi ambiti della vita sociale, culturale e istituzionale. In un tempo caratterizzato da polarizzazioni e conflitti, il Festival invita a riscoprire il valore della parola come occasione di incontro, crescita e partecipazione.

La tappa di Gromo e Clusone porta questa riflessione all’interno di un contesto territoriale ricco di storia, tradizioni e identità, creando un ponte tra cultura nazionale e patrimonio locale. Le lezioni magistrali, le visite guidate, la mostra, i laboratori e gli appuntamenti pubblici trasformano i due borghi in un laboratorio diffuso dedicato alla lingua, alla cittadinanza e alla cultura.

Particolare attenzione è rivolta alle giovani generazioni, grazie a iniziative specifiche dedicate a bambini e ragazzi e al coinvolgimento del Sistema Bibliotecario Val Seriana in un percorso preparatorio sul tema del dialogo.

Il Festival Treccani della Lingua Italiana conferma così la propria vocazione a portare nei territori occasioni di confronto culturale di alto profilo, valorizzando al tempo stesso le identità locali e il patrimonio delle comunità che lo ospitano. In Valle Seriana, il tema del dialogo troverà una declinazione concreta nell’incontro tra cultura nazionale, memoria dei luoghi e partecipazione delle comunità.

IL PROGRAMMA PRE FESTIVAL

Aspettando il Festival Treccani – con la partecipazione del Sistema Bibliotecario Val Seriana

Martedì 14 luglio 2026 – Ardesio

Ore 20.30 – Sala Consiliare Comune di Ardesio

Incontro con il pubblico: “Paesaggio come Dialogo fra uomo e natura” con:

  • Fabio Deotto, scrittore, editor e giornalista, autore di saggi, romanzi e approfondimenti per riviste nazionali e internazionali occupandosi di scienza, cultura e politica

Mercoledì 15 luglio 2026 – Gandino

Ore 20.30 – Piazza Vittorio Veneto, Salone della Valle

Incontro con il pubblico: “Terre alte in movimento: abitare e produrre nelle montagne di mezzo” con

  • Fulvio Adobati, Professore Associato di Urbanistica – Università degli studi di Bergamo, Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate (Dalmine); Direttore del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” (Bergamo)

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Sabato 18 luglio 2026 – Gromo Ore 15.00 – Piazza Dante

Visita guidata al borgo medievale.

Ore 16.30 – Sala Filisetti Romano

Inaugurazione del Festival e saluti istituzionali. Conduce Alma Maria Grandin, giornalista TG1 RAI.

Ore 17.00 Politica e istituzioni: il linguaggio per il dialogo con i cittadini”

  • Michele Cortelazzo, professore emerito di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Padova e Accademico della Crusca
  • Remo Morzenti Pellegrini, già Rettore dell’Università degli studi di Bergamo e vicepresidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione

Ore 18.00 – Sala Filisetti Romano

“Arte e spettatore in dialogo

  • Nicolas Ballario, critico d’arte contemporanea, giornalista e divulgatore culturale, volto del programma RAI3 Splendida Cornice.
  • Simone Facchinetti, storico dell’arte, docente presso l’Università del Salento.

Ore 18.45 – Palazzo Milesi, Sala Consiliare

Inaugurazione della mostra fotografica “Dialoghi nel tempo. Ricostruzione e sguardo al futuro nelle fotografie dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (1946 1974)”, a cura dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo. In mostra una selezione di 26 fotografie provenienti dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, un patrimonio di oltre 7 milioni di fotografie che raccontano la storia dell’Italia dagli anni ’30 agli anni ’90 del Novecento.

La mostra sarà inoltre arricchita dall’esposizione di una copia storica dell’Enciclopedia Treccani, autografata dall’editore e concessa dalla Fondazione Casa dell’Orfano di

Clusone, testimonianza del valore che l’opera enciclopedica ha rappresentato nella diffusione della conoscenza e della cultura nel nostro Paese.

Ore 21.00 – Piazza Dante

Concerto a cura del Corpo Musicale di Gromo “Di pietra, fuoco e acqua. Gromo in musica tra storia, leggenda e memorie”, dirige il Maestro Francesco Maffeis.

Domenica 19 luglio 2026 – Clusone Ore 9.30 – Sala Legrenzi

“Paesaggio come dialogo fra uomo e natura”

  • Fabio Deotto, scrittore, editor e biotecnologo, autore di saggi, romanzi e approfondimenti che esplorano l’intersezione di scienza, cultura e politica
  • Renato Ferlinghetti, professore di Geografia presso l’Università degli studi di Bergamo

Ore 10.30 – Parco Nastro Azzurro

Parola a Topolino, laboratorio di fumetto per i più piccoli con Blasco Pisapia,

disegnatore ufficiale di Topolino.

(In caso di maltempo, il laboratorio sarà spostato negli spazi del MAT – Museo Arte Tempo)

Ore 11.30 – Piazza dell’Orologio

Visita guidata al borgo medievale.

Domenica 19 luglio 2026 – Gromo Ore 11.00 – Piazza Franzini (portici)

“Oltre le parole: il coraggio e la fatica del dialogo”

  • Beatrice Cristalli, linguista, formatrice e consulente editoriale per Mondadori Education e Rizzoli Education, specializzata nello studio dei linguaggi contemporanei e generazionali.

Le Lectio magistralis sono ad ingresso libero.

LE DICHIARAZIONI

Sara Riva, Sindaco di Gromo: “Dopo anni di costante impegno nell’ambito culturale, con questa prestigiosa iniziativa il Comune di Gromo, in sinergia con Clusone, compie un vero e proprio salto di qualità. Per un piccolo paese come il nostro, poter ospitare un evento di portata nazionale come il Festival Treccani della Lingua Italiana rappresenta un’opportunità unica e straordinaria. Siamo profondamente onorati di accogliere questa manifestazione, certi che rappresenti un’occasione imperdibile di valorizzazione per tutto il territorio.

Questo Festival dimostra concretamente come i nostri Comuni non abbiano nulla da invidiare ai grandi centri in termini di proposta e attivismo culturale. Si tratta sicuramente di una visione ambiziosa, che è stata pienamente condivisa dalla Fondazione Treccani e da tutte le realtà che hanno creduto fin da subito in questo progetto e che ringrazio sentitamente, a nome di tutta la cittadinanza, per il prezioso sostegno.

La parola di questa edizione, dialogo, si sposa perfettamente con lo spirito dell’iniziativa, nata proprio per accorciare le distanze e favorire un proficuo scambio tra i piccoli comuni montani e le grandi città. La cultura si conferma così il volano fondamentale per lo sviluppo sociale, economico e turistico delle nostre valli.

Questa importante tappa, inoltre, consolida ulteriormente il legame con Clusone: due comunità unite non solo dalla vicinanza geografica, ma anche dai marchi d’eccellenza che entrambe le località hanno saputo ottenere e conservare, ossia l’appartenenza ai Borghi più belli d’Italia e il riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Insieme siamo pronti a dimostrare il valore del nostro territorio su un palcoscenico di rilievo nazionale”.

Massimo Morstabilini, Sindaco di Clusone: “È con immensa soddisfazione che annunciamo la presenza di Clusone tra le tappe del Festival Treccani della Lingua Italiana 2026. Vedere un’istituzione culturale così autorevole scegliere la nostra cittadina è la conferma del grande potenziale attrattivo dei nostri borghi. Un ringraziamento speciale va agli amici del Comune di Gromo: la collaborazione attiva tra le nostre due realtà, entrambe eccellenze riconosciute tra i Borghi più belli d’Italia e tra le Bandiere Arancioni, è stata la chiave per portare sul territorio un evento di portata nazionale. Insieme a Gromo, Clusone diventerà per un fine settimana il palcoscenico della lingua e della cultura italiana, un’occasione unica di crescita, incontro e promozione di cui siamo profondamente fieri».

Mario Romano Negri, Presidente di Fondazione Treccani Cultura: “Portare il Festival Treccani della Lingua Italiana a Gromo e Clusone, due borghi di straordinaria bellezza e forte identità culturale, riflette pienamente lo spirito di questa edizione dedicata al dialogo. In questi luoghi, dove storia, memoria e tradizioni continuano a dialogare con il presente, il Festival diventa un’occasione di incontro e confronto tra persone e generazioni diverse, per riscoprire e valorizzare il legame tra lingua, comunità e territorio”.

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: “Sostenere una tappa del Festival Treccani della Lingua Italiana in Valle Seriana significa contribuire a portare sul territorio un’iniziativa di altissimo profilo culturale, capace di coinvolgere studiosi, divulgatori e cittadini attorno a temi che riguardano tutti. Crediamo che la cultura debba essere accessibile e diffusa, non concentrata esclusivamente nei grandi centri urbani, ma capace di raggiungere anche i borghi, le vallate e le comunità che rappresentano una parte fondamentale dell’identità del nostro territorio. La scelta di Gromo e Clusone dimostra come qualità, prestigio e partecipazione possano trovare casa anche in contesti decentrati, valorizzandone la storia, il patrimonio e la vitalità culturale. Per questo Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene con convinzione iniziative che rendono la cultura un’occasione di incontro, crescita e condivisione aperta a tutti”.

Daniele Pastore, Direttore regionale Lombardia Nord Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Con il Festival Treccani, Intesa Sanpaolo sostiene la cultura come leva di valorizzazione dei territori. Le fotografie della storica agenzia fotogiornalistica Publifoto, valorizzate dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo all’interno delle Gallerie d’Italia di Torino, raccontano un dialogo tra memoria e comunità, rendendo accessibile il patrimonio culturale e favorendo occasioni di incontro e riflessione anche nei borghi. Un impegno che contribuisce a generare crescita, partecipazione e valore condiviso per le comunità della Valle Seriana”.

Gianfranco Gafforelli, Presidente Provincia di Bergamo: “La tappa del Festival Treccani a Gromo e Clusone rappresenta un’importante occasione di crescita culturale e di valorizzazione del nostro territorio. Accogliere un’iniziativa di così alto profilo in due dei borghi più belli e significativi della Bergamasca significa riconoscere il ruolo che la cultura svolge nel promuovere conoscenza, partecipazione e sviluppo delle comunità locali. La Provincia di Bergamo guarda con particolare favore a eventi che sanno coniugare approfondimento, dialogo e valorizzazione delle identità territoriali. Gromo e Clusone, con la loro storia, il loro patrimonio artistico e il loro straordinario contesto paesaggistico, offrono una cornice ideale per ospitare riflessioni sui grandi temi del nostro tempo. Ringrazio la Fondazione Treccani, il Comune di Gromo e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione per aver scelto il nostro territorio. Sono certo che le giornate del 18 e 19 luglio sapranno coinvolgere cittadini, giovani e visitatori, contribuendo a rafforzare il legame tra cultura e comunità, elemento fondamentale per costruire il futuro della nostra provincia”.

Massimo Scandella, Presidente Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei Fiumi Brembo e Serio (BIM): “Non poteva mancare il sostegno del Consorzio BIM del Lago di Como e Fiumi Brembo e Serio a quest’iniziativa. Complimenti ai Comuni di Gromo e Clusone per aver portato in Val Seriana una tappa della IX edizione del Festival Treccani, un evento di rilevanza nazionale che darà ulteriore prestigio a due dei “Borghi più belli d’Italia”, entrambi conosciuti anche per la propria storia, per la propria identità, per la propria cultura, e che sarà un’ulteriore testimonianza della bellezza e delle unicità che caratterizzano il nostro territorio”.

Daniele Esposito, Sindaco di Albino e Presidente del Sistema Bibliotecario della Val Seriana: “Le biblioteche della Val Seriana rappresentano da sempre un presidio di cittadinanza e cultura diffusa sul territorio, luoghi di incontro tra generazioni, linguaggi e comunità. Accogliamo con grande favore questa tappa del Festival Treccani, che trova nelle nostre biblioteche un naturale punto di riferimento e prosecuzione sul territorio, in perfetta sintonia con il tema del dialogo che da sempre anima il nostro lavoro quotidiano. Anche le nostre biblioteche partecipano all’evento con un percorso di avvicinamento sul tema dell’ambiente come dialogo tra uomo e natura con la presenza in biblioteca dello scrittore Fabio Deotto e del professor Fulvio Adobati. Ringraziamo la Fondazione Treccani e i Comuni di Gromo e Clusone per questa importante occasione offerta alla Valle Seriana”.

Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo: “Il Festival Treccani della Lingua Italiana rappresenta un’importante occasione per riflettere sul ruolo della lingua come strumento di conoscenza, relazione e partecipazione alla vita civile. Il tema del dialogo, al centro di questa edizione, richiama una delle missioni fondamentali dell’università: promuovere il confronto tra idee, discipline e persone, creando spazi di ascolto e di crescita condivisa. Siamo particolarmente lieti di sostenere un’iniziativa che porta nel cuore della Valle Seriana un appuntamento culturale di rilievo nazionale, valorizzando al tempo stesso il patrimonio storico, sociale e culturale di questo territorio. La presenza di docenti e studiosi del nostro Ateneo all’interno del programma testimonia inoltre il forte legame tra l’Università degli studi di Bergamo e le comunità locali, nella convinzione che la diffusione della conoscenza e il dialogo con il territorio siano elementi essenziali per generare sviluppo culturale e coesione sociale.”

“Comunità in dialogo – II edizione. Fare comunità, da 35 anni”. Luglio-novembre 2026

Nel 2026 Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico celebra 35 anni di attività con la seconda edizione della rassegna “Comunità in dialogo”: quattro incontri pubblici aperti alla città, dedicati a cultura, educazione, filantropia e pace, con alcune delle più autorevoli voci del panorama culturale, educativo e civile italiano.

Dopo la prima edizione del 2025 – dedicata al rapporto tra economia e bene comune – la rassegna torna con quattro prospettive diverse, unite da un unico orizzonte: interrogarsi su che cosa significhi oggi fare comunità.

Tutti gli incontri sono moderati da Alberto Ceresoli, direttore de L’Eco di Bergamo, e si svolgono presso la Sala Funi di via Roma 2 (sede di Intesa Sanpaolo e Fondazione Banca Popolare di Bergamo), nel centro città. Al termine di ogni incontro, un aperitivo per continuare il dialogo.

–Ingresso libero e gratuito, è richiesta la registrazione qui

1. La cultura che costruisce cittadinanza

Giovedì 16 luglio 2026, ore 18

Il primo appuntamento della rassegna mette al centro il valore pubblico della cultura, la sua capacità di tenere insieme memoria, identità e futuro, generando consapevolezza e partecipazione.

Saluti introduttivi:

  • Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF
  • Daniele Pastore, Direttore Lombardia Nord Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo
  • Elena Carnevali, Sindaca di Bergamo
  • Gianfranco Gafforelli, Presidente della Provincia di Bergamo
  • Mons. Davide Pelucchi, Vicario generale della Diocesi di Bergamo

In dialogo:

  • Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore
  • Roberta Frigeni, Direttrice Museo delle Storie di Bergamo

2. Passione educativa, passione per la comunità

Giovedì 24 settembre 2026, ore 18

Il secondo incontro guarda al mondo dei giovani e alla sfida educativa come a un investimento decisivo sul futuro del territorio, perché ogni comunità si costruisce a partire dalle opportunità che sa offrire alle nuove generazioni.

Intervengono:

  • don Dario Acquaroli, Direttore Comunità don Lorenzo Milani
  • Francesca Galbiati, Direttrice IMIBERG Bergamo
  • Roberto Samaden, Responsabile settore giovanile Atalanta Bergamasca Calcio

3. La filantropia che fa crescere la comunità

Giovedì 22 ottobre 2026, ore 18

La filantropia, oggi, non è soltanto sostegno economico: è capacità di leggere i bisogni, costruire alleanze e generare opportunità. Il terzo appuntamento propone una riflessione sul ruolo delle fondazioni, dell’impresa responsabile e delle istituzioni nella crescita delle comunità.

Intervengono:

  • Giovanni Bazoli, Presidente emerito Intesa Sanpaolo
  • Gianfelice Rocca, Presidente Gruppo Techint, Presidente Humanitas e Presidente Fondazione Rocca

4. Costruire la pace

Giovedì 12 novembre 2026, ore 18

Il quarto appuntamento propone una riflessione sul significato della pace nel nostro tempo e sul contributo che persone, istituzioni e comunità possono offrire per costruirla, custodirla e promuoverla. Un confronto tra pensiero laico e tradizione cristiana sul ruolo della responsabilità, dell’educazione, della fraternità e del dialogo nella costruzione di una convivenza più giusta e pacifica.

Intervengono:

  • Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
  • Mauro Ceruti, filosofo, teorico del pensiero complesso e professore emerito dell’Università IULM di Milano

Finanza e bene comune al centro dell’ultimo incontro della Rassegna ‘Comunità in dialogo’

Giovedì 23 ottobre 2025 si è tenuto l’ultimo appuntamento della rassegna “Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”, avviata lo scorso 18 giugno in occasione della trasformazione della Fondazione Banca Popolare di Bergamo in Ente Filantropico. Un ciclo di incontri realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, pensato per offrire alla città un percorso di riflessione sul ruolo dell’economia e della finanza nel generare valore quando al centro vengono posti la persona e il bene comune.

L’incontro conclusivo, ospitato nel centro di Bergamo, nella Sala Funi – sede condivisa da Intesa Sanpaolo e da Fondazione Banca Popolare di Bergamo –, ha avuto come tema centrale “Valore comune. La finanza al servizio della comunità”. A dialogare sul significato profondo di questo titolo sono intervenuti Giovanni Bazoli Presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Mons. Francesco Beschi Vescovo di Bergamo, e Paolo Bonassi Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo.

Ad aprire la serata, il saluto istituzionale di Armando Santus, Presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: “Questo appuntamento riunisce voci di grande autorevolezza per riflettere sul ruolo della finanza nel generare valore comune. È un tema che tocca da vicino la nostra identità: Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico nasce per rafforzare la connessione tra sviluppo economico e crescita sociale, in continuità con una storia che affonda le sue radici nella comunità bergamasca”.

A seguire, l’intervento di Daniele Pastore, Direttore Regionale Lombardia Nord della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato l’impegno concreto del gruppo sul territorio: “Per Intesa Sanpaolo la finanza sostenibile è un fattore determinante per generare impatti positivi e duraturi per le persone, le imprese e i territori. Anche a Bergamo il nostro impegno si esprime quotidianamente attraverso la vicinanza alla comunità e con il sostegno all’economia reale, favorendo l’accesso al credito per i giovani, le famiglie e le imprese”.

Il professor Giovanni Bazoli ha aperto il confronto con un intervento che ha ripercorso la vicenda del Banco Ambrosiano, il suo fallimento nel 1982 e il successivo risanamento che, attraverso successive fusioni, ha portato alla nascita di Intesa Sanpaolo. Un passaggio cruciale della storia economica italiana, che Bazoli ha definito “un segnale di svolta, l’avvio di un cambiamento, segno di un’attenzione e di una cura rivolta dal sistema del credito agli interessi di tutti gli stakeholders della banca. Perché allora – senza che fosse imposto da una legge – si ritenne giusto tutelare sia gli interessi degli azionisti (che, secondo le teorie economiche classiche, avrebbero dovuto essere abbandonati), sia quelli di tutti i dipendenti (non implicati nel fallimento) che mantennero il posto di lavoro”. Bazoli ha poi posto una domanda provocatoria: “Un’operazione straordinaria che sarebbe riproponibile oggi? Credo di sì, a condizione che si vada alle radici dei valori che allora vennero tradotti in scelte concrete. Fu una scelta etica incentrata su una comunità fatta di persone. In questo senso, le piccole banche possono fare meglio, perché con la clientela hanno un rapporto di prossimità. Oggi il rischio concreto in Italia è quello della spersonalizzazione, perché l’uso dell’intelligenza artificiale può impoverire il riferimento al territorio, associando la società alla somma anonima di personalità indistinte. Se si abbraccia questa visione, non ha senso parlare di comunità”.

A supporto del dibattito, Giovanni Foresti, Head of Regional Research di Intesa Sanpaolo, ha presentato un quadro di dati e analisi che ha evidenziato come “Disuguaglianza e povertà non dipendono solo dalla crescita economica. Altri fattori sono rilevanti: ricchezza e rendita, istruzione e mercato del lavoro, intervento pubblico”.

Su questa base si sono innestati gli interventi di Paolo Bonassi e monsignor Francesco Beschi. Bonassi ha raccontato l’evoluzione dell’impegno sociale di Intesa Sanpaolo: “Dal 2018 ha fatto entrare l’impegno sociale, a pieno titolo, nel piano di impresa. La nostra banca non è solo un intermediario creditizio, ma è attivo nel promuovere opportunità di crescita economica, sociale, soprattutto per chi vive una situazione di fragilità. Una visione che nasce dalla consapevolezza che le disuguaglianze non sono un problema del singolo, ma riguardano l’intera collettività. In Italia i NEET sono 400mila, 150mila solo in Lombardia. A loro dedichiamo programmi per il reinserimento in percorsi scolastici, formativi, occupazionali”.

Mons. Francesco Beschi ha aperto il suo intervento citando Paolo VI: “Lo sviluppo autentico deve essere integrale, cioè volto alla promozione di ogni uomo e di tutto il mondo. Non accettiamo di separare lo sviluppo economico dall’umano. Non è la potenza che ci salva, e non è solo e prima di tutto la potenza economica. È l’integrità della visione umana che ci può salvare”. Ha poi definito il professor Bazoli “d’ispirazione per la mia vita” e ha riflettuto sul significato profondo della parola “comunità”, oggi spesso abusata e quindi svuotata. Richiamando le radici etimologiche e culturali del termine – koinonia, communitas, ubuntu (“sono, perché siamo”) – il Vescovo ha sottolineato come la comunità sia “essenziale, alla portata di tutti, semplice, comune, modesto, appartenente ad ogni essere umano”, e come essa implichi “un compito e una responsabilità condivisi”. Ha concluso con un monito: “La moneta si fonda su valori non monetizzabili. Il criterio ispiratore di una finanza al servizio della comunità è l’attenzione alla comunitarietà”.

“Prendersi cura. Nuovi bisogni, nuove risposte”: al via la rassegna “Comunità in dialogo” di Fondazione Banca Popolare di Bergamo e Intesa Sanpaolo per promuovere la cultura del dono

«Non basta elargire il dono. Occorre promuovere la cultura del dono nella comunità di riferimento». È da questa consapevolezza, espressa dal presidente di Fondazione Banca Popolare di Bergamo Armando Santus, che nasce il ciclo di incontri “Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”, promosso da Fondazione BPB in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Tre appuntamenti con voci autorevoli e dal profilo diverso per esplorare il valore che economia e finanza possono generare quando mettono al centro la persona e il bene comune. Un percorso tra dati, esperienze e visioni – come cita il titolo scelto – per leggere il presente e immaginare il futuro di Bergamo.

Fondazione Banca Popolare di Bergamo diventa Ente Filantropico. Si rafforza così l’impegno della Fondazione nella promozione della solidarietà e dello sviluppo del territorio bergamasco attraverso iniziative benefiche, culturali, socioassistenziali, di tutela del patrimonio locale e dell’arte, avviato nel 1991 per iniziativa dell’allora Banca Popolare di Bergamo e che continua, oggi, insieme a Intesa Sanpaolo, e per celebrare al meglio questo importante momento della storia dell’ente promuove, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, la rassegna di tre incontri aperta alla città. Il primo appuntamento, ospitato nella sede di Fondazione BPB e di Intesa Sanpaolo di viale Roma, ha affrontato il tema della persona e della cura, con un titolo che è già un programma: ‘Prendersi cura. Nuovi bisogni, nuove risposte’. Un incontro che ha voluto esplorare come economia, finanza, impresa e mondo sociale possano concorrere alla costruzione di una comunità più giusta e inclusiva, secondo una logica generativa condivisa anche dalla sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, intervenuta in apertura.

A guidare la riflessione iniziale l’economista Giovanni Foresti, Head of Regional Research di Intesa Sanpaolo, che ha delineato un quadro fatto di sfide urgenti: aumento delle disuguaglianze, povertà diffusa anche tra i lavoratori, giovani “Neet”, squilibri demografici e crescente vulnerabilità sociale. Poi, la conversazione, moderata da Alberto Ceresoli, direttore de L’Eco di Bergamo, ha coinvolto don Roberto Trussardi direttore della Caritas diocesana, Giovanna Ricuperati presidente di Confindustria Bergamo, e Francesco Locati direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII.

L’urgenza emersa non è soltanto economica: riguarda la qualità della relazione, la dignità abitativa, l’ascolto attivo delle nuove povertà materiali, culturali e spirituali. Come ha ribadito don Trussardi: “La comunità di relazione parte dagli ultimi e li reinserisce. Non basta dare un pacco di pasta”. A richiamare l’intervento delle imprese è stata Ricuperati: “Ognuno deve fare bene la propria parte, anche sul piano della produttività e del benessere delle persone”. E Locati ha ricordato la necessità di riformare l’approccio alla cura, rafforzando la sanità di prossimità, in rete con la comunità.

“Comunità in dialogo” si propone così non solo come spazio di confronto, ma come laboratorio permanente di idee, in grado di attivare alleanze tra mondo pubblico e privato, tra istituzioni e cittadinanza. Appuntamento al secondo incontro della rassegna, dal titolo ‘Territorio e visione. Generare futuro insieme’, giovedì 18 settembre 2025, con Sergio Cavalieri Rettore Università degli studi di Bergamo, Gen. D. Cosimo Di Gesù Comandante Accademia Guardia di Finanza di Bergamo, Fabio Bosatelli Presidente Gewiss Spa, Roberta Frigeni Direttrice Museo delle Storie di Bergamo.

L’ingresso è libero e gratuito, previa registrazione online su eventbrite (link: https://bit.ly/3Sy93sP) raggiungibile anche dal sito fondazionebpb.it/eventi

 

Il dipinto “Papa Giovanni XXIII” di Yan Pei-Ming all’Ospedale di Bergamo per altri dieci anni. Rinnovato l’accordo con Intesa Sanpaolo e svelata la nuova targa realizzata dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo

È stato rinnovato oggi l’accordo tra ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Intesa Sanpaolo per l’esposizione in Hospital Street del ritratto “Papa Giovanni XXIII” dell’artista franco-cinese Yan Pei-Ming. All’incontro, svoltosi alla presenza di autorità e personale ospedaliero, presso l’Auditorium “Lucio Parenzan” dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, sono intervenuti Francesco Locati, Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII, Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni storici Intesa Sanpaolo, Armando Santus presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo, don Mario Carminati, Vicario Episcopale agli Affari economici e Claudia Terzi, Assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche Regione Lombardia. A sigillo di questa importante proroga, testimonianza del consolidato legame tra sanità, gruppi bancari e cultura, è stata svelata la nuova targa realizzata dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo a corredo al dipinto, che è esposto in Hospital Street, nei pressi dell’ingresso principale, di fronte alla Torre 4.

«Desidero esprimere il nostro più sentito ringraziamento a Intesa Sanpaolo – ha sottolineato Francesco Locati, Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo – per aver deciso di prolungare la concessione in comodato gratuito all’Ospedale di Bergamo di questa opera d’arte monumentale, che riesce a mescolare tradizione cinese e influenze artistiche occidentali, unendo storia e contemporaneità. Ringrazio anche la Fondazione Banca Popolare di Bergamo per aver promosso il rinnovo dell’accordo. Un ringraziamento speciale anche a Stefano Barrese che ha scelto di venire a vedere di persona l’Ospedale Papa Giovanni XXIII e incontrare i nostri operatori, le principali autorità cittadine, amici e sostenitori della nostra azienda. Questo gesto rappresenta una generosa collaborazione e un’importante testimonianza di vicinanza e sostegno del nostro ospedale. Il ritratto rappresenta i valori di umanità, speranza e solidarietà che guidano ogni nostra azione».

Ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Essere qui oggi per noi è occasione per ribadire le nostre radici e la nostra vicinanza a questo territorio e alle sue eccellenze. Con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII e la Fondazione Banca Popolare di Bergamo condividiamo l’ orgoglio e la responsabilità di essere un’istituzione al servizio delle comunità locali e del Paese. La storica vocazione di Intesa Sanpaolo alle tematiche sociali e culturali e l’attenzione a questi valori si concretizza ogni giorno nel nostro modo di essere la banca di riferimento per famiglie e imprese creando un impatto positivo e inclusivo per lo sviluppo dei territori”.

Armando Santus, presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo ha detto: “Un’opera preziosa e coinvolgente, un segno di speranza, come il sentimento che trasmette il volto del Santo Papa Giovanni XIII in chi sosta ad ammirarla. Grazie a Banca Popolare di Bergamo prima e, oggi, ad Intesa Sanpaolo questo splendido dipinto resta nel posto migliore in cui potrebbe stare: l’Ospedale a cui è intitolato, un luogo di vita autentica, di cura e di attese. Sono riconoscente a Intesa Sanpaolo che si è resa disponibile, con attenzione e sensibilità, a garantire questa opportunità per tutta la comunità bergamasca, e non solo”.

Ha aggiunto don Mario Eugenio Carminati, Vicario Episcopale agli Affari economici della Diocesi di Bergamo: «Preziosa opera d’arte, preziosa immagine è quella che è stata ritratta, così come è preziosa la figura e l’opera del Papa Buono che sa ancora attrarre lo sguardo di chi non solo contempla la dimensione estetica, ma riesce ad intravedere “l’Oltre” al quale l’immagine rimanda. Non ci è difficile pensare che tanti non limitino lo sguardo al solo ritratto ma, attraverso questo, sappiano cogliere un timido tentativo di risposta ai grandi interrogati che soprattutto in un luogo come l’ospedale si sollevano. Lo sguardo buono di Papa Giovanni, ci dice che la bontà non solo è virtù da acquisire, ma stile di una vera umanità. Nell’ospedale la bontà si traduce e si rende visibile nel prendersi cura dell’uomo, segnato dalla fragilità della malattia e la cura ha le mille forme di chi professionalmente si preoccupa della medicina e delle conseguenti adatte terapie, come di chi visita e sostiene il malato con le proprie attenzioni. Non ultimo l’immagine stessa sarà capace di offrire quel po’ di sollievo anche a chi porta il peso, la fatica o la preoccupazione per la propria condizione di sofferenza. In un luogo cosi altamente qualificato per esprimere cura e bontà, ha pieno titolo di essere esposta l’immagine del Bergamasco Angelo Roncalli, Papa Giovanni, Papa Buono».

Claudia Terzi, Assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche Regione Lombardia, ha sottolineato: «L’incontro e l’accordo di oggi ci confermano quanto l’arte diventi cura. La cura per gli spazi si traduce nella cura per i pazienti, per le loro famiglie, per il personale sanitario che ogni giorno gravitano al Papa Giovanni. L’arte aiuta a vivere l’ospedale in modo diverso. A immergersi in un momento di bellezza, che può servire per avere uno sguardo altro verso la malattia e la degenza. L’arte si dimostra una medicina dell’anima, che distacca dal quotidiano e ci proietta verso una dimensione di pace interiore, contribuendo a rendere l’esperienza ospedaliera meno preoccupante e più rassicurante. A questo si aggiunge anche l’impegno di Regione Lombardia nel supportare le strutture ospedaliere e dotarle dei servizi adeguati a rispondere alle domande di cura e agevolare il personale sanitario per migliorarne le condizioni di lavoro».