Nuove attrezzature per la mensa dei Frati Cappuccini di Bergamo. Continua l’impegno di Fondazione BPB contro povertà e emarginazione

C’è una solidarietà che si misura nei pasti distribuiti ogni giorno, nell’accoglienza offerta alle persone più fragili, nel lavoro silenzioso di centinaia di volontari. E c’è un modo concreto per sostenerla: mettere chi opera quotidianamente al servizio degli altri nelle condizioni di farlo sempre meglio.

Con questo spirito, Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico sostiene con un contributo di circa 17 mila euro l’acquisto di nuove attrezzature destinate alla Mensa Opera Padre Alberto Beretta dei Frati Minori Cappuccini di Bergamo, contribuendo al rinnovamento della cucina e degli spazi di servizio attraverso la fornitura di un armadio freezer, di un abbattitore e di una macchina industriale lavapavimenti. La richiesta nasce dall’aumento delle persone accolte, circa 200 ogni giorno per sei giorni alla settimana, e dalla necessità di adeguare la dotazione della mensa per garantire un servizio sempre più efficiente.

L’intervento si inserisce in un percorso che la Fondazione porta avanti da tempo a favore delle realtà che, ogni giorno, rappresentano un presidio fondamentale contro la povertà e l’emarginazione.

Solo pochi mesi fa la Fondazione ha destinato 50 mila euro al Patronato San Vincenzo per il completo rinnovamento delle cucine, consentendo la realizzazione di spazi più funzionali e l’aumento della capacità di preparazione dei pasti. Un investimento che non si limita a sostenere un’attività assistenziale, ma crea condizioni strutturali che permettono al volontariato e alla solidarietà di continuare a operare nel tempo.

Due interventi diversi, ma ispirati dalla stessa idea: aiutare chi aiuta, fornendo strumenti che rendano il servizio alle persone più fragili sempre più efficace, accogliente e capace di rispondere ai bisogni della comunità.

Accanto a questi interventi, la Fondazione continua a sostenere numerose realtà impegnate quotidianamente nel contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, tra cui la Fondazione don Fausto Resmini, l’Associazione La Quercia di Mamre, la cooperativa don Giuseppe Ferrari, la cooperativa Promozione Umana, oltre al costante sostegno assicurato negli anni ai Centri di Aiuto alla Vita, all’Istituto Palazzolo, alla Fondazione Bonomelli e a molte altre organizzazioni che costituiscono una rete indispensabile di prossimità, accoglienza e cura del territorio.

Per la Fondazione, sostenere queste realtà significa non soltanto contribuire alle attività quotidiane, ma investire nella loro capacità di continuare a svolgere una funzione essenziale per la comunità.

Armando Santus, Presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: «La nostra Fondazione è accanto a chi, ogni giorno, si prende cura delle persone più fragili e affronta con competenza, generosità e discrezione le tante forme della povertà. Crediamo che il modo migliore per sostenere questo impegno non sia limitarsi a interventi episodici, ma contribuire a realizzare quelle infrastrutture della solidarietà che consentono al volontariato di operare nelle migliori condizioni possibili. Una cucina rinnovata, un’attrezzatura adeguata, uno spazio più funzionale non sono semplicemente beni materiali: sono strumenti che permettono di accogliere meglio, di preparare più pasti, di offrire un servizio più dignitoso ed efficiente. Sono investimenti che restano nel tempo e continuano a produrre valore per tutta la comunità».

Il Festival Treccani della Lingua Italiana 2026 approda in Valle Seriana (Bergamo).

Per la prima volta la Valle Seriana ospita una tappa del Festival Treccani della Lingua Italiana, uno dei più autorevoli appuntamenti culturali nazionali promossi da Fondazione Treccani Cultura. L’appuntamento è in programma sabato 18 e domenica 19 luglio 2026 nei comuni di Gromo e Clusone, due borghi medievali tra i più significativi della Lombardia, entrambi appartenenti all’associazione I Borghi più belli d’Italia e al network delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano.

Sabato 18 luglio ore 16,30 presso la Sala Filisetti Romano di Gromo si terrà l’inaugurazione con la partecipazione del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Gromo e da Fondazione Treccani Cultura, con la partecipazione del Comune di Clusone e del Sistema Bibliotecario Val Seriana.

L’iniziativa si avvale del contributo e del patrocinio della Provincia di Bergamo e del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei Fiumi Brembo e Serio (BIM), del contributo di Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico, Intesa Sanpaolo, e di numerose realtà imprenditoriali del territorio: Fonti Pineta Acqua Minerale, Farmacia Taddei, Negroni Real Estate, Arredo Legno, Fornoni Soluzioni Informatiche, Fra.Mar, oltre al patrocinio dell’Università degli studi di Bergamo, di PromoSerio – Agenzia per il territorio della Valle Seriana e della Valle di Scalve e di UniAcque. Progettazione e coordinamento: Briane, L’Aquilone Cooperativa Sociale.

Partecipa inoltre all’iniziativa la Fondazione Casa dell’Orfano di Clusone, che per l’occasione mette a disposizione una preziosa copia storica dell’Enciclopedia Treccani, autografata dall’editore, destinata a entrare nel percorso espositivo del Festival come testimonianza del legame tra il patrimonio culturale nazionale e la storia del territorio.

La scelta di Gromo e Clusone riflette la volontà del Festival di valorizzare luoghi in cui il patrimonio storico, artistico e paesaggistico continua a dialogare con il presente. Due borghi che, per storia e identità, offrono il contesto ideale per ospitare una riflessione sul valore della lingua, della cultura e del dialogo, confermando come anche i territori più decentrati possano diventare protagonisti di una proposta culturale di respiro nazionale.

IL ‘DIALOGO’ FILO ROSSO DELL’INIZIATIVA

La IX edizione del Festival Treccani della Lingua Italiana è dedicata alla parola “Dialogo”, scelta come chiave di lettura per una riflessione multidisciplinare sul ruolo della lingua italiana nella società contemporanea.

Il dialogo viene proposto come strumento di confronto, ascolto e costruzione di relazioni, capace di favorire la comprensione reciproca nei diversi ambiti della vita sociale, culturale e istituzionale. In un tempo caratterizzato da polarizzazioni e conflitti, il Festival invita a riscoprire il valore della parola come occasione di incontro, crescita e partecipazione.

La tappa di Gromo e Clusone porta questa riflessione all’interno di un contesto territoriale ricco di storia, tradizioni e identità, creando un ponte tra cultura nazionale e patrimonio locale. Le lezioni magistrali, le visite guidate, la mostra, i laboratori e gli appuntamenti pubblici trasformano i due borghi in un laboratorio diffuso dedicato alla lingua, alla cittadinanza e alla cultura.

Particolare attenzione è rivolta alle giovani generazioni, grazie a iniziative specifiche dedicate a bambini e ragazzi e al coinvolgimento del Sistema Bibliotecario Val Seriana in un percorso preparatorio sul tema del dialogo.

Il Festival Treccani della Lingua Italiana conferma così la propria vocazione a portare nei territori occasioni di confronto culturale di alto profilo, valorizzando al tempo stesso le identità locali e il patrimonio delle comunità che lo ospitano. In Valle Seriana, il tema del dialogo troverà una declinazione concreta nell’incontro tra cultura nazionale, memoria dei luoghi e partecipazione delle comunità.

IL PROGRAMMA PRE FESTIVAL

Aspettando il Festival Treccani – con la partecipazione del Sistema Bibliotecario Val Seriana

Martedì 14 luglio 2026 – Ardesio

Ore 20.30 – Sala Consiliare Comune di Ardesio

Incontro con il pubblico: “Paesaggio come Dialogo fra uomo e natura” con:

  • Fabio Deotto, scrittore, editor e giornalista, autore di saggi, romanzi e approfondimenti per riviste nazionali e internazionali occupandosi di scienza, cultura e politica

Mercoledì 15 luglio 2026 – Gandino

Ore 20.30 – Piazza Vittorio Veneto, Salone della Valle

Incontro con il pubblico: “Terre alte in movimento: abitare e produrre nelle montagne di mezzo” con

  • Fulvio Adobati, Professore Associato di Urbanistica – Università degli studi di Bergamo, Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate (Dalmine); Direttore del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” (Bergamo)

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Sabato 18 luglio 2026 – Gromo Ore 15.00 – Piazza Dante

Visita guidata al borgo medievale.

Ore 16.30 – Sala Filisetti Romano

Inaugurazione del Festival e saluti istituzionali. Conduce Alma Maria Grandin, giornalista TG1 RAI.

Ore 17.00 Politica e istituzioni: il linguaggio per il dialogo con i cittadini”

  • Michele Cortelazzo, professore emerito di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Padova e Accademico della Crusca
  • Remo Morzenti Pellegrini, già Rettore dell’Università degli studi di Bergamo e vicepresidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione

Ore 18.00 – Sala Filisetti Romano

“Arte e spettatore in dialogo

  • Nicolas Ballario, critico d’arte contemporanea, giornalista e divulgatore culturale, volto del programma RAI3 Splendida Cornice.
  • Simone Facchinetti, storico dell’arte, docente presso l’Università del Salento.

Ore 18.45 – Palazzo Milesi, Sala Consiliare

Inaugurazione della mostra fotografica “Dialoghi nel tempo. Ricostruzione e sguardo al futuro nelle fotografie dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (1946 1974)”, a cura dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo. In mostra una selezione di 26 fotografie provenienti dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, un patrimonio di oltre 7 milioni di fotografie che raccontano la storia dell’Italia dagli anni ’30 agli anni ’90 del Novecento.

La mostra sarà inoltre arricchita dall’esposizione di una copia storica dell’Enciclopedia Treccani, autografata dall’editore e concessa dalla Fondazione Casa dell’Orfano di

Clusone, testimonianza del valore che l’opera enciclopedica ha rappresentato nella diffusione della conoscenza e della cultura nel nostro Paese.

Ore 21.00 – Piazza Dante

Concerto a cura del Corpo Musicale di Gromo “Di pietra, fuoco e acqua. Gromo in musica tra storia, leggenda e memorie”, dirige il Maestro Francesco Maffeis.

Domenica 19 luglio 2026 – Clusone Ore 9.30 – Sala Legrenzi

“Paesaggio come dialogo fra uomo e natura”

  • Fabio Deotto, scrittore, editor e biotecnologo, autore di saggi, romanzi e approfondimenti che esplorano l’intersezione di scienza, cultura e politica
  • Renato Ferlinghetti, professore di Geografia presso l’Università degli studi di Bergamo

Ore 10.30 – Parco Nastro Azzurro

Parola a Topolino, laboratorio di fumetto per i più piccoli con Blasco Pisapia,

disegnatore ufficiale di Topolino.

(In caso di maltempo, il laboratorio sarà spostato negli spazi del MAT – Museo Arte Tempo)

Ore 11.30 – Piazza dell’Orologio

Visita guidata al borgo medievale.

Domenica 19 luglio 2026 – Gromo Ore 11.00 – Piazza Franzini (portici)

“Oltre le parole: il coraggio e la fatica del dialogo”

  • Beatrice Cristalli, linguista, formatrice e consulente editoriale per Mondadori Education e Rizzoli Education, specializzata nello studio dei linguaggi contemporanei e generazionali.

Le Lectio magistralis sono ad ingresso libero.

LE DICHIARAZIONI

Sara Riva, Sindaco di Gromo: “Dopo anni di costante impegno nell’ambito culturale, con questa prestigiosa iniziativa il Comune di Gromo, in sinergia con Clusone, compie un vero e proprio salto di qualità. Per un piccolo paese come il nostro, poter ospitare un evento di portata nazionale come il Festival Treccani della Lingua Italiana rappresenta un’opportunità unica e straordinaria. Siamo profondamente onorati di accogliere questa manifestazione, certi che rappresenti un’occasione imperdibile di valorizzazione per tutto il territorio.

Questo Festival dimostra concretamente come i nostri Comuni non abbiano nulla da invidiare ai grandi centri in termini di proposta e attivismo culturale. Si tratta sicuramente di una visione ambiziosa, che è stata pienamente condivisa dalla Fondazione Treccani e da tutte le realtà che hanno creduto fin da subito in questo progetto e che ringrazio sentitamente, a nome di tutta la cittadinanza, per il prezioso sostegno.

La parola di questa edizione, dialogo, si sposa perfettamente con lo spirito dell’iniziativa, nata proprio per accorciare le distanze e favorire un proficuo scambio tra i piccoli comuni montani e le grandi città. La cultura si conferma così il volano fondamentale per lo sviluppo sociale, economico e turistico delle nostre valli.

Questa importante tappa, inoltre, consolida ulteriormente il legame con Clusone: due comunità unite non solo dalla vicinanza geografica, ma anche dai marchi d’eccellenza che entrambe le località hanno saputo ottenere e conservare, ossia l’appartenenza ai Borghi più belli d’Italia e il riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Insieme siamo pronti a dimostrare il valore del nostro territorio su un palcoscenico di rilievo nazionale”.

Massimo Morstabilini, Sindaco di Clusone: “È con immensa soddisfazione che annunciamo la presenza di Clusone tra le tappe del Festival Treccani della Lingua Italiana 2026. Vedere un’istituzione culturale così autorevole scegliere la nostra cittadina è la conferma del grande potenziale attrattivo dei nostri borghi. Un ringraziamento speciale va agli amici del Comune di Gromo: la collaborazione attiva tra le nostre due realtà, entrambe eccellenze riconosciute tra i Borghi più belli d’Italia e tra le Bandiere Arancioni, è stata la chiave per portare sul territorio un evento di portata nazionale. Insieme a Gromo, Clusone diventerà per un fine settimana il palcoscenico della lingua e della cultura italiana, un’occasione unica di crescita, incontro e promozione di cui siamo profondamente fieri».

Mario Romano Negri, Presidente di Fondazione Treccani Cultura: “Portare il Festival Treccani della Lingua Italiana a Gromo e Clusone, due borghi di straordinaria bellezza e forte identità culturale, riflette pienamente lo spirito di questa edizione dedicata al dialogo. In questi luoghi, dove storia, memoria e tradizioni continuano a dialogare con il presente, il Festival diventa un’occasione di incontro e confronto tra persone e generazioni diverse, per riscoprire e valorizzare il legame tra lingua, comunità e territorio”.

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: “Sostenere una tappa del Festival Treccani della Lingua Italiana in Valle Seriana significa contribuire a portare sul territorio un’iniziativa di altissimo profilo culturale, capace di coinvolgere studiosi, divulgatori e cittadini attorno a temi che riguardano tutti. Crediamo che la cultura debba essere accessibile e diffusa, non concentrata esclusivamente nei grandi centri urbani, ma capace di raggiungere anche i borghi, le vallate e le comunità che rappresentano una parte fondamentale dell’identità del nostro territorio. La scelta di Gromo e Clusone dimostra come qualità, prestigio e partecipazione possano trovare casa anche in contesti decentrati, valorizzandone la storia, il patrimonio e la vitalità culturale. Per questo Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene con convinzione iniziative che rendono la cultura un’occasione di incontro, crescita e condivisione aperta a tutti”.

Daniele Pastore, Direttore regionale Lombardia Nord Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Con il Festival Treccani, Intesa Sanpaolo sostiene la cultura come leva di valorizzazione dei territori. Le fotografie della storica agenzia fotogiornalistica Publifoto, valorizzate dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo all’interno delle Gallerie d’Italia di Torino, raccontano un dialogo tra memoria e comunità, rendendo accessibile il patrimonio culturale e favorendo occasioni di incontro e riflessione anche nei borghi. Un impegno che contribuisce a generare crescita, partecipazione e valore condiviso per le comunità della Valle Seriana”.

Gianfranco Gafforelli, Presidente Provincia di Bergamo: “La tappa del Festival Treccani a Gromo e Clusone rappresenta un’importante occasione di crescita culturale e di valorizzazione del nostro territorio. Accogliere un’iniziativa di così alto profilo in due dei borghi più belli e significativi della Bergamasca significa riconoscere il ruolo che la cultura svolge nel promuovere conoscenza, partecipazione e sviluppo delle comunità locali. La Provincia di Bergamo guarda con particolare favore a eventi che sanno coniugare approfondimento, dialogo e valorizzazione delle identità territoriali. Gromo e Clusone, con la loro storia, il loro patrimonio artistico e il loro straordinario contesto paesaggistico, offrono una cornice ideale per ospitare riflessioni sui grandi temi del nostro tempo. Ringrazio la Fondazione Treccani, il Comune di Gromo e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione per aver scelto il nostro territorio. Sono certo che le giornate del 18 e 19 luglio sapranno coinvolgere cittadini, giovani e visitatori, contribuendo a rafforzare il legame tra cultura e comunità, elemento fondamentale per costruire il futuro della nostra provincia”.

Massimo Scandella, Presidente Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei Fiumi Brembo e Serio (BIM): “Non poteva mancare il sostegno del Consorzio BIM del Lago di Como e Fiumi Brembo e Serio a quest’iniziativa. Complimenti ai Comuni di Gromo e Clusone per aver portato in Val Seriana una tappa della IX edizione del Festival Treccani, un evento di rilevanza nazionale che darà ulteriore prestigio a due dei “Borghi più belli d’Italia”, entrambi conosciuti anche per la propria storia, per la propria identità, per la propria cultura, e che sarà un’ulteriore testimonianza della bellezza e delle unicità che caratterizzano il nostro territorio”.

Daniele Esposito, Sindaco di Albino e Presidente del Sistema Bibliotecario della Val Seriana: “Le biblioteche della Val Seriana rappresentano da sempre un presidio di cittadinanza e cultura diffusa sul territorio, luoghi di incontro tra generazioni, linguaggi e comunità. Accogliamo con grande favore questa tappa del Festival Treccani, che trova nelle nostre biblioteche un naturale punto di riferimento e prosecuzione sul territorio, in perfetta sintonia con il tema del dialogo che da sempre anima il nostro lavoro quotidiano. Anche le nostre biblioteche partecipano all’evento con un percorso di avvicinamento sul tema dell’ambiente come dialogo tra uomo e natura con la presenza in biblioteca dello scrittore Fabio Deotto e del professor Fulvio Adobati. Ringraziamo la Fondazione Treccani e i Comuni di Gromo e Clusone per questa importante occasione offerta alla Valle Seriana”.

Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo: “Il Festival Treccani della Lingua Italiana rappresenta un’importante occasione per riflettere sul ruolo della lingua come strumento di conoscenza, relazione e partecipazione alla vita civile. Il tema del dialogo, al centro di questa edizione, richiama una delle missioni fondamentali dell’università: promuovere il confronto tra idee, discipline e persone, creando spazi di ascolto e di crescita condivisa. Siamo particolarmente lieti di sostenere un’iniziativa che porta nel cuore della Valle Seriana un appuntamento culturale di rilievo nazionale, valorizzando al tempo stesso il patrimonio storico, sociale e culturale di questo territorio. La presenza di docenti e studiosi del nostro Ateneo all’interno del programma testimonia inoltre il forte legame tra l’Università degli studi di Bergamo e le comunità locali, nella convinzione che la diffusione della conoscenza e il dialogo con il territorio siano elementi essenziali per generare sviluppo culturale e coesione sociale.”

“Prendersi cura. Nuovi bisogni, nuove risposte”: al via la rassegna “Comunità in dialogo” di Fondazione Banca Popolare di Bergamo e Intesa Sanpaolo per promuovere la cultura del dono

«Non basta elargire il dono. Occorre promuovere la cultura del dono nella comunità di riferimento». È da questa consapevolezza, espressa dal presidente di Fondazione Banca Popolare di Bergamo Armando Santus, che nasce il ciclo di incontri “Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”, promosso da Fondazione BPB in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Tre appuntamenti con voci autorevoli e dal profilo diverso per esplorare il valore che economia e finanza possono generare quando mettono al centro la persona e il bene comune. Un percorso tra dati, esperienze e visioni – come cita il titolo scelto – per leggere il presente e immaginare il futuro di Bergamo.

Fondazione Banca Popolare di Bergamo diventa Ente Filantropico. Si rafforza così l’impegno della Fondazione nella promozione della solidarietà e dello sviluppo del territorio bergamasco attraverso iniziative benefiche, culturali, socioassistenziali, di tutela del patrimonio locale e dell’arte, avviato nel 1991 per iniziativa dell’allora Banca Popolare di Bergamo e che continua, oggi, insieme a Intesa Sanpaolo, e per celebrare al meglio questo importante momento della storia dell’ente promuove, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, la rassegna di tre incontri aperta alla città. Il primo appuntamento, ospitato nella sede di Fondazione BPB e di Intesa Sanpaolo di viale Roma, ha affrontato il tema della persona e della cura, con un titolo che è già un programma: ‘Prendersi cura. Nuovi bisogni, nuove risposte’. Un incontro che ha voluto esplorare come economia, finanza, impresa e mondo sociale possano concorrere alla costruzione di una comunità più giusta e inclusiva, secondo una logica generativa condivisa anche dalla sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, intervenuta in apertura.

A guidare la riflessione iniziale l’economista Giovanni Foresti, Head of Regional Research di Intesa Sanpaolo, che ha delineato un quadro fatto di sfide urgenti: aumento delle disuguaglianze, povertà diffusa anche tra i lavoratori, giovani “Neet”, squilibri demografici e crescente vulnerabilità sociale. Poi, la conversazione, moderata da Alberto Ceresoli, direttore de L’Eco di Bergamo, ha coinvolto don Roberto Trussardi direttore della Caritas diocesana, Giovanna Ricuperati presidente di Confindustria Bergamo, e Francesco Locati direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII.

L’urgenza emersa non è soltanto economica: riguarda la qualità della relazione, la dignità abitativa, l’ascolto attivo delle nuove povertà materiali, culturali e spirituali. Come ha ribadito don Trussardi: “La comunità di relazione parte dagli ultimi e li reinserisce. Non basta dare un pacco di pasta”. A richiamare l’intervento delle imprese è stata Ricuperati: “Ognuno deve fare bene la propria parte, anche sul piano della produttività e del benessere delle persone”. E Locati ha ricordato la necessità di riformare l’approccio alla cura, rafforzando la sanità di prossimità, in rete con la comunità.

“Comunità in dialogo” si propone così non solo come spazio di confronto, ma come laboratorio permanente di idee, in grado di attivare alleanze tra mondo pubblico e privato, tra istituzioni e cittadinanza. Appuntamento al secondo incontro della rassegna, dal titolo ‘Territorio e visione. Generare futuro insieme’, giovedì 18 settembre 2025, con Sergio Cavalieri Rettore Università degli studi di Bergamo, Gen. D. Cosimo Di Gesù Comandante Accademia Guardia di Finanza di Bergamo, Fabio Bosatelli Presidente Gewiss Spa, Roberta Frigeni Direttrice Museo delle Storie di Bergamo.

L’ingresso è libero e gratuito, previa registrazione online su eventbrite (link: https://bit.ly/3Sy93sP) raggiungibile anche dal sito fondazionebpb.it/eventi

 

Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene ‘Casa del Melograno’, a Bolgare: un minibus per i cinque minori provenienti da situazioni familiari difficili

Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene l’Associazione ‘Casa del Melograno’ di Bolgare con un contributo di 15 mila euro destinato all’acquisto di un minibus per minori con situazioni familiari difficili.

‘Casa del Melograno’ è un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2019 per sostenere l’apertura di una Casa-famiglia in cui accogliere minori provenienti da situazioni di momentanea difficoltà familiare. Bambini e ragazzi da tutta Italia, per cui i Tribunali dei Minori stabiliscono l’allontanamento dal nucleo familiare d’origine, su decisione dei Servizi Sociali trovano qui una casa e soprattutto una famiglia in cui costruire una vita nuova. Il progetto, nato dalla scelta di Massimiliano De Filippis e della moglie di allargare la propria famiglia ad altri, conta oggi cinque giovani ospiti accompagnati anche da due educatrici professioniste.

«Siamo una famiglia affidataria da anni – spiega Massimiliano de Filippis, responsabile dell’Associazione ‘Casa del Melograno’ – Per me e mia moglie, che già avevamo cinque figli, l’inizio di tutto è stata la disponibilità ad accogliere altri minori per dare loro amore, un posto sicuro e anche delle semplici regole, per permettere loro di ricostruire la propria vita. Con il tempo ci siamo resi conto che sono davvero numerosi i bambini e le bambine che hanno questo tipo di bisogno, un bisogno che ci ha interpellato e che ha fatto maturare in noi l’idea di aprire una Casa-famiglia. Le situazioni familiari di provenienza sono spesso gravi: tossicodipendenza, carcere, violenza. I figli arrivano da noi con un progetto promosso dai Servizi sociali per vivere un percorso di cura che in alcuni casi prevede il rientro nella famiglia d’origine, se nel frattempo ne sono maturate le condizioni, ma che in generale lavora molto sull’autonomia dei ragazzi, perché nel futuro devono sapere camminare con le proprie gambe. Il primo ragazzo che abbiamo accolto, alcuni anni fa, è l’esempio per cui non è detto che le condizioni di partenza debbano per forza condizionare la propria vita. L’amore di una famiglia fa rifiorire questi ragazzi: anche lui qui ha ritrovato speranza nel futuro, ed oggi si sta per laureare. Il progetto della Casa-famiglia continua a crescere, e tra le necessità pratiche c’era quella di un minibus: grazie al sostegno di amici e conoscenti, realtà del territorio ed ora del consistente contributo di Fondazione Banca Popolare di Bergamo, sarà possibile rendere più agevoli i nostri spostamenti».

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «La generosità autentica della storia di Casa del Melograno ci ha spinto a sostenere questa straordinaria esperienza di cura e di vicinanza a minori in difficoltà, a favore di bambini e ragazzi che grazie all’amore, all’accoglienza e alla cura familiare possono realmente costruire una vita migliore anche se a partire da situazioni difficili. Fondazione Banca Popolare di Bergamo – oggi insieme ad Intesa Sanpaolo – prosegue così il proprio impegno nel campo dei servizi socioassistenziali in tutta la provincia di Bergamo sostenendo un’iniziativa le cui ricadute vanno ben oltre le mura della Casa-famiglia, vista la stretta sinergia che l’Associazione ha instaurato con i Servizi Sociali del territorio».

Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene la ricerca di FROM sulla Sindrome di Angelman

Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene la ricerca sulla Sindrome di Angelman. Il contributo, pari a 30 mila euro, è destinato alle attività di FROM – Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo ETS impegnata da anni nella ricerca sulla patologia rara insieme ad Associazione Angelman, che riunisce le famiglie dei pazienti.

La donazione di Fondazione Banca Popolare di Bergamo intende in particolare finanziare l’evoluzione del Registro Angelman, progetto significativo in ambito metodologico avviato nel 2018 da FROM e popolato dai dati inviati dalle famiglie dei pazienti, di cui è in fase di progettazione un ulteriore sviluppo. Partendo da una revisione della letteratura sul tema, il team FROM – in collaborazione con Associazione Angelman – sta finalizzando la stesura del protocollo di ricerca che prevede la creazione di un nuovo strumento informatico, un’applicazione messa a disposizione dei caregiver dei pazienti per la raccolta di un’ampia tipologia di dati. Il fine è raccogliere i Real World Data in modo strutturato e con rigore scientifico : si tratta di “dati che provengono dal mondo reale”, e cioè quelli che vengono prodotti dai pazienti stessi nel loro percorso diagnostico terapeutico nella reale pratica clinica (grazie all’applicazione saranno le stesse famiglie ad inoltrarle), un patrimonio di informazioni preziose in grado di migliorare la conoscenza della malattia, valutarne nel tempo evoluzione clinica e sintomatologica, ipotizzare nuovi percorsi di cura.

La collaborazione di lunga data tra le due realtà bergamasche FROM – Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo ETS e Associazione Angelman permette di sviluppare progetti sulla malattia potendo contare sullo scambio di informazioni costante con coloro che quotidianamente vivono accanto ai pazienti con Sindrome di Angelman. Grazie ai fondi raccolti da Associazione Angelman e al know-how tecnico-scientifico di FROM, inoltre, ad ottobre 2023 è stata assegnata una borsa di studio quadriennale (la terza consecutiva) assegnata ad una giovane ricercatrice impegnata nella ricerca sulla malattia presso l’Erasmus Medical Center di Rotterdam, in Olanda.

LA SINDROME DI ANGELMAN

La Sindrome di Angelman è una malattia rara del neurosviluppo (un caso su circa 12-15 mila nati nel mondo, circa 3 mila in Italia, prevalentemente in età pediatrica), causata da una mutazione genetica del cromosoma 15 che comporta ritardo cognitivo, grave difficoltà nel linguaggio e nei movimenti e spesso epilessia, disturbi del sonno, gastrointestinali o respiratori. In media, le famiglie ricevono una diagnosi certa dopo il primo anno e mezzo di vita. Negli ultimi anni la conoscenza della Sindrome ha subito un forte incremento soprattutto dal punto di vista della comprensione genetica della malattia, mentre ancora molto frammentata appare la conoscenza sulla sua evoluzione clinica e sintomatologica. La Sindrome di Angelman è considerata una sindrome del neurosviluppo per la quale la ricerca prospetta potenzialità di cura molto elevate. La Giornata internazionale della Sindrome di Angelman si celebra il 15 febbraio proprio per correlare tale data al numero 15 che indica il cromosoma alterato nella sindrome e al mese delle malattie rare (la Giornata delle malattie rare quest’anno ricorre il 29 febbraio).

LE DICHIARAZIONI

Armando Santus, presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «Sosteniamo con orgoglio la ricerca sulla Sindrome di Angelman con risorse destinate ad un progetto innovativo, che punta a far crescere la conoscenza della malattia grazie alla collaborazione preziosa con le famiglie dei pazienti. Si tratta di una nuova frontiera della ricerca, che si avvale della tecnologia e dei Big Data, e che rappresenta un’applicazione sempre più attuale dell’impegno di Fondazione Banca Popolare di Bergamo, oggi insieme ad Intesa Sanpaolo, a sostenere i bisogni del territorio. Un sostegno tanto più importante perché a beneficio di pazienti che confidano sulla ricerca per trovare una cura, che purtroppo ancora manca, per questa patologia».

Francesco Biroli, responsabile Area Neuroscienze FROM – Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo ETS: «Negli ultimi anni sono aumentati gli sforzi nella ricerca sulla Sindrome di Angelman, patologia rara che tanto impatta sui pazienti e sulle loro famiglie. In questi anni sono stati fatti passi importanti per migliorare le terapie. Per questo ringraziamo Fondazione Banca Popolare di Bergamo per aver creduto nel progetto, ambizioso ma concreto, che FROM in collaborazione con Associazione Angelman sta sviluppando per la raccolta dei preziosi dati clinici dei pazienti. Con lo sviluppo del Registro Angelman, FROM e Associazione Angelman ampliano i propri obiettivi: oltre alla ricerca di base – portata avanti anche grazie dalle borse di studio quadriennali presso l’Erasmus Medical Center di Rotterdam sostenute dai due enti – è sempre più importante raccogliere i dati reali provenienti dalla quotidianità dei pazienti per valutare relazioni e correlazioni per migliorare la ricerca e sviluppare terapie sempre più efficaci».

Luca Patelli, presidente di Associazione Angelman: «L’interesse per la Sindrome di Angelman e, in generale per le malattie rare, si è esteso ben oltre la cerchia dei pazienti, delle loro famiglie e di pochi ricercatori isolati. Tale interesse si ritrova in una nuova sensibilità di istituzioni e singoli benefattori. La donazione di Fondazione Banca Popolare di Bergamo ne è un esempio e valorizza gli sforzi e i progressi compiuti in questi anni da FROM e Associazione Angelman. I bisogni di pochi possono rappresentare in futuro una grande opportunità per molti».

ASSOCIAZIONE ANGELMAN

L’Associazione Angelman è una onlus nata sul Lago d’Iseo in provincia di Bergamo nel 2012 da una famiglia con una bimba affetta dalla sindrome di Angelman. Da undici anni diffonde la conoscenza della sindrome e raccoglie fondi per la ricerca, con l’aiuto di circa 100 volontari, per lo più delle province di Bergamo e di Brescia. Un comitato scientifico valuta i progetti e orienta i finanziamenti sugli studi più promettenti. Tutti i consiglieri, i medici del comitato scientifico e i volontari aiutano a titolo totalmente gratuito (non sono previsti nemmeno rimborsi spese). I proventi e le donazioni vengono interamente destinati alla ricerca. L’Associazione Angelman opera con totale trasparenza. I progetti realizzati e le risorse destinate vengono comunicati a mezzo stampa e sui canali digitali dell’associazione. Per maggiori informazioni: www.associazioneangelman.it

FROM – Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo ETS

FROM è la Fondazione per la ricerca dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La sua mission è quella di valorizzare le potenzialità della ricerca clinica per migliorare l’azione ospedaliera e, quindi, la qualità delle cure e la tutela della salute per tutti. Grazie in particolare ad alte competenze in campo statistico e biostatistico, la Fondazione mette a disposizione dell’Ospedale metodi, sostegno nella gestione degli aspetti regolatori e amministrativi, formazione e supporto nella gestione e nell’elaborazione dei dati clinici raccolti nei diversi Dipartimenti della struttura, ed è soggetto accreditato per gli studi di Fase I, il primo passo della sperimentazione di nuovi farmaci sull’uomo. Per maggiori informazioni: www.fondazionefrom.it

‘I Promessi Sposi’, cinquanta preziosi volumi in dono a sostegno dei progetti per i giovani di Fondazione Don Fausto Resmini

In occasione del 150° anniversario della morte di Alessandro Manzoni (22 maggio 1873), Fondazione Banca Popolare di Bergamo dona cinquanta preziosi volumi de ‘I Promessi Sposi’ di Alessandro Manzoni a Fondazione Teatro Donizetti con lo scopo di finanziare progetti di solidarietà dedicati, in particolare, ai più giovani.

L’iniziativa rientra nel progetto di Fondazione Banca Popolare di Bergamo che prevede la donazione alle istituzioni del territorio di alcune opere del proprio ricco patrimonio librario con l’obiettivo di divulgare la cultura e la storia della città e, insieme, di sostenere progetti benefici. Una piccola, ma preziosa biblioteca che non trascura né la storia nè l’arte locale nè la grande fotografia: tra i volumi che saranno donati figurano la seconda edizione della ‘Storia di Bergamo e dei Bergamaschi’ di Bortolo Belotti (edizione voluta dalla Banca Popolare di Bergamo nel 1989 in occasione del 120esimo anniversario dalla sua costituzione), ‘Disegni di viaggio’ di Luigi Angelini (prima edizione Poligrafiche Bolis 1982), l’intera collana dei Pittori Bergamaschi, inclusi i Pittori dell’Ottocento (la cui realizzazione ha impegnato la Banca Popolare di Bergamo e le poligrafiche Bolis per circa 20 anni nella seconda metà del Novecento sulla base delle collaborazioni di importanti studiosi d’arte), ‘Terra di Bergamo’ (edita nel 1969, in occasione del centenario di costituzione della Banca) oltre alla preziosa opera manzoniana de ‘I Promessi Sposi’ (pubblicata tra il 1840 e il 1842 in 106 dispense, successivamente rilegate in un unico volume a cura dell’autore), rieditata da Banca Popolare di Bergamo nel 1985 in occasione del bicentenario della nascita di Alessandro Manzoni.

Da oggi una copia del volume de ‘I Promessi Sposi’ è esposta nel Foyer del Teatro G. Donizetti di Bergamo, conservata in una teca che lo mostra al pubblico e funge da strumento di comunicazione per la promozione dell’iniziativa benefica. L’opera manzoniana potrà essere acquisita da chiunque desideri partecipare alla raccolta fondi con una donazione a partire da 100 euro. Le donazioni, che saranno raccolte dalla biglietteria del Teatro Donizetti e dal personale di sala durante gli spettacoli, contribuiranno a promuovere le attività e le iniziative della Fondazione Don Fausto Resmini – da sempre attenta ai più giovani – e, in particolare, a quelle volte al supporto e all’inserimento dei più fragili, anche stranieri, nella società e nel mondo del lavoro.

Armando Santus, presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «Fondazione Banca Popolare di Bergamo ha scelto di donare alle istituzioni del territorio alcune opere del suo ricco patrimonio librario con l’obiettivo di divulgare la cultura e la storia della città e, insieme, di sostenere progetti di solidarietà per i più giovani.  Una raccolta di pregevole valore letterario, come nel caso de ‘I Promessi Sposi’, che – in occasione del 150°anniversario della morte di Alessandro Manzoni che ricorre quest’anno – acquista un’ulteriore risonanza. Parte del patrimonio librario donato dalla Fondazione andrà ad arricchire le biblioteche della provincia di Bergamo nonché la nuova Biblioteca dei Comuni, realizzata dalla Provincia in Borgo Santa Caterina. Quest’oggi iniziamo con la donazione de ‘I Promessi Sposi’ alla Fondazione Teatro Donizetti, interlocutore di primo piano nel panorama culturale della città, che da subito ha colto e sposato lo spirito dell’iniziativa: promozione della cultura e solidarietà sociale».

Giorgio Berta, presidente Fondazione Teatro Donizetti: «Nella ricorrenza del 150° della morte di Alessandro Manzoni la Fondazione Teatro Donizetti vuole contribuire al ricordo di una delle figure più rilevanti del nostro paese accogliendo la donazione da parte della Fondazione Banca Popolare di Bergamo di preziosi volumi de ‘I Promessi Sposi’, che saranno messi a disposizione di tutti coloro che vorranno donare una somma il cui ricavato andrà alle iniziative realizzate dalla Fondazione Don Fausto Resmini per i giovani. È un’iniziativa a cui teniamo in modo particolare sia per l’importante ricorrenza sia perché nell’attività culturale della Fondazione Teatro Donizetti è sempre presente anche una forte sensibilità nei confronti dei più fragili».

Don Dario Acquaroli, direttore Fondazione Don Fausto Resmini: «L’iniziativa che ci coinvolge ci lascia pieni di riconoscenza e gratitudine. La Fondazione Don Fausto Resmini del Patronato San Vincenzo, all’interno della Comunità don Lorenzo Milani, ha la possibilità di accogliere e accompagnare ragazzi minorenni e neomaggiorenni in percorsi educativi volti al raggiungimento di alcuni obiettivi personali, percorsi che puntano all’autonomia non solo materiale ma anche critica del mondo in cui vivono. Le fragilità e le povertà che i ragazzi portano chiedono un impegno e una formazione sempre maggiori, oltre che un continuo accompagnamento degli educatori che sono chiamati ogni giorno a vivere questo lavoro così particolare. Grazie all’iniziativa della Fondazione Banca Popolare di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti avremo la possibilità di rendere sempre più rispondente ai bisogni di ciascuno dei ragazzi la nostra accoglienza. Proprio per questi motivi credo che l’iniziativa proposta non sia un semplice gesto di generosità, ma permetta anche a chi custodirà e leggerà quelle pagine di conoscere una storia di uomini e donne fragili, che si intreccia creando situazioni e avvenimenti sorprendenti e che incontra in modo sorprendente e sconosciuto – nonostante sembri prevalere la disperazione – quella che Manzoni definisce la Provvidenza. Ed è proprio la Provvidenza Divina che noi sperimentiamo ogni giorno in gesti concreti, come questo, e di cui ci facciamo semplice strumento per i ragazzi e i poveri, proprio come ci hanno insegnato don Bepo e don Fausto».

Cinque opere dell’Accademia Carrara restaurate ‘sotto gli occhi’ degli studenti dell’Istituto d’Arte Applicata “Andrea Fantoni” di Bergamo.

Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene il progetto di conservazione e di formazione al restauro di cinque opere della Fondazione Accademia Carrara, che vede coinvolti anche gli studenti della Scuola d’Arte Applicata “Andrea Fantoni” di Bergamo.

IL RESTAURO CONSERVATIVO DI SEI OLI SU TELA

L’iniziativa, promossa da Fondazione Banca Popolare di Bergamo e sostenuta dalla stessa attraverso un finanziamento di circa 40mila euro, ha una durata prevista di tre anni – dal 2023 al 2025 –, e si concentra su un nucleo di sei opere che rivestono un significato particolare, per le loro caratteristiche e perché costituiscono casi di studio particolarmente rappresentativi. Si tratta di cinque oli su tela dipinti in un arco temporale che va dal XVI al XIX secolo: Giovanni Busi detto Cariani, Cristo e l’adultera, copia da Tiziano; Giovan Battista Moroni, Ritratto di gentiluomo; Enea Salmeggia, S. Domneone; Anton van Dyck, copia da, Compianto su Cristo morto; Costantino Rosa, Scorci montani delle valli bergamasche. Tutte le opere, selezionate dalla Fondazione Accademia Carrara, saranno oggetto di un intervento di restauro conservativo articolato in diverse fasi: verrà individuato un professionista che sarà invitato a redigere una relazione tecnica sulle opere – comprensiva di eventuali analisi non invasive che ne accertino tutti gli elementi costitutivi, dalla tecnica al supporto alla documentazione fotografica – e un progetto di restauro da sottoporre alla valutazione e approvazione da parte della Soprintendenza. Ad una ricerca di carattere storico-artistico – coordinata dal responsabile dell’Ufficio Conservatori dell’Accademia Carrara e condotta con l’obiettivo di inquadrare le opere nel contesto culturale di cui sono espressione – seguirà l’intervento conservativo vero e proprio eseguito da professionisti restauratori.

PROFESSIONISTI DEL RESTAURO E STUDENTI, INSIEME

All’intero percorso prenderanno parte anche alcuni studenti della Scuola d’Arte Applicata “Andrea Fantoni” di Bergamo, con cui l’Accademia Carrara intrattiene da tempo un solido rapporto in linea con la grande attenzione che il fondatore Giacomo Carrara dedicava ai giovani e alla loro formazione: è, questa, un’occasione per osservare da vicino – senza ruoli operativi, che richiedono una più solida preparazione ed esperienza – non solo l’intervento diretto ma anche tutta la fase preparatoria, di studio e di diagnostica dello stato di conservazione delle opere. Si tratta, per aspiranti operatori nel campo del restauro di opere d’arte, di un primo ma significativo approccio al mestiere del restauratore – sempre più caratterizzato da competenze scientifiche e dalla presenza di strumentazione tecnologica avanzata –, utile dunque a rendere più consapevoli le scelte formative future degli studenti.

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «Il territorio bergamasco – e nello specifico l’Accademia Carrara – possiede un patrimonio d’arte di altissima qualità, che non solo va tutelato ma reso pienamente fruibile nel tempo. Ecco perché la Fondazione Banca Popolare, in linea con l’impegno per la tutela del patrimonio artistico e storico locale che da sempre la anima, ha deciso non solo di sostenere un intervento di restauro, ma di rendere tale processo aperto ai giovani che si stanno formando nel campo della conservazione. Crediamo che si tratti di un’occasione importante per accrescere consapevolezza e competenze delle generazioni a cui spetterà il compito di portare avanti il lavoro di valorizzazione delle nostre bellezze artistiche. Il progetto durerà tre anni, un tempo utile anche per raccogliere i primi frutti di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023».

Maria Cristina Rodeschini, Direttrice Fondazione Accademia Carrara: «Il progetto triennale mette in relazione la Fondazione Banca Popolare di Bergamo, la Fondazione Accademia Carrara e la Scuola d’Arte Applicata “Andrea Fantoni” secondo una modalità di cooperazione ricca di significato. L’affiancamento di giovani allievi ai professionisti, affinché possano assistere alle diverse fasi di un processo complesso quale è il restauro di un’opera d’arte, non può che essere considerato come un vero e proprio laboratorio di studio per giovani interessati a conoscere meglio le coordinate di una professione, quella del restauratore, grandemente attrattiva ma anche difficilmente praticabile per chi non dispone di competenze specifiche. Ci sono tutte le premesse per la buona riuscita della collaborazione tra la Carrara, che insieme ai restauratori che operano sul suo patrimonio offre un’opportunità di conoscenza, e la Fondazione Banca Popolare di Bergamo, che non solo ha stimolato tale progettualità, ma le assicura anche un futuro sostenendola per tre annualità consecutive».

Antonio Parimbelli, Presidente Scuola d’Arte Andrea Fantoni: «Nostro obiettivo è da sempre favorire attraverso la formazione di alto livello la crescita culturale e professionale, in particolare nel settore artistico e dei Beni Culturali, così come promuovere il positivo inserimento della persona nel mondo del lavoro e nella società. In una Scuola d’Arte è importante capire che salvare il bello significa salvare l’opera dell’ingegno dell’uomo e dunque il progresso da esso compiuto. Questa iniziativa rinnova il nostro dialogo con il territorio con il quale siamo legati grazie alle relazioni anche con altre istituzioni quali ad esempio la Diocesi, le Parrocchie, la Soprintendenza. Grazie al sostegno della Fondazione Banca Popolare di Bergamo, questo progetto ci consente di rinnovare il rapporto tra la Scuola Fantoni e l’Accademia Carrara, l’istituzione più prestigiosa in campo artistico della città, con la quale nel contesto del Corso di Tecnico del Restauro, avevamo già collaborato. Siamo felici che questa nuova iniziativa possa coinvolgere per il primo anno i ragazzi del Liceo Artistico, sarà infatti per loro occasione irripetibile di stimolo e di formazione; altrettanto sarà momento qualificante per gli allievi del triennale Corso di Tecnico del Restauro. Operare su beni reali al fianco di professionisti è proprio una delle caratteristiche qualificanti di tale Corso di studi. Dal 1999, in oltre 20 anni, i nostri studenti si sono misurati a contatto con opere d’arte di istituzioni laiche e religiose del territorio al servizio del vasto patrimonio della nostra provincia».

Torna a splendere il Coro dei Laici nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo

Fondazione MIA e Fondazione Banca Popolare di Bergamo presentano il restauro del Coro dei Laici, parte del cinquecentesco Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto posto nella Basilica di Santa Maria Maggiore, in Città Alta a Bergamo. Si tratta della prima parte del più ampio intervento di restauro, ancora in corso, che restituirà alla città di Bergamo l’intera sequenza di tarsie lignee raffiguranti immagini di storie bibliche e simboliche, la cui esecuzione si colloca tra il 1523 e il 1555. Il Coro dei Laici, impreziosito da ventinove tarsie che rappresentano scene dell’Antico Testamento, disegnate dal Lotto e realizzate dal maestro intarsiatore Capoferri tra il 1523 e il 1530, è quello più recente – realizzato tra il 1553 e il 1555 – e occupa l’area absidale della Basilica. Il nome di questa sezione del Coro fa riferimento alla posizione in cui sedevano durante le celebrazioni i congregati laici di quella che oggi è la Fondazione MIA. Oltre alla sezione dedicata ai laici, il Coro ligneo si compone di una seconda parte, il Coro dei Religiosi, il cui restauro sarà ultimato entro l’autunno 2023.

IL RESTAURO E LE SCOPERTE

Il Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto – come la Basilica di Santa Maria Maggiore che lo custodisce – è gestito da Fondazione MIA che ne ha commissionato un importante restauro, avviato ad aprile 2022, curato da Luciano Gritti dell’omonima Bottega di restauro con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. Fondazione Banca Popolare di Bergamo è partner esclusivo dell’intervento. Il restauro, che si è reso necessario e urgente per preservare il bene dal deperimento causato dello scorrere del tempo, ha seguito le tecniche più innovative. I lavori hanno previsto il monitoraggio micro-climatico dell’ambiente; la campagna di analisi per studiare le tecniche esecutive e le antiche vernici; la pulitura svolta con metodi tradizionali e sistemi laser di ultima generazione; il consolidamento e la disinfestazione dell’opera; la scansione 3D dell’intero Coro e il rilievo CAD di tutti gli elementi che lo compongono; la campagna fotografica di documentazione. Grazie all’intervento di restauro, sono state scoperte opere inedite sia al pubblico che agli addetti ai lavori. La prima è un affresco di fine Trecento raffigurante una Madonna col Bambino, rimasta nascosta fino ad oggi dietro ad una tarsia del Coro. La seconda testimonianza è un’opera attribuita al pittore pavese del Cinquecento Francesco Rosso, intarsiata da Giovan Francesco Capoferri, raffigurante Caino e Abele. Fino ad oggi, gli studiosi erano convinti che la figura di Caino fosse stata persa per sempre. Si tratta di un ritrovamento straordinario, non solo perché questa tarsia, intatta e perfettamente conservata poiché inserita nella struttura portante del Coro, è visibile per la prima volta dal Cinquecento, ma anche perché alcune parti raffigurate si sono svelate come dipinte. La terza grande scoperta attiene all’antico sistema di “coperti” delle tarsie. Dalla metà del 1800 le tarsie sono state nascoste alla vista del pubblico da coperchi di legno e, prima del restauro, solo alcune erano osservabili durante le visite guidate. Smontando la parte presbiteriale del Coro, la più antica (il Coro dei Religiosi), si è scoperto che le tarsie con simbologie neoplatoniche lì disposte, erano in origine pensate come coperchi, “coperti” per l’appunto, delle tarsie a tema testamentario, ora posizionate nella metà absidale (il Coro dei Laici). Fino ad oggi gli studiosi non erano riusciti a spiegare la funzione dei “coperti”, non sapendo se qualificarli come ante o semplici coperchi da mettere e togliere per salvaguardare le opere. L’intervento di restauro ha rivelato un sistema unico e mai visto in un oggetto di questo tipo: le sedute del coro presbiteriale erano state predisposte per ospitare un originale sistema a scomparsa, ovvero la tarsia simbolica sarebbe sparita dietro l’alzata della seduta con un sistema a ghigliottina, lasciando scoperta la tarsia biblica.

CON IL ‘CANTIERE VIVO’ UN RESTAURO SEMPRE APERTO

Quello allestito all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore è un ‘Cantiere Vivo’ che, delimitato da pannelli di plexiglass su cui sono riportati testi, immagini e QR code che permettono l’approfondimento di contenuti storici e artistici legati all’opera e al suo contesto, mantiene l’area dei lavori sempre accessibile ai visitatori, che possono quindi sia ammirare il Coro cinquecentesco e le sue preziose tarsie in legno, sia osservare da vicino le tecniche di restauro e il lavoro dei professionisti in tempo reale. L’allestimento di tutta l’area di cantiere è stato ideato e realizzato da Smart Puzzle, un team di professionisti specializzato nella valorizzazione di beni culturali, con la direzione scientifica di Stefano Marziali. Il ‘Cantiere Vivo’ è protagonista dell’anno di Bergamo Brescia Capitale della Cultura: l’intera area rimarrà accessibile, negli orari di apertura della Basilica, fino al termine dei lavori (autunno 2023). Iniziativa di restauro e, insieme, di divulgazione culturale, ‘Cantiere Vivo’ è animato dall’intento di generare un impatto profondo sul territorio, con particolare attenzione ai più giovani. Il Cantiere ha infatti coinvolto anche numerosi studenti delle scuole del territorio di Bergamo e di Brescia – grazie alla collaborazione con Officina dello Storico, l’associazione che si occupa dell’organizzazione delle attività di valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Fondazione MIA – con un’adesione di oltre 1.200 studenti di scuole di ogni ordine e grado. Ad oggi, oltre 500 mila persone hanno visitato il cantiere di restauro del Coro ligneo di Capoferri e Lotto.

PUBBLICATE LE LETTERE DI LORENZO LOTTO ALLA FONDAZIONE MIA. QUATTRO INCONTRI PER CONOSCERE L’ARTISTA.

In occasione del restauro del Coro ligneo di Capoferri e Lotto, Fondazione MIA pubblica il volume “Lorenzo Lotto. Lettere. Corrispondenze per il coro intarsiato” (Officina Libraria, 2023) a cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi, con contributi di Antonella Anedda, Franco Cardini, Marco Carobbio, Enrico Maria Dal Pozzolo, Telmo Pievani.
L’opera riproduce integralmente le trentanove lettere inviate tra il 1524 e il 1532 da Lorenzo Lotto ai reggenti della Misericordia Maggiore di Bergamo. I documenti epistolari vertono sulla realizzazione dei cartoni per il progetto del coro di Santa Maria Maggiore di Bergamo: circa settanta disegni poi tradotti a intarsio con una quindicina di essenze lignee da Giovan Giovanni Francesco Capoferri e dalla sua bottega. Le lettere testimoniano sia le istruzioni epistolari che intercorrevano tra artista e committenti, sia il progressivo deteriorarsi dei loro rapporti, ma sono anche un documento imprescindibile per comprendere l’animo inquieto e geniale del maestro rinascimentale. Corredano il volume la riproduzione di tutte le tarsie bibliche del coro, oggetto del restauro, associate ai propri “coperti” come nelle intenzioni di Lotto.
L’anteprima di presentazione del volume è in programma per giovedì 13 aprile, alle ore 18.30, presso l’Accademia Carrara di Bergamo con l’intervento di Enrico Maria Dal Pozzolo, storico dell’arte esperto in pittura veneta dell’età rinascimentale e barocca (evento su prenotazione fino a esaurimento posti, telefonando allo 035211355 oppure scrivendo a info@fondazionemia.it). L’incontro è il primo della rassegna “Lotto. L’immaginazione e la luce”, un ciclo di quattro eventi, voluto da Fondazione MIA in occasione del restauro per approfondire la figura dell’artista veneziano, considerato uno dei più controversi e misteriosi del Rinascimento. Gli altri appuntamenti della rassegna sono: Lorenzo Lotto e la nascita della psicologia moderna con Flavio Caroli (20 aprile); Lorenzo Lotto e il suo tempo con Franco Cardini (27 aprile); Lotto, Copernico e la lanterna del mondo con Telmo Pievani (4 maggio). Tutti gli eventi si tengono in Basilica di Santa Maria Maggiore alle ore 20.45; introduzione musicale sul tema della luce a cura della Cappella di Santa Maria Maggiore con il coro diretto dal Maestro Cristian Gentilini. Ingresso libero. Il ‘Cantiere Vivo’ del Coro ligneo di Giovanni Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto è visitabile negli orari di accesso alla Basilica di Santa Maria Maggiore, che sono i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. Il sabato dalle 10.30 alle 18; domenica e festivi dalle 9 alle 10.30 e dalle 13.30 alle 18. Ingresso: 5€ per i non residenti a Bergamo e provincia; 2€ biglietto ridotto per giovani (14-25 anni) e over 70. Gratuito per residenti, bambini fino a 13 anni inclusi, disabili e accompagnatore, scuole fino al ciclo secondario, sacerdoti, suore, giornalisti, militari e forze dell’ordine. Il biglietto di ingresso comprende un’audioguida che si attiva direttamente dal proprio smartphone, disponibile in cinque lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo).

LE DICHIARAZIONI

Fabio Bombardieri, presidente Fondazione MIA: «È grande la soddisfazione della Fondazione MIA nel vedere realizzato, nell’anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, e a 500 anni dall’inizio dei lavori di costruzione, l’importantissimo restauro del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto, i cui risultati sono ampiamente superiori alle aspettative. I visitatori della Basilica potranno ora apprezzare, in tutto il loro splendore, le tarsie del Coro dei Laici e, dal prossimo autunno, anche quelle del Coro dei Religiosi che, ancora poco conosciute, rappresentano una straordinaria sorpresa. È un altro degli importanti recuperi, dopo quello del Monastero e della valle d’Astino, messo in atto in questi anni da Fondazione MIA nel solco della responsabilità civica e sociale acquisita nella sua pluricentenaria storia e nell’attività di gestione e cura della Basilica di Santa Maria Maggiore. Un grande ringraziamento, oltre al maestro Luciano Gritti e a tutti quelli che hanno contribuito al recupero dell’opera, a Fondazione Banca Popolare di Bergamo, per l’importante supporto. Infine, desidero rivolgere al pubblico l’invito a visitare gli ultimi mesi del ‘Cantiere Vivo’ del restauro del Coro dei Religiosi: vedere dal vivo il lavoro dei professionisti è un’occasione suggestiva, unica e irripetibile. Da non perdere».

Armando Santus, presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «Fondazione Banca Popolare di Bergamo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, sostiene l’intervento di restauro del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto in piena coerenza con la missione istituzionale tesa alla salvaguardia e protezione di pregevoli beni storici e culturali del territorio. Il Coro è sintesi perfetta e luminosa della storia dell’arte e della fede della comunità bergamasca: è collocato in Città Alta, cuore di Bergamo, nella Basilica di Santa Maria Maggiore che, insieme al Duomo, i bergamaschi considerano la loro casa. Inoltre, questo restauro è avvenuto con modalità innovative e partecipate che permettono di coinvolgere non solo i numerosi turisti in visita in città, ma anche i bergamaschi, i più giovani e gli studenti, in particolare, che rappresentano il futuro nostro e della nostra Bergamo».

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo: «Questo intervento è un tassello importante nel grande progetto in corso in questi mesi in occasione dell’anno di Bergamo Brescia, Capitale Italiana della Cultura 2023. Ho detto tempo fa che ci stavamo preparando come se fossimo stati invitati a una grande festa e credo che quel che sta avvenendo in città e, in particolare, in Città Alta sia la dimostrazione che Bergamo ha deciso di presentarsi con il suo vestito migliore. Penso al centro Piacentiniano, ma anche a piazza Cittadella, ai lavori in corso in Casa Suardi e al museo archeologico, al complesso monumentale di Sant’Agostino e molto altro ancora. E anche questo gioiello aveva bisogno da tempo di un restauro. Il Comune ne è particolarmente felice, anche perché di questa basilica il Comune, forse non tutti lo sanno, è proprietario da secoli, da quando nel Quattrocento la Chiesa domandò un aiuto per conservarla e il Comune intervenì, affidandone la gestione alla Misericordia Maggiore che da allora, qui, è padrona di casa. Un grande ringraziamento, da parte mia, a tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato, a Fabio Bombardieri, a Giuseppe Epinati, ai componenti del direttivo della Fondazione MIA, e a Fondazione Banca Popolare di Bergamo per il suo importante supporto. Il Comune di Bergamo sta lavorando con la Soprintendenza per dare corso il prossimo anno a un altro importante intervento sulla basilica, ovvero il restauro delle pareti esterne dell’abside: proprio in questi ultimi mesi sono stati eseguiti cantieri pilota per decidere il miglior modo di intervenire su questo grande patrimonio della nostra città, in preparazione al cantiere del primo lotto che pensiamo di realizzare nell’arco del 2024».

Luca Rinaldi e Angelo Loda, Direttore generale e Responsabile settore storico-artistico Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia: «Quando il Ministero della Cultura scelse Bergamo e Brescia insieme come Capitale della Cultura per l’anno 2023 lo fece con il preciso intento, non solo di ricordare le sofferenze patite insieme da queste due province durante il biennio pandemico, ma anche di sottolineare quanto fosse unitario e condiviso il patrimonio storico e culturale che dai tempi della Dominante Serenissima collega le due realtà. E ciò sottendeva anche che nel 2023 si promuovessero eventi culturali atti a valorizzare un patrimonio culturale quanto mai ricco e variegato; eventi che fossero non solo di carattere espositivo, ma che riguardassero anche il restauro di beni mobili ed immobili per una corretta tutela e valorizzazione. E grandi restauri si stanno susseguendo in entrambe le province a partire da quello degli immensi teleri di Tiepolo per la Basilica di Verolanuova, proposto al pubblico a partire dal mese di febbraio con due piattaforme per una visione ravvicinata delle tele. L’odierna presentazione del restauro del coro ligneo di Giovanni Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto è tessera quanto mai significativa di questo variegato mosaico, non solo per l’indiscutibile valore del manufatto in sé all’interno della cornice di una delle chiese bergamasche più ricche di tesori d’arte e di fede, ma anche per le innovative metodologie condotte da Luciano Gritti e dalla sua équipe di lavoro, tali da restituire se non “all’antico splendore” come si è soliti dire, ma ad una leggibilità assai migliore le tarsie che nel corso dei secoli erano state più volte “aggiustate” in maniera spesso impropria”.

Corrado Benigni, presidente Commissione Cultura Fondazione MIA e curatore del volume “Lorenzo Lotto. Lettere”: “Sono molti i motivi per leggere questo epistolario. Innanzitutto, perché contiene una precisa relazione dei progressi del lavoro per la realizzazione dei disegni del Coro ligneo, ma anche perché questa corrispondenza si integra perfettamente con il processo creativo. Le immagini nel Coro lasciano trapelare anche enigmi non facilmente risolvibili. Va anche detto che Lotto teneva molto alle immagini che aveva ideato per questo progetto, tanto che non cessò mai di rinnovare le sue richieste di restituzione dei cartoni, temendo che qualcuno se ne appropriasse indebitamente. Aggiungo che, tra le righe della corrispondenza con i reggenti della Misericordia Maggiore, possiamo cogliere come Lotto muova il suo pensiero e il suo disappunto attraverso la scrittura, nelle sottigliezze delle espressioni verbali del suo tempo, nelle inflessioni dialettali. Le Lettere sono dunque un documento straordinario per comprendere la complessa personalità del maestro veneziano».

Nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Banca Popolare di Bergamo

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Banca Popolare di Bergamo, riunitosi quest’oggi presso la sede di piazza Vittorio Veneto 8 a Bergamo, ha provveduto al rinnovo dei vertici. Il nuovo Consiglio di Amministrazione risulta così composto: Armando Santus (presidente), Rossella Leidi (vicepresidente, nuova nomina), Gianluigi Venturini (nuova nomina), Stefano Berlanda (nuova nomina), Marco Ghitti (nuova nomina), Raffaella Giavazzi e Laura Viganò. Armando Santus è stato confermato Presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo. Il Collegio dei Revisori, composto da Giorgio Berta (presidente), Raffaele Moschen e Marco Rescigno, è stato confermato. Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio dei Revisori restano in carica per il triennio 2023- 2025.

Si congedano dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo con la piena riconoscenza di tutti i presenti Ercole Galizzi, Carlo Mazzoleni, Maurizio Vicentini per il prezioso contributo nell’orientamento e nella promozione dei progetti di solidarietà, a beneficio della comunità e del territorio bergamasco. Subentrano Gianluigi Venturini (classe 1964, direttore regionale Lombardia Intesa Sanpaolo), Stefano Berlanda (classe 1958, dottore commercialista) e Marco Ghitti (classe 1982, docente universitario). Conclude il suo mandato anche Alfredo Gusmini, vicepresidente uscente, che passa il testimone a Rossella Leidi (classe 1964, già vicedirettore generale UBI Banca e consigliera Intesa Vita), nuova vicepresidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo.

«Sono onorato di essere stato confermato in questo incarico, che continuerò a ricoprire con spirito di servizio e nell’interesse della comunità. Innanzitutto, vorrei esprimere sincera riconoscenza ad Alfredo Gusmini, che mi ha accompagnato sin qui come vicepresidente della Fondazione, ruolo che ha svolto con straordinaria dedizione e rara passione civile, accompagnandone l’evoluzione dal 2017 ad oggi. Un grazie, personale e a nome di tutto il Consiglio, anche a Carlo Mazzoleni, Ercole Galizzi e Maurizio Vicentini figure di riferimento per la Fondazione in questi anni. L’impegno di Fondazione Banca Popolare di Bergamo continua, traendo forza dalle radici e spinta vitale dal futuro da costruire, al fianco di Intesa Sanpaolo, che ne ha riconosciuto sin da subito il valore per la comunità, e che oggi ne conferma il pieno riconoscimento. La nostra missione non cambia così come i nostri valori: prossimità, efficienza, responsabilità. Questo continuerà ad essere il nostro modo di fare solidarietà, profondamente radicati sul territorio». Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo

Doppio intervento di Fondazione Banca Popolare di Bergamo per donne vittime di violenza e a tutela della vita

Fondazione Banca Popolare di Bergamo finanzia un duplice intervento per le donne di città e provincia vittime di violenza e a tutela della vita.

Il primo finanziamento, di 20 mila euro, è indirizzato all’Istituto delle Suore Poverelle – Istituto Palazzolo di Bergamo, come contributo finalizzato alla creazione di un laboratorio di sartoria che coinvolge alcune donne vittime di violenza accolte nelle diverse case dell’Istituto Palazzolo, e pronte ad affrontare percorsi di autonomia professionale: il laboratorio – supervisionato dalle figure che già le accompagnano, e affidato alle mani di una sarta professionista – si propone di attivare concretamente nelle donne ospiti scoperta, riscoperta, potenziamento e sviluppo delle proprie risorse, capacità e attitudini – tra cui, appunto, la cura e il gusto per gli abiti attraverso l’apprendimento delle basi del cucito e del ricamo utili a realizzare diversi tipi di prodotti di sartoria –, e di supportare lo sviluppo di competenze professionali da spendere sul mercato. La valorizzazione delle competenze delle donne, inserita in percorsi di autonomia e di accesso al lavoro, garantisce così migliori risultati nei percorsi di uscita dalla violenza e di reinserimento sociale.

Altri 20 mila euro sono stati poi destinati a tre sedi del Centro di Aiuto alla Vita – Bergamo, Alzano Lombardo e Seriate –, per l’attività di assistenza a donne in attesa in condizioni di grave difficoltà.

Sara Modora, coordinatrice di Casa Sofia – Comunità Istituto delle Suore Poverelle – Istituto Palazzolo di Bergamo: “Una violenza toglie l’ossigeno alla vita, fa sentire una donna inadeguata, inutile. Uscire dalla violenza significa per le nostre ospiti tornare a credere in sé stesse: il lavoro è un tassello fondamentale di questo percorso perché dà loro una prospettiva di futuro, mostra che hanno potenzialità da spendere, che possono essere autonome e uscire da una situazione di dipendenza da un uomo violento. È l’idea che sta alla base del nostro laboratorio di sartoria, organizzato per la prima volta ma che raccoglie una tradizione preziosa delle Suore Poverelle di Bergamo. Sta avendo già molto successo, abbiamo ricevuto anche le prime, piccole commesse. Fondazione Banca Popolare di Bergamo ha dato una grossa mano a questo progetto, non solo a sostegno delle spese legate alla sistemazione dello spazio, agli strumenti di lavoro e ai materiali, ma soprattutto perché è grazie a questo contributo che abbiamo potuto avere a disposizione la figura di una sarta esperta in grado di trasferire alle nostre ospiti una professionalità e delle competenze spendibili nel mercato del lavoro, insomma di insegnare loro un mestiere”.

Armando Santus, presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: “Finanziamo due progetti legati tra loro dal filo comune della solidarietà e della difesa del valore della vita, iniziative di vero e proprio servizio alla vita quando questa attraversa momenti particolarmente delicati. Quelle che andiamo a sostenere – in uno degli ambiti di intervento principali della Fondazione, quello socioassistenziale –, sono realtà che aiutano le donne a ripartire – dopo aver subito episodi di violenza – o a recuperare la fiducia nei propri mezzi – nel caso di donne in gravidanza che si trovano in situazioni di difficoltà economica. In entrambi i casi, tuttavia, sostenere situazioni di fragilità non aiuta solo la donna che ne è temporaneamente coinvolta, ma contribuisce anche a rafforzare la rete familiare che la circonda e più in generale il tessuto sociale in cui è inserita. Un doppio sguardo a cui Fondazione Banca Popolare di Bergamo, insieme a Intesa Sanpaolo, tiene in modo particolare, rivolto contemporaneamente alla persona e alla comunità. Ciò che conta, ci insegna il Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi, è ‘Servire la Vita lì dove si nasce, si soffre e si ama”. Con tale contributo vogliamo incoraggiare preziose iniziative al servizio della Vita”.