Campagna “2021 al lavoro”, il sostegno di Fondazione BPB per le Borse Lavoro ACLI

Borse Lavoro e percorsi che uniscono sostegno al reddito e formazione: sono stati presentati nei giorni scorsi i risultati di “2021 al lavoro!”, la campagna delle Acli di Bergamo avviata nel dicembre 2020, in piena pandemia, e rivolta ai soggetti ai margini del mercato del lavoro.

«Quando ci siamo seduti a progettare questa iniziativa ci siamo chiesti: perché promuovere una campagna sul lavoro a Bergamo dove il tasso di disoccupazione è inferiore a quello nazionale? – dichiara Daniele Rocchetti, presidente delle Acli di Bergamo -. Servono organizzazioni capaci non solo di stare ma di decifrare il territorio. Servono antenne e serve profondità. I maxi poli logistici che prolificano nella Bassa bergamasca ci raccontano, con brutalità, come sta cambiando il lavoro: un cambiamento profondo che va guardato e studiato in modo approfondito. Il cattolicesimo sociale – l’alveo dal quale siamo nati – ha sempre saldato insieme pensiero e azione, riflessione e progetto. Soprattutto sul tema del lavoro. Perché se è vero, come recita l’articolo 1 della nostra Costituzione, che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, oggi più che mai è legittimo dire che è il “lavoro che fonda l’Italia”. Senza un’occupazione non c’è reddito. Ma svapora anche la dignità della persona. E si lacera il tessuto sociale. E di questo ci siamo voluti prendere carico».

La campagna ha permesso di raccogliere ad oggi più di 80 mila euro. Da fonti diverse: dai circoli Acli, da accordi con i Comuni, da diverse fondazioni, tra cui la Fondazione Banca Popolare di Bergamo.

«Abbiamo aderito all’iniziativa di Acli– afferma Armando Santus, presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo – che ha già portato all’attivazione di Borse a sostegno di persone ai margini del mercato del lavoro, perché ne abbiamo colto il valore e soprattutto l’urgenza. Anche nella nostra provincia, infatti, crescono le disuguaglianze tra i lavoratori: non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto a causa del fatto che moltissimi, dopo aver perso la propria occupazione, non possiedono gli strumenti e le competenze utili a favorire un reinserimento. Per questo è particolarmente importante l’approccio delle Borse Lavoro, che unisce sostegno al reddito e formazione attraverso percorsi individualizzati e monitorati. In particolare, ci preoccupa il fenomeno dei cosiddetti NEET – i giovani che non studiano, non sono impegnati in percorsi di formazione e neppure lavorano –, pericolosamente crescente anche nella nostra provincia. Fondazione Banca Popolare di Bergamo ha sempre rivolto un’attenzione particolare alle persone e all’intera comunità: crediamo che a chi si trova, di fatto, a forte rischio emarginazione, giovani in particolare, vada offerta un’opportunità di riscatto. Allo stesso tempo, supportare questa fase particolarmente delicata della vita, e cioè quella della ricerca di un’occupazione, contribuisce ad evitare l’insorgere di più ampie forme di vulnerabilità e, dunque, a rendere più forte il tessuto sociale del nostro territorio».

Si tratta di una azione territoriale ancora in corso.

«La nostra gratitudine nei confronti della Fondazione è profonda – afferma Roberto Cesa, coordinatore di Acli Rete Lavoro -. Il loro importante sostegno economico ci ha permesso di dare il la a questo progetto, che ora è già un servizio che mettiamo a disposizione delle decine di disoccupati che si presentano agli sportelli Acli Rete Lavoro. Nella fattispecie destiniamo le borse lavoro all’utenza più fragile che intercettiamo, tagliata fuori dal mercato a causa di barriere linguistiche, familiari o per via di curricula troppo ‘leggeri’. Abbiamo destinato le risorse stanziate dalla Fondazione prevalentemente sullo sportello lavoro di Bergamo, riuscendo così ad attivare otto borse lavoro: sei concluse (cinque con successo, mentre una persona è ancora in cerca di occupazione) e due ancora in corso (una attualmente in tirocinio, l’altra impegnata in un corso professionalizzante per diventare OSS)».

Centri estivi 2022, da Fondazione Bpb 10 mila euro ai Cre bergamaschi per la promozione dello sport insieme al CSI

Fondazione Banca Popolare di Bergamo supporta i Cre-Grest, i Centri Estivi dedicati ai più giovani, organizzati dagli Oratori del territorio bergamasco per l’estate 2022: l’attenzione è dedicata in particolare alle iniziative che uniranno animazione e sport grazie alla collaborazione tra Ufficio per la Pastorale dell’Età Evolutiva (UPEE) della Diocesi di Bergamo e Centro Sportivo Italiano (CSI) – Comitato di Bergamo.

Anche quest’anno saranno oltre 200 i Centri Estivi organizzati dagli Oratori bergamaschi, con il coinvolgimento di circa 80 mila bambine e bambini e di 20 mila adolescenti maggiorenni. «Quella dei Cre-Grest è una grande storia di intenzionalità educativa – commenta don Emanuele Poletti, Direttore dell’UPEE – Ufficio per la Pastorale dell’Età Evolutiva della Diocesi di Bergamo –, che nel corso del tempo si è distinta per l’originalità dei contenuti e la mentalità progettuale: accoglienza e aggregazione, balli, giochi, attività a tema, preghiera, sperimentazione di nuove abilità manuali ed escursioni nella natura sono il cuore della proposta del tempo estivo pensata per le nostre comunità».

Se i dettagli – compreso il tema-guida che caratterizza ogni edizione – verranno svelati solo a primavera inoltrata, è delle ultime settimane la decisione di approfondire la proposta sportiva dei Cre, che sarà rivolta a tutti gli Oratori grazie alla collaborazione tra CSI e Diocesi. «Dal punto di vista delle restrizioni anti Covid-19 ci aspettiamo un’estate non molto diversa da quella precedente, commenta don Emanuele Poletti. È impossibile al momento prendere in considerazione le giornate che organizzavamo in passato, in cui insieme al CSI riunivamo migliaia di giovani in diversi punti della provincia per fare sport insieme. Per questo abbiamo ideato una proposta nuova e originale: saranno gli operatori del CSI, su richiesta delle Comunità, a raggiungere in modo capillare gli Oratori e ad organizzare insieme agli animatori alcuni pomeriggi dei Cre, durante i quali coinvolgere piccoli gruppi di ragazzi in laboratori sportivi del tutto particolari, attivando la loro creatività in esperienze ludiche».

Oltre all’acquisto dei materiali di base, il contributo di Fondazione Banca Popolare di Bergamo – una donazione di 10 mila euro – andrà a sostenere gli aspetti logistici e organizzativi di questa innovativa proposta che, proprio perché prevede gruppi di operatori che si muovono per tutta la provincia, diventa molto più capillare e quindi comporta costi più elevati.

«Si tratta di una proposta che abbiamo cominciato a sperimentare nell’estate 2021, ma che abbiamo deciso di rafforzare – spiega Gaetano Paternò, Presidente del CSI – Comitato di Bergamo – Moltissimi ragazzi, a causa della pandemia, da due anni non solo non fanno sport ma non hanno il mimino approccio all’esperienza motoria. La mancanza pressoché totale di movimento è un problema che abbiamo ben presente, per questo organizzeremo innanzitutto dei veri e propri momenti di “alfabetizzazione motoria” per stimolare alcuni movimenti di base, la capacità di coordinazione etc. E poi organizzeremo – e insegneremo agli animatori a proporre a loro volta – tanti giochi: non i giochi di squadra più noti, come il calcio ad esempio, perché quelli i ragazzi li conoscono già, quanto giochi più collaborativi e meno competitivi. Giochi dunque basati sulla cooperazione, per cui ci siamo lasciati ispirare anche dalle esperienze di altri paesi europei, in particolare del Nord: momenti pensati non per competere con un avversario ma per capire che collaborando si possono raggiungere degli obiettivi insieme, senza lasciare indietro nessuno, e per tornare a fidarsi gli uni degli altri, un altro aspetto messo in difficoltà dalla pandemia».

Oltre che un’occasione di incontro ed una proposta educativa preziose per più generazioni, i Cre rappresentano anche un servizio importante per le famiglie impegnate nel lavoro durante l’estate. «Seguendo il tema indicato dal nostro Vescovo Francesco Beschi per l’anno pastorale in corso e cioè “Servire le vita dove la vita accade – la Famiglia” – conclude don Emanuele Poletti –, crediamo che anche rafforzare questo tipo di attività, organizzandole in piccoli gruppi sul territorio, sia un modo per servire le famiglie là dove queste vivono, dove si svolge la vita quotidiana».

«Nel corso dei lunghi mesi della pandemia i più piccoli si sono spesso ritrovati a dover rimanere chiusi nelle loro case nel tempo libero, commenta Armando Santus, Presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo. L’iniziativa proposta quest’anno da Diocesi di Bergamo e CSI – Comitato di Bergamo, attraverso la creazione di spazi e tempi per stare insieme facendo sport, genera un doppio impatto positivo: sul piano sociale punta a ricostruire legami e su quello della tutela della salute contribuisce alla diffusione della cultura del benessere fisico e della prevenzione fin dall’età scolare. Fondazione Banca Popolare di Bergamo, continuando un lungo percorso di collaborazione, e in piena coerenza con le linee guide per la filantropia di Intesa Sanpaolo, sostiene con fiducia i Centri estivi degli Oratori della provincia, consapevole del valore che questo investimento ha per le giovani generazioni, le loro famiglie e l’intera comunità bergamasca».