Il Festival Treccani della Lingua Italiana 2026 approda in Valle Seriana (Bergamo).

Per la prima volta la Valle Seriana ospita una tappa del Festival Treccani della Lingua Italiana, uno dei più autorevoli appuntamenti culturali nazionali promossi da Fondazione Treccani Cultura. L’appuntamento è in programma sabato 18 e domenica 19 luglio 2026 nei comuni di Gromo e Clusone, due borghi medievali tra i più significativi della Lombardia, entrambi appartenenti all’associazione I Borghi più belli d’Italia e al network delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano.

Sabato 18 luglio ore 16,30 presso la Sala Filisetti Romano di Gromo si terrà l’inaugurazione con la partecipazione del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Gromo e da Fondazione Treccani Cultura, con la partecipazione del Comune di Clusone e del Sistema Bibliotecario Val Seriana.

L’iniziativa si avvale del contributo e del patrocinio della Provincia di Bergamo e del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei Fiumi Brembo e Serio (BIM), del contributo di Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico, Intesa Sanpaolo, e di numerose realtà imprenditoriali del territorio: Fonti Pineta Acqua Minerale, Farmacia Taddei, Negroni Real Estate, Arredo Legno, Fornoni Soluzioni Informatiche, Fra.Mar, oltre al patrocinio dell’Università degli studi di Bergamo, di PromoSerio – Agenzia per il territorio della Valle Seriana e della Valle di Scalve e di UniAcque. Progettazione e coordinamento: Briane, L’Aquilone Cooperativa Sociale.

Partecipa inoltre all’iniziativa la Fondazione Casa dell’Orfano di Clusone, che per l’occasione mette a disposizione una preziosa copia storica dell’Enciclopedia Treccani, autografata dall’editore, destinata a entrare nel percorso espositivo del Festival come testimonianza del legame tra il patrimonio culturale nazionale e la storia del territorio.

La scelta di Gromo e Clusone riflette la volontà del Festival di valorizzare luoghi in cui il patrimonio storico, artistico e paesaggistico continua a dialogare con il presente. Due borghi che, per storia e identità, offrono il contesto ideale per ospitare una riflessione sul valore della lingua, della cultura e del dialogo, confermando come anche i territori più decentrati possano diventare protagonisti di una proposta culturale di respiro nazionale.

IL ‘DIALOGO’ FILO ROSSO DELL’INIZIATIVA

La IX edizione del Festival Treccani della Lingua Italiana è dedicata alla parola “Dialogo”, scelta come chiave di lettura per una riflessione multidisciplinare sul ruolo della lingua italiana nella società contemporanea.

Il dialogo viene proposto come strumento di confronto, ascolto e costruzione di relazioni, capace di favorire la comprensione reciproca nei diversi ambiti della vita sociale, culturale e istituzionale. In un tempo caratterizzato da polarizzazioni e conflitti, il Festival invita a riscoprire il valore della parola come occasione di incontro, crescita e partecipazione.

La tappa di Gromo e Clusone porta questa riflessione all’interno di un contesto territoriale ricco di storia, tradizioni e identità, creando un ponte tra cultura nazionale e patrimonio locale. Le lezioni magistrali, le visite guidate, la mostra, i laboratori e gli appuntamenti pubblici trasformano i due borghi in un laboratorio diffuso dedicato alla lingua, alla cittadinanza e alla cultura.

Particolare attenzione è rivolta alle giovani generazioni, grazie a iniziative specifiche dedicate a bambini e ragazzi e al coinvolgimento del Sistema Bibliotecario Val Seriana in un percorso preparatorio sul tema del dialogo.

Il Festival Treccani della Lingua Italiana conferma così la propria vocazione a portare nei territori occasioni di confronto culturale di alto profilo, valorizzando al tempo stesso le identità locali e il patrimonio delle comunità che lo ospitano. In Valle Seriana, il tema del dialogo troverà una declinazione concreta nell’incontro tra cultura nazionale, memoria dei luoghi e partecipazione delle comunità.

IL PROGRAMMA PRE FESTIVAL

Aspettando il Festival Treccani – con la partecipazione del Sistema Bibliotecario Val Seriana

Martedì 14 luglio 2026 – Ardesio

Ore 20.30 – Sala Consiliare Comune di Ardesio

Incontro con il pubblico: “Paesaggio come Dialogo fra uomo e natura” con:

  • Fabio Deotto, scrittore, editor e giornalista, autore di saggi, romanzi e approfondimenti per riviste nazionali e internazionali occupandosi di scienza, cultura e politica

Mercoledì 15 luglio 2026 – Gandino

Ore 20.30 – Piazza Vittorio Veneto, Salone della Valle

Incontro con il pubblico: “Terre alte in movimento: abitare e produrre nelle montagne di mezzo” con

  • Fulvio Adobati, Professore Associato di Urbanistica – Università degli studi di Bergamo, Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate (Dalmine); Direttore del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” (Bergamo)

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Sabato 18 luglio 2026 – Gromo Ore 15.00 – Piazza Dante

Visita guidata al borgo medievale.

Ore 16.30 – Sala Filisetti Romano

Inaugurazione del Festival e saluti istituzionali. Conduce Alma Maria Grandin, giornalista TG1 RAI.

Ore 17.00 Politica e istituzioni: il linguaggio per il dialogo con i cittadini”

  • Michele Cortelazzo, professore emerito di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Padova e Accademico della Crusca
  • Remo Morzenti Pellegrini, già Rettore dell’Università degli studi di Bergamo e vicepresidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione

Ore 18.00 – Sala Filisetti Romano

“Arte e spettatore in dialogo

  • Nicolas Ballario, critico d’arte contemporanea, giornalista e divulgatore culturale, volto del programma RAI3 Splendida Cornice.
  • Simone Facchinetti, storico dell’arte, docente presso l’Università del Salento.

Ore 18.45 – Palazzo Milesi, Sala Consiliare

Inaugurazione della mostra fotografica “Dialoghi nel tempo. Ricostruzione e sguardo al futuro nelle fotografie dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (1946 1974)”, a cura dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo. In mostra una selezione di 26 fotografie provenienti dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, un patrimonio di oltre 7 milioni di fotografie che raccontano la storia dell’Italia dagli anni ’30 agli anni ’90 del Novecento.

La mostra sarà inoltre arricchita dall’esposizione di una copia storica dell’Enciclopedia Treccani, autografata dall’editore e concessa dalla Fondazione Casa dell’Orfano di

Clusone, testimonianza del valore che l’opera enciclopedica ha rappresentato nella diffusione della conoscenza e della cultura nel nostro Paese.

Ore 21.00 – Piazza Dante

Concerto a cura del Corpo Musicale di Gromo “Di pietra, fuoco e acqua. Gromo in musica tra storia, leggenda e memorie”, dirige il Maestro Francesco Maffeis.

Domenica 19 luglio 2026 – Clusone Ore 9.30 – Sala Legrenzi

“Paesaggio come dialogo fra uomo e natura”

  • Fabio Deotto, scrittore, editor e biotecnologo, autore di saggi, romanzi e approfondimenti che esplorano l’intersezione di scienza, cultura e politica
  • Renato Ferlinghetti, professore di Geografia presso l’Università degli studi di Bergamo

Ore 10.30 – Parco Nastro Azzurro

Parola a Topolino, laboratorio di fumetto per i più piccoli con Blasco Pisapia,

disegnatore ufficiale di Topolino.

(In caso di maltempo, il laboratorio sarà spostato negli spazi del MAT – Museo Arte Tempo)

Ore 11.30 – Piazza dell’Orologio

Visita guidata al borgo medievale.

Domenica 19 luglio 2026 – Gromo Ore 11.00 – Piazza Franzini (portici)

“Oltre le parole: il coraggio e la fatica del dialogo”

  • Beatrice Cristalli, linguista, formatrice e consulente editoriale per Mondadori Education e Rizzoli Education, specializzata nello studio dei linguaggi contemporanei e generazionali.

Le Lectio magistralis sono ad ingresso libero.

LE DICHIARAZIONI

Sara Riva, Sindaco di Gromo: “Dopo anni di costante impegno nell’ambito culturale, con questa prestigiosa iniziativa il Comune di Gromo, in sinergia con Clusone, compie un vero e proprio salto di qualità. Per un piccolo paese come il nostro, poter ospitare un evento di portata nazionale come il Festival Treccani della Lingua Italiana rappresenta un’opportunità unica e straordinaria. Siamo profondamente onorati di accogliere questa manifestazione, certi che rappresenti un’occasione imperdibile di valorizzazione per tutto il territorio.

Questo Festival dimostra concretamente come i nostri Comuni non abbiano nulla da invidiare ai grandi centri in termini di proposta e attivismo culturale. Si tratta sicuramente di una visione ambiziosa, che è stata pienamente condivisa dalla Fondazione Treccani e da tutte le realtà che hanno creduto fin da subito in questo progetto e che ringrazio sentitamente, a nome di tutta la cittadinanza, per il prezioso sostegno.

La parola di questa edizione, dialogo, si sposa perfettamente con lo spirito dell’iniziativa, nata proprio per accorciare le distanze e favorire un proficuo scambio tra i piccoli comuni montani e le grandi città. La cultura si conferma così il volano fondamentale per lo sviluppo sociale, economico e turistico delle nostre valli.

Questa importante tappa, inoltre, consolida ulteriormente il legame con Clusone: due comunità unite non solo dalla vicinanza geografica, ma anche dai marchi d’eccellenza che entrambe le località hanno saputo ottenere e conservare, ossia l’appartenenza ai Borghi più belli d’Italia e il riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Insieme siamo pronti a dimostrare il valore del nostro territorio su un palcoscenico di rilievo nazionale”.

Massimo Morstabilini, Sindaco di Clusone: “È con immensa soddisfazione che annunciamo la presenza di Clusone tra le tappe del Festival Treccani della Lingua Italiana 2026. Vedere un’istituzione culturale così autorevole scegliere la nostra cittadina è la conferma del grande potenziale attrattivo dei nostri borghi. Un ringraziamento speciale va agli amici del Comune di Gromo: la collaborazione attiva tra le nostre due realtà, entrambe eccellenze riconosciute tra i Borghi più belli d’Italia e tra le Bandiere Arancioni, è stata la chiave per portare sul territorio un evento di portata nazionale. Insieme a Gromo, Clusone diventerà per un fine settimana il palcoscenico della lingua e della cultura italiana, un’occasione unica di crescita, incontro e promozione di cui siamo profondamente fieri».

Mario Romano Negri, Presidente di Fondazione Treccani Cultura: “Portare il Festival Treccani della Lingua Italiana a Gromo e Clusone, due borghi di straordinaria bellezza e forte identità culturale, riflette pienamente lo spirito di questa edizione dedicata al dialogo. In questi luoghi, dove storia, memoria e tradizioni continuano a dialogare con il presente, il Festival diventa un’occasione di incontro e confronto tra persone e generazioni diverse, per riscoprire e valorizzare il legame tra lingua, comunità e territorio”.

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: “Sostenere una tappa del Festival Treccani della Lingua Italiana in Valle Seriana significa contribuire a portare sul territorio un’iniziativa di altissimo profilo culturale, capace di coinvolgere studiosi, divulgatori e cittadini attorno a temi che riguardano tutti. Crediamo che la cultura debba essere accessibile e diffusa, non concentrata esclusivamente nei grandi centri urbani, ma capace di raggiungere anche i borghi, le vallate e le comunità che rappresentano una parte fondamentale dell’identità del nostro territorio. La scelta di Gromo e Clusone dimostra come qualità, prestigio e partecipazione possano trovare casa anche in contesti decentrati, valorizzandone la storia, il patrimonio e la vitalità culturale. Per questo Fondazione Banca Popolare di Bergamo sostiene con convinzione iniziative che rendono la cultura un’occasione di incontro, crescita e condivisione aperta a tutti”.

Daniele Pastore, Direttore regionale Lombardia Nord Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Con il Festival Treccani, Intesa Sanpaolo sostiene la cultura come leva di valorizzazione dei territori. Le fotografie della storica agenzia fotogiornalistica Publifoto, valorizzate dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo all’interno delle Gallerie d’Italia di Torino, raccontano un dialogo tra memoria e comunità, rendendo accessibile il patrimonio culturale e favorendo occasioni di incontro e riflessione anche nei borghi. Un impegno che contribuisce a generare crescita, partecipazione e valore condiviso per le comunità della Valle Seriana”.

Gianfranco Gafforelli, Presidente Provincia di Bergamo: “La tappa del Festival Treccani a Gromo e Clusone rappresenta un’importante occasione di crescita culturale e di valorizzazione del nostro territorio. Accogliere un’iniziativa di così alto profilo in due dei borghi più belli e significativi della Bergamasca significa riconoscere il ruolo che la cultura svolge nel promuovere conoscenza, partecipazione e sviluppo delle comunità locali. La Provincia di Bergamo guarda con particolare favore a eventi che sanno coniugare approfondimento, dialogo e valorizzazione delle identità territoriali. Gromo e Clusone, con la loro storia, il loro patrimonio artistico e il loro straordinario contesto paesaggistico, offrono una cornice ideale per ospitare riflessioni sui grandi temi del nostro tempo. Ringrazio la Fondazione Treccani, il Comune di Gromo e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione per aver scelto il nostro territorio. Sono certo che le giornate del 18 e 19 luglio sapranno coinvolgere cittadini, giovani e visitatori, contribuendo a rafforzare il legame tra cultura e comunità, elemento fondamentale per costruire il futuro della nostra provincia”.

Massimo Scandella, Presidente Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e dei Fiumi Brembo e Serio (BIM): “Non poteva mancare il sostegno del Consorzio BIM del Lago di Como e Fiumi Brembo e Serio a quest’iniziativa. Complimenti ai Comuni di Gromo e Clusone per aver portato in Val Seriana una tappa della IX edizione del Festival Treccani, un evento di rilevanza nazionale che darà ulteriore prestigio a due dei “Borghi più belli d’Italia”, entrambi conosciuti anche per la propria storia, per la propria identità, per la propria cultura, e che sarà un’ulteriore testimonianza della bellezza e delle unicità che caratterizzano il nostro territorio”.

Daniele Esposito, Sindaco di Albino e Presidente del Sistema Bibliotecario della Val Seriana: “Le biblioteche della Val Seriana rappresentano da sempre un presidio di cittadinanza e cultura diffusa sul territorio, luoghi di incontro tra generazioni, linguaggi e comunità. Accogliamo con grande favore questa tappa del Festival Treccani, che trova nelle nostre biblioteche un naturale punto di riferimento e prosecuzione sul territorio, in perfetta sintonia con il tema del dialogo che da sempre anima il nostro lavoro quotidiano. Anche le nostre biblioteche partecipano all’evento con un percorso di avvicinamento sul tema dell’ambiente come dialogo tra uomo e natura con la presenza in biblioteca dello scrittore Fabio Deotto e del professor Fulvio Adobati. Ringraziamo la Fondazione Treccani e i Comuni di Gromo e Clusone per questa importante occasione offerta alla Valle Seriana”.

Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo: “Il Festival Treccani della Lingua Italiana rappresenta un’importante occasione per riflettere sul ruolo della lingua come strumento di conoscenza, relazione e partecipazione alla vita civile. Il tema del dialogo, al centro di questa edizione, richiama una delle missioni fondamentali dell’università: promuovere il confronto tra idee, discipline e persone, creando spazi di ascolto e di crescita condivisa. Siamo particolarmente lieti di sostenere un’iniziativa che porta nel cuore della Valle Seriana un appuntamento culturale di rilievo nazionale, valorizzando al tempo stesso il patrimonio storico, sociale e culturale di questo territorio. La presenza di docenti e studiosi del nostro Ateneo all’interno del programma testimonia inoltre il forte legame tra l’Università degli studi di Bergamo e le comunità locali, nella convinzione che la diffusione della conoscenza e il dialogo con il territorio siano elementi essenziali per generare sviluppo culturale e coesione sociale.”

“Comunità in dialogo – II edizione. Fare comunità, da 35 anni”. Luglio-novembre 2026

Nel 2026 Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico celebra 35 anni di attività con la seconda edizione della rassegna “Comunità in dialogo”: quattro incontri pubblici aperti alla città, dedicati a cultura, educazione, filantropia e pace, con alcune delle più autorevoli voci del panorama culturale, educativo e civile italiano.

Dopo la prima edizione del 2025 – dedicata al rapporto tra economia e bene comune – la rassegna torna con quattro prospettive diverse, unite da un unico orizzonte: interrogarsi su che cosa significhi oggi fare comunità.

Tutti gli incontri sono moderati da Alberto Ceresoli, direttore de L’Eco di Bergamo, e si svolgono presso la Sala Funi di via Roma 2 (sede di Intesa Sanpaolo e Fondazione Banca Popolare di Bergamo), nel centro città. Al termine di ogni incontro, un aperitivo per continuare il dialogo.

–Ingresso libero e gratuito, è richiesta la registrazione qui

1. La cultura che costruisce cittadinanza

Giovedì 16 luglio 2026, ore 18

Il primo appuntamento della rassegna mette al centro il valore pubblico della cultura, la sua capacità di tenere insieme memoria, identità e futuro, generando consapevolezza e partecipazione.

Saluti introduttivi:

  • Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF
  • Daniele Pastore, Direttore Lombardia Nord Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo
  • Elena Carnevali, Sindaca di Bergamo
  • Gianfranco Gafforelli, Presidente della Provincia di Bergamo
  • Mons. Davide Pelucchi, Vicario generale della Diocesi di Bergamo

In dialogo:

  • Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore
  • Roberta Frigeni, Direttrice Museo delle Storie di Bergamo

2. Passione educativa, passione per la comunità

Giovedì 24 settembre 2026, ore 18

Il secondo incontro guarda al mondo dei giovani e alla sfida educativa come a un investimento decisivo sul futuro del territorio, perché ogni comunità si costruisce a partire dalle opportunità che sa offrire alle nuove generazioni.

Intervengono:

  • don Dario Acquaroli, Direttore Comunità don Lorenzo Milani
  • Francesca Galbiati, Direttrice IMIBERG Bergamo
  • Roberto Samaden, Responsabile settore giovanile Atalanta Bergamasca Calcio

3. La filantropia che fa crescere la comunità

Giovedì 22 ottobre 2026, ore 18

La filantropia, oggi, non è soltanto sostegno economico: è capacità di leggere i bisogni, costruire alleanze e generare opportunità. Il terzo appuntamento propone una riflessione sul ruolo delle fondazioni, dell’impresa responsabile e delle istituzioni nella crescita delle comunità.

Intervengono:

  • Giovanni Bazoli, Presidente emerito Intesa Sanpaolo
  • Gianfelice Rocca, Presidente Gruppo Techint, Presidente Humanitas e Presidente Fondazione Rocca

4. Costruire la pace

Giovedì 12 novembre 2026, ore 18

Il quarto appuntamento propone una riflessione sul significato della pace nel nostro tempo e sul contributo che persone, istituzioni e comunità possono offrire per costruirla, custodirla e promuoverla. Un confronto tra pensiero laico e tradizione cristiana sul ruolo della responsabilità, dell’educazione, della fraternità e del dialogo nella costruzione di una convivenza più giusta e pacifica.

Intervengono:

  • Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
  • Mauro Ceruti, filosofo, teorico del pensiero complesso e professore emerito dell’Università IULM di Milano

Assistenza sociale, cultura e patrimonio al centro del Bilancio Sociale 2025 approvato insieme al rinnovo degli organi di Fondazione BPB

Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico approva, oltre al Bilancio economico, il Bilancio Sociale 2025, che racconta un anno di consolidamento dell’attività filantropica a servizio del territorio bergamasco, con erogazioni complessive pari a oltre 800 mila euro (805.319), di cui 500 mila ordinarie e 300 mila straordinarie.

Nel suo trentaquattresimo anno di attività, la Fondazione conferma così il proprio ruolo di servizio alla comunità bergamasca.

Un impegno che si è sviluppato su tutti gli ambiti di intervento della Fondazione – dall’assistenza sociale alla promozione dell’arte e della cultura, dalla tutela del patrimonio artistico alla ricerca scientifica e alla formazione – confermando una presenza attenta e continua accanto ai bisogni della comunità.

ASSISTENZA SOCIALE PRIORITÀ, QUASI METÀ DELLE RISORSE

L’assistenza sociale alle persone fragili si conferma il principale ambito di intervento, con il 48,1% delle erogazioni ordinarie (243.419 euro) destinate a sostenere mense, centri di accoglienza, progetti di reinserimento lavorativo e iniziative di supporto alle categorie più in difficoltà: donne, giovani, persone private della libertà personale.

Accanto a questo, la Fondazione ha continuato a investire nella cultura e nell’arte (123.500 euro), nella tutela del patrimonio, nell’istruzione e nella ricerca, contribuendo alla qualità della vita e alla coesione del territorio.

CULTURA E IDENTITÀ: INTERVENTI STRAORDINARI

Tra le iniziative più significative del 2025 si segnalano due interventi straordinari:

• l’acquisizione dell’opera Il Grande Cardinale in piedi di Giacomo Manzù, donata alla Città di Bergamo.
• il contributo alla Fondazione Adriano Bernareggi per il grande restauro dell’Aula Picta in Città Alta, parte del nuovo Museo Diocesano di Bergamo, così restituita alla fruizione pubblica.

Due azioni che testimoniano l’impegno della Fondazione nella valorizzazione dell’identità culturale e artistica del territorio.

Nel corso del 2025 la Fondazione, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha inoltre promosso il ciclo di incontri “Comunità in dialogo”, pensato per favorire occasioni di confronto tra istituzioni, realtà sociali e cittadini sui temi di interesse collettivo.

UN IMPEGNO COSTANTE NEL TEMPO

Dalla sua nascita nel 1991, la Fondazione ha sostenuto oltre 1.500 progetti, erogando complessivamente circa 40 milioni di euro a favore della comunità bergamasca. Nel quinquennio 2021–2025, gli interventi hanno riguardato in modo trasversale tutti i settori, con una particolare incidenza sulla tutela del patrimonio artistico e sull’assistenza sociale.

SOLIDITÀ E PROSPETTIVA

La Fondazione conferma una solida base patrimoniale, con un patrimonio netto pari a oltre 15,4 milioni di euro, e una capacità di programmazione che vede già deliberati oltre 275 mila euro per erogazioni future.

Un elemento che consente di guardare con continuità agli impegni dei prossimi anni, mantenendo saldo il legame con il territorio e la capacità di risposta ai bisogni emergenti.

Il 2025 segna inoltre un passaggio importante nel percorso evolutivo della Fondazione, con l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) nella sezione degli Enti Filantropici.

CONTINUITA’ NELLA GOVERNANCE

Nel corso della seduta del Consiglio di Amministrazione che ha approvato il Bilancio economico e sociale 2025, Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico ha inoltre provveduto al rinnovo dei propri organi sociali per il triennio 2026–2028, nel segno della continuità e della prosecuzione del lavoro svolto negli ultimi anni.

Sono stati confermati i componenti del Consiglio di Amministrazione: Armando Santus, Rossella Leidi, Daniele Pastore, Stefano Berlanda, Marco Ghitti, Raffaella Giavazzi e Laura Viganò.

Armando Santus è stato confermato nel ruolo di Presidente della Fondazione, così come Rossella Leidi nel ruolo di Vicepresidente.

Si rinnova parzialmente anche il Collegio dei Revisori, con l’uscita di Marco Rescigno e l’ingresso di Elena Rubini. Confermati Giorgio Berta, nel ruolo di Presidente, e Raffaele Moschen.

LA DICHIARAZIONE

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico: “Il Bilancio Sociale rappresenta per noi uno strumento di trasparenza, ma anche l’occasione per restituire alla comunità il senso del lavoro svolto. Il 2025 conferma un impegno costante su tutti i fronti, con una particolare attenzione alle persone più fragili, che rimangono al centro della nostra azione.

Accanto a questo, continuiamo a investire nella cultura, nel patrimonio e nella formazione, perché crediamo che lo sviluppo di una comunità passi anche attraverso la qualità dei luoghi, delle relazioni e delle opportunità.

La solidità della Fondazione e il sostegno di Intesa Sanpaolo, ci consentono di operare con continuità, guardando al futuro con responsabilità e con la volontà di continuare a essere un punto di riferimento per il territorio bergamasco

La riconferma degli organi sociali rappresenta per noi un segnale importante di continuità e fiducia, che ci permette di proseguire il lavoro avviato in questi anni mantenendo saldo il legame con la comunità bergamasca e con i valori che ispirano l’azione della Fondazione. Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento a Marco Rescigno per il contributo offerto nel Collegio dei Revisori e formulare un augurio di buon lavoro a Elena Rubini, che entra oggi a far parte dell’Organo di controllo della Fondazione.”.

I Bilanci sono disponibili sul sito della Fondazione qui.

Inaugurato il nuovo Museo Diocesano di Bergamo. Aula Picta con accesso gratuito la prima domenica del mese grazie a Fondazione BPB

‘il Bernareggi’, il nuovo Museo Diocesano di Bergamo, è aperto nel cuore di Città Alta. Al suo interno l’Aula Picta, cuore della nuova sede del Museo, l’antico Palazzo Vescovile di Bergamo.

Fondazione Banca Popolare di Bergamo – EF ha sostenuto il restauro dell’Aula Picta – che continuerà nel 2026 -, vero e proprio tesoro della città, per permettere a tutti di ammirare i suoi stupendi affreschi del XIII secolo. Per questo ogni prima domenica del mese l’Aula Picta sarà visitabile gratuitamente.

Qui l’approfondimento sull’Aula Picta e sui lavori di restauro in corso.

Su fondazionebernareggi.it tutte le informazioni sul nuovo Museo Diocesano Adriano Bernareggi.

‘IL BERNAREGGI’ – IL NUOVO MUSEO DIOCESANO DI BERGAMO

Il Museo Diocesano Adriano Bernareggi torna sul colle di San Salvatore, dove fu inaugurata la sua prima sede nel 1961. Su una superficie espositiva di oltre 900 metri quadrati trovano sede circa 70 opere d’arte, distribuite in dieci sale su due piani. Si tratta di dipinti, sculture e oggetti preziosi risalenti ad un periodo che va dal XIV al XX secolo: dalla scultura medievale a Lorenzo Lotto e Andrea Previtali, da Giovan Battista Moroni a Carlo Ceresa ed Evaristo Baschenis (XV-XVIII secolo), fino all’omaggio novecentesco a Manzù e Scorzelli. A queste esposizioni si aggiungono opere provenienti da alcune parrocchie della Diocesi, che saranno esposte temporaneamente, rendendo il nuovo Museo punto di riferimento e luogo di ricomposizione e narrazione del ricco patrimonio artistico custodito nelle chiese del territorio. Oltre alle sale espositive, il Museo offre spazi per conferenze e per attività educative, e una sala multimediale dedicata al racconto dello sviluppo architettonico di piazza Duomo e degli edifici che la circondano. Ma il nuovo Museo è molto più che uno spazio espositivo: si configura come un vero e proprio itinerario storico e geografico dedicato alla Chiesa bergamasca che unisce sin d’ora l’antico Palazzo vescovile (con l’Aula Picta), il Battistero della Cattedrale, i resti dell’antica Cattedrale paleocristiana e, in futuro, anche l’area archeologica del Tempietto romanico di Santa Croce – posto tra il nuovo Museo e la Basilica di Santa Maria Maggiore – dove è in corso una campagna di scavo, condotta dalla Soprintendenza. Chiude idealmente il percorso l’Oratorio di San Lupo situato in via San Tomaso, in Città Bassa, dedicato all’arte contemporanea. Un biglietto unico consente ai visitatori di conoscere tutti questi luoghi, in un viaggio che abbraccia oltre 1700 anni di storia.

Restituzione al pubblico del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, al termine del monumentale restauro

Al termine di un anno e mezzo di lavori le preziose tarsie del Coro ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto, all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore, nel cuore medievale di Bergamo Alta, sono ammirabili in tutta la loro ritrovata bellezza, e nell’anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 tornano ad essere interamente fruibili da parte del pubblico. Dopo la sezione del Coro dei Laici (1553-1555), inaugurata nell’aprile 2023, torna oggi all’originario splendore anche il Coro dei Religiosi, il più antico (1523-1533).

Termina così un lungo lavoro di restauro, voluto da Fondazione MIA (che gestisce la Basilica, di proprietà del Comune di Bergamo), curato da Luciano Gritti dell’omonima Bottega di restauro con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, e sostenuto da Fondazione Banca Popolare di Bergamo, partner esclusivo dell’intervento.

Chiude, contestualmente, anche ‘Cantiere Vivo’, l’innovativo progetto di valorizzazione dei restauri che ha permesso agli oltre 700mila visitatori di osservare in diretta tutte le fasi dei lavori, grazie a pannelli di plexiglass su cui sono stati riportati testi, immagini e QR-code per approfondire contenuti storici e artistici legati all’opera e al suo contesto.

NUOVI STUDI SULLE OMBRE DELLE TARSIE

Fin dalla prima fase di restauro – culminata con l’inaugurazione del Coro dei Laici – erano emerse alcune sorprese: il rinvenimento di un affresco di fine Trecento raffigurante una Madonna con Bambino e una tarsia decorata da Capoferri su bozzetto del pittore pavese Francesco Rosso che rimanda alla storia di Caino e Abele. Già allora era stato svelato il sistema dei “coperti”, di cui si ignorava l’esistenza, utilizzato nel Coro dei Religiosi per coprire in alcune occasioni, attraverso un meccanismo a scomparsa, le tarsie lignee raffiguranti storie bibliche con altre immagini, a motivi neoplatonici.
La seconda parte dei lavori ha riportato alla sua originaria bellezza anche il Coro dei Religiosi, il più antico tra quelli realizzati da Capoferri a partire dai disegni del Lotto nella Basilica. In questa fase proprio le enigmatiche opere a motivi neoplatonici presenti all’interno di questa sezione del Coro sono state oggetto di uno studio approfondito. In particolare, si è potuto notare come i vari coperti si distinguano tra loro dal punto di vista della struttura, del disegno e del modo in cui le ombre cadono sullo stesso. Da questa osservazione si è compreso che l’idea progettuale era quella di dare risalto ai disegni valorizzando l’illuminazione naturale della chiesa – che in questo punto giungeva all’altare attraverso le finestre poste alle spalle del presbiterio –, poiché la luce delle candele risultava molto flebile. Un’osservazione che mette in stretta relazione il Coro con il contesto circostante, e che valorizza ulteriormente quest’area della Basilica.
L’accurata analisi della distribuzione delle ombre effettuata nel corso della pulitura ha rivelato inoltre che il coperto più emblematico del Coro, ‘Creazione’ o ‘Magnum Chaos’, in origine doveva essere quasi certamente collocato in posizione dritta, con la scritta ordinata secondo le regole della lingua latina che prevede prima l’aggettivo (“Magnum”) e poi il sostantivo (“Chaos”), e dunque con i piedi in basso e le braccia nella posizione naturale. Durante un restauro, probabilmente quello di Pasquale Carrara (1855-1863), i coperti vennero smontati e successivamente ricollocati, ma posizionando il “Magnum Chaos” al contrario venne interrotta la serie di coperti che prevedono l’illuminazione dell’opera in una direzione ben precisa.

UNO SGUARDO D’INSIEME AL CORO

Con l’apertura al pubblico dell’intero Coro torna alla luce una storia artistica che risale a cinquecento anni orsono quasi senza mostrare più i segni del tempo, e lo sguardo d’insieme restituisce un’immagine articolata: le trentasei immagini enigmatiche ideate da Lorenzo Lotto e intarsiate da Giovan Francesco Capoferri mostrano un’inesauribile fantasia scenica, con una narrazione che si distanzia fortemente, per esempio, dai toni aulici e composti delle opere di Tiziano che venivano realizzate in quegli stessi anni. Un itinerario “iniziatico”, che attraverso figure simboliche sintetizza visivamente i temi attinti dagli eterogenei campi di ricerca del Rinascimento, in un sincretismo fra temi religiosi e archetipi pagani, concetti spirituali e temi profani, storie bibliche e metafore ermetiche, suggestioni della mitologia greco-romana e concetti della filosofia neoplatonica. Un’opera che racchiude in sé tutto lo scibile dell’umanesimo del primo Cinquecento. Queste raffigurazioni simboliche sono state pensate per non essere facilmente decodificate, così da creare un alone di mistero che dia adito a molteplici interpretazioni, anche in contraddizione l’una con l’altra. Con i suoi disegni, Lotto va oltre la relatività dell’interpretazione soggettiva, scardinando ogni certezza, superando qualsiasi spiegazione dialettica, poiché l’immagine innanzitutto deve evocare il senso di mistero legato all’ineffabilità della presenza divina.

Il restauro del Coro Ligneo di Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto, che si era reso necessario e urgente per preservare il bene dal deperimento causato dello scorrere del tempo, ha seguito le tecniche più innovative: i lavori hanno previsto il monitoraggio micro-climatico dell’ambiente; la campagna di analisi per studiare le tecniche esecutive e le antiche vernici; la pulitura svolta con metodi tradizionali e sistemi laser di ultima generazione; il consolidamento e la disinfestazione dell’opera; la scansione 3D dell’intero Coro e il rilievo CAD di tutti gli elementi che lo compongono; la campagna fotografica di documentazione.

LE DICHIARAZIONI

Fabio Bombardieri, Presidente Fondazione MIA: «Siamo qui oggi con grande orgoglio e gratitudine per celebrare un momento importantissimo. Nel solco della responsabilità civica e sociale che accompagna la Fondazione sin dal 1265, la MIA ribadisce l’importanza di proteggere e preservare la nostra cultura, il nostro patrimonio, i nostri monumenti; in poche parole, la nostra storia. Con la chiusura del Cantiere Vivo e la restituzione al pubblico del Coro ligneo di Lorenzo Lotto e Giovan Francesco Capoferri in tutta la sua bellezza e magnificenza, la Fondazione MIA tiene fede alla parola data oltre un anno e mezzo fa: terminare i lavori in occasione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023. Si tratta di un evento dalla portata artistica, storica e religiosa fondamentale. Il Coro è infatti l’opera più importante commissionata dalla Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo a uno dei più grandi maestri del Rinascimento. Oggi, insieme, celebriamo non solo il passato ritrovato, ma anche un futuro che sarà illuminato dalla luce visionaria di questo gioiello della Basilica e dalla passione che ha reso possibile il suo restauro. Ammirando quest’opera, ritrovata in tutto il suo splendore, vediamo infatti non solo colori e forme, luci e ombre, ma la nostra identità collettiva, la nostra missione di custodi di uno straordinario patrimonio da curare e onorare, affinché esso continui a ispirare, educare e connettere le future generazioni».

Armando Santus, Presidente Fondazione Banca Popolare di Bergamo: «Con la restituzione al pubblico dell’intero Coro ligneo di Capoferri e Lotto termina un progetto entusiasmante, che ha dato nuova luce ad una delle opere d’arte più preziose del Nord Italia. Fondazione Banca Popolare di Bergamo, che continua la sua promozione sociale sul territorio con Intesa Sanpaolo, è orgogliosa di aver sostenuto questo straordinario intervento di restauro, che ha garantito la salvaguardia di un’opera d’arte così preziosa, che ha permesso la scoperta di nuove sue componenti e l’approfondimento delle conoscenze ad essa legate, e che soprattutto ha reso possibile la fruizione di questo tesoro da parte delle future generazioni. Tutela e insieme trasmissione del nostro patrimonio artistico sono, crediamo, il miglior modo di interpretare la salvaguardia e la protezione dei beni storici e culturali del territorio, tra le priorità della missione istituzionale della nostra Fondazione».

Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo: «L’anno della Capitale della Cultura non è solo un contenitore di eventi e di iniziative, lo abbiamo sempre detto. È anche un’occasione in cui abbiamo voluto e saputo valorizzare il patrimonio storico e artistico della nostra città, avviando o concludendo interventi di restauro e trasformazione molto significativi in tanti luoghi della cultura. La Fondazione MIA aggiunge un tassello importante a questo grande lavoro, restituendo alla città lo splendore dell’opera di Capoferri e Lotto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, monumento di proprietà del Comune di Bergamo, da quasi seicento anni amministrato dalla Misericordia Maggiore, che si è dedicata all’abbellimento del sacro edificio e al suo arricchimento, ornandolo di preziose opere d’arte e valorizzandone il prestigio. Nel frattempo, si è concluso il cantiere pilota sulla facciata dell’abside della chiesa: il Comune è al lavoro con la Soprintendenza per individuare la lavorazione più adatta per restaurare anche le parti esterne della Basilica e nei prossimi anni saremo impegnati nella cura della pietra che dona alla chiesa l’aspetto che tutti conosciamo».

Luciano Gritti, Bottega di Restauro ‘Luciano Gritti’: «Per un restauratore lavorare su un bene così prezioso è un vero onore. Per un anno e mezzo ci siamo presi cura del Coro con interventi che hanno unito tecniche tradizionali e innovative, anche grazie all’utilizzo di una tecnologia all’avanguardia. Ci siamo trovati davanti ad un’opera composta da mille opere, straordinaria: oltre alle numerose tarsie anche i più piccoli dettagli hanno rivelato un’attenzione progettuale ed esecutiva di raro valore e bellezza. Tutto ciò è stato possibile grazie ad una squadra competente e appassionata, in cui i giovani sono stati protagonisti».

Stefano Marziali, Project Manager Smart Puzzle e allestimento ‘Cantiere Vivo’: «Dopo un anno e mezzo dal suo avvio, ‘Cantiere Vivo’ si è rivelato un esempio eccezionale di buona gestione di un Bene Culturale. Il progetto non solo ha preservato uno dei beni artistici più importanti della città, ma ha migliorato l’immagine di Bergamo in Europa e la percezione della città come luogo di cultura. Fondazione MIA vuole dare continuità all’esperienza di ‘Cantiere Vivo’ e per questo motivo ha già avviato diverse attività. In particolare, la realizzazione del documento cinematografico ‘Restauratio Humana’ sul recupero del Coro di Lotto e Capoferri da parte dello studio Coral Climb per raccogliere e divulgare le scoperte e le riflessioni maturate in questi mesi di lavoro anche al grande pubblico».